Vigilia di fuoco: l'Inter cerca il riscatto a Madrid
Riassunto
Vigilia di fuoco per l'Inter a Madrid: Chivu cerca il riscatto dopo il derby amaro, con Simeone che confessa il sogno di tornare ad allenare i nerazzurri. Emergenza fascia destra con Dumfries out fino a dicembre, mentre Sommer vive una crisi profonda che ricorda l'ultimo Handanovic. Suggestione Maignan a parametro zero per sostituire lo svizzero, operazione difficile ma affascinante.
Vigilia di fuoco: l'Inter cerca il riscatto al Metropolitano
Il punto è questo: dopo l'amaro boccone del derby, l'Inter ha una sola medicina per guarire dalle ferite dell'orgoglio. E quella medicina si chiama Atletico Madrid, si gioca al Metropolitano e vale molto più di tre punti in Champions League.
Chivu non si nasconde, come sempre del resto. "Quattro sconfitte in 12 giornate sono effettivamente troppe", ammette il tecnico romeno con quella sincerità che ormai conosciamo bene. Ma poi aggiunge la frase che fa la differenza: "Ci siamo rialzati sempre dopo il derby, mi aspetto la stessa cosa". Perché l'Inter ha questo nel DNA (quando vuole): la capacità di reagire ai momenti più bui con prestazioni da grande squadra.
La sfida di domani sera ha il sapore della rivincita su più fronti. Intanto c'è da cancellare il ricordo di quella eliminazione del 2024, l'unica subita dai nerazzurri in Champions negli ultimi tre anni. Poi c'è da dimostrare che il tabù dei big match può essere spezzato anche lontano da San Siro. Credetemi, se l'Inter dovesse uscire indenne dalla tana dei Colchoneros, avrebbe fatto un passo gigantesco verso la qualificazione diretta agli ottavi.
Il fascino della serata è amplificato dalla presenza di Giacomo Raspadori, che da bambino tifava Inter e ora sogna di pungerla: "Segnare contro di loro? Certo, mi piacerebbe tanto". L'ex Napoli conosce bene il calcio italiano e sa che i nerazzurri arriveranno a Madrid con la rabbia giusta dopo il ko nel derby.
Capitolo formazione: Chivu sembra orientato verso qualche cambio rispetto alla gara con il Milan. Thuram potrebbe rifiatare (ha giocato 90 minuti dopo tre settimane di stop), mentre in difesa De Vrij scalpita per una maglia da titolare. La vera incognita resta la fascia destra, dove l'assenza di Dumfries si fa sentire come un dente che duole.
L'Atletico di Simeone, dal canto suo, non attraversa il miglior momento della stagione ma al Metropolitano resta sempre una bestia feroce. I numeri parlano chiaro: otto vittorie nelle ultime dieci partite casalinghe di Champions contro squadre italiane. Ora, prestate attenzione: sarà fondamentale non concedere ripartenze a una squadra che vive di contropiede e intensità fisica.
La sensazione è che domani sera vedremo un'Inter diversa da quella del derby. Non migliore tecnicamente (difficile fare meglio di quella prestazione), ma più cattiva negli episodi che contano. Perché in Champions, si sa, conta più la sostanza della bellezza del gioco.
Emergenza fascia destra: Dumfries out, Inter in affanno
L'infermeria nerazzurra continua a fare danni, e stavolta il colpo più duro arriva dalla fascia destra. Denzel Dumfries, il treno olandese che aveva ritrovato la forma migliore, dovrà restare ai box fino a metà dicembre. La caviglia malconcia non dà tregua e il rientro slitta pericolosamente verso la sfida con il Liverpool del 9 dicembre.
Il problema è serio perché dietro l'ex PSV c'è il vuoto cosmico. Darmian è ancora in infermeria (tornerà forse per Pisa), Luis Henrique non convince e Carlos Augusto a piede invertito è una soluzione di emergenza che non può durare all'infinito. "La fisicità di Denzel è necessaria", sottolinea la Gazzetta, e chi ha visto il brasiliano arrancare contro il Milan sa bene di cosa si parla.
Capitolo mercato: Ausilio e Baccin hanno già iniziato a scandagliare il mercato alla ricerca di un esterno destro. A gennaio, qualcosa andrà fatto per forza. I nomi che circolano sono quelli di Caprile e Atubolu, ma servirà un profilo già pronto per il salto di qualità.
Intanto, per la trasferta di Madrid, Chivu dovrà inventarsi qualcosa. Carlos Augusto è in pole per essere confermato, nonostante le evidenti difficoltà nel giocare dalla parte "sbagliata". L'alternativa Luis Henrique resta un'incognita: finora ha deluso le aspettative e il tecnico romeno sembra avere poca fiducia nel francese.
La situazione in infermeria non riguarda solo la fascia destra. Mkhitaryan è vicino al rientro (dovrebbe essere convocato per Pisa), mentre per Palacios è arrivata una brutta notizia: ricaduta muscolare che lo terrà fuori ancora per settimane. L'argentino, che era appena rientrato, dovrà ricominciare da capo il suo percorso di recupero.
Credetemi, questa emergenza sulla fascia destra rischia di condizionare pesantemente il cammino dell'Inter nelle prossime settimane. Tra Champions League, campionato e Supercoppa, servono alternative affidabili. E al momento, purtroppo, non ce ne sono.
Maignan verso l'addio: l'Inter sogna il colpo del secolo
Dopo la prestazione monstre nel derby, Mike Maignan è tornato prepotentemente al centro delle voci di mercato. E stavolta, clamorosamente, spunta anche l'Inter tra le pretendenti per il portiere francese che lascerà quasi certamente il Milan a parametro zero la prossima estate.
Il punto è questo: Maignan ha chiesto 5,5 milioni di ingaggio per rinnovare con il Milan, cifra che i rossoneri sembrano poco propensi a versare. Il risultato? Un'occasione d'oro per le big europee, Inter compresa. "Sarebbe un colpo psicologico nei confronti del Milan", sottolinea il Corriere della Sera, e francamente è difficile dargli torto.
L'operazione non sarebbe semplice per diversi motivi. Primo: Maignan ha 30 anni e un ingaggio alto, profilo che non rientra esattamente nei parametri di Oaktree. Secondo: convincere un portiere del genere ad attraversare il Naviglio non è cosa da poco. Terzo: bisogna fare i conti con la concorrenza della Premier League, dove il francese ha estimatori importanti.
Ma l'Inter ha un asso nella manica che si chiama necessità. Perché la situazione tra i pali è diventata problematica: Sommer è in evidente calo (gli errori si moltiplicano) e Martinez vive un momento delicato dopo l'incidente stradale di fine ottobre. Serve un portiere di livello internazionale, e Maignan lo è senza dubbio.
La suggestione è affascinante: immaginate il portiere che ha parato il rigore a Calhanoglu nel derby che l'anno dopo difende la porta nerazzurra. Sarebbe il colpo del secolo, il tipo di operazione che fa la differenza tra una stagione normale e una da ricordare.
Capitolo alternative: se Maignan dovesse sfumare, i nomi sul taccuino sono quelli di Caprile (Cagliari), Atubolu (Friburgo) e Suzuki (Parma). Tutti giovani di prospettiva, ma nessuno con l'esperienza e la personalità del francese.
Ora, prestate attenzione: questa operazione si può fare solo se l'Inter dimostrerà di essere ancora competitiva ai massimi livelli. Un buon cammino in Champions e una lotta scudetto credibile potrebbero essere argomenti convincenti per Magic Mike.
Simeone e l'Inter: "Un giorno tornerò ad allenarla"
Diego Pablo Simeone non fa mistero del suo amore per l'Inter. Alla vigilia della sfida del Metropolitano, il Cholo ha aperto il cuore parlando del suo futuro e di un possibile ritorno in nerazzurro: "Nel mio cammino da allenatore mi vedo un giorno allenatore dell'Inter".
Le parole dell'argentino suonano come una dichiarazione d'amore verso il club che lo ha lanciato nel calcio che conta. Due stagioni tra il 1997 e il 1999, poi la carriera da allenatore che lo ha portato a diventare una leggenda dell'Atletico Madrid. Ma il cuore, evidentemente, è rimasto a Milano.
"Non sono né migliore né peggiore di lui", risponde Chivu quando gli chiedono un confronto con Simeone. "Lui è qui da 14 anni, ma non mi sento inferiore né superiore". Una risposta da vero uomo di calcio, che sa riconoscere il valore dell'avversario senza sminuire se stesso.
Il tecnico dell'Atletico, dal canto suo, non lesina complimenti all'Inter: "Una rosa incredibile, una squadra fortissima". Simeone ha visto la partita con il Milan e il suo giudizio è netto: "Hanno dominato tutta la partita, avrebbero potuto vincere. Sono uno dei chiari candidati alla vittoria in Serie A e in Champions continueranno ad essere forti".
La storia tra Simeone e l'Inter è fatta di ricordi indelebili e di una passione mai sopita. L'argentino non dimentica i suoi anni in nerazzurro e ogni volta che ne parla gli si illuminano gli occhi. "Mi ricordo quella partita benissimo, che giocatore Baggio, mamma mia", dice riferendosi a un vecchio Inter-Real Madrid.
Capitolo futuro: Simeone ha un contratto con l'Atletico ma non nasconde che un giorno potrebbe tornare in Italia. "Non dipenderà solo da me", precisa con onestà, ma l'idea di rivedere il Cholo sulla panchina dell'Inter fa sognare i tifosi nerazzurri.
Credetemi, domani sera al Metropolitano ci sarà molto più di una partita di Champions League. Ci sarà il confronto tra un allenatore che sogna di tornare all'Inter e uno che sta costruendo la sua carriera proprio su quella panchina. Il calcio, a volte, sa essere davvero romantico.
Sommer in caduta libera: il portiere che non c'è più
La parabola di Yann Sommer ricorda quella dell'ultimo Handanovic. Stesso copione, stessi errori che si moltiplicano, stessa sensazione di un portiere che ha perso quella sicurezza che lo aveva reso uno dei migliori al mondo. L'errore nel derby è solo l'ultimo di una serie che sta diventando preoccupante.
"Male, malissimo", il giudizio di Emiliano Viviano sulla respinta che ha portato al gol di Pulisic. "Sommer ha fatto un movimento di polso sbagliatissimo. Io sono cresciuto con grandi maestri che mi insegnavano a deviare il pallone fuori, non frontalmente". Parole dure ma che fotografano una realtà: lo svizzero sta commettendo errori tecnici elementari.
Il problema non è solo tecnico ma anche mentale. Sommer sembra aver perso quella tranquillità che lo contraddistingueva, quella capacità di gestire i momenti difficili senza farsi prendere dall'ansia. Gli errori si susseguono: Juventus, Verona, Napoli e ora il derby. Troppi per un portiere del suo livello.
Chivu continua a difenderlo pubblicamente ("Devo difendere i miei giocatori"), ma la sensazione è che anche il tecnico romeno abbia qualche dubbio. La citazione della "filosofia di Arteta" sui giocatori che partono e quelli che finiscono suona come un messaggio nemmeno troppo velato.
Josep Martinez scalpita ma vive un momento delicato dopo l'incidente stradale di fine ottobre. Lo spagnolo ha bisogno di serenità per tornare al top, e buttarlo nella mischia ora potrebbe essere controproducente. Ecco perché Sommer continuerà a giocare, almeno per ora.
Il futuro è segnato: a giugno lo svizzero e l'Inter si diranno addio a scadenza di contratto. Servono alternative, e i nomi che circolano (Caprile, Atubolu, Suzuki) fanno capire che la società sta già lavorando per il dopo-Sommer.
Ora, prestate attenzione: domani sera a Madrid sarà fondamentale che Sommer ritrovi sicurezza tra i pali. Perché l'Inter non può permettersi altri regali agli avversari, soprattutto in una partita così importante per il cammino in Champions League.
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Capitolo Roma: Gasperini continua a stupire tutti portando i giallorossi in vetta alla classifica. Sacchi non ha dubbi: "È il sale del nostro calcio, può arrivare fino in fondo". La squadra di Trigoria ha trovato la quadratura del cerchio e ora le quote scudetto crollano a 6.50. Emergenza infortuni: la Serie A ha più lesioni della Premier League, un dato allarmante che fa riflettere. In sei anni 6.426 stop contro i 6.289 inglesi. Lutto nel calcio: addio a Lorenzo Buffon, leggenda dei pali che vinse cinque scudetti con il Milan e uno con l'Inter. Aveva 95 anni. Settore giovanile: l'Inter blinda tre gioiellini del vivaio con i rinnovi di Zanchetta, Iddrissou e Taho. Il futuro è già qui.
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