Rivoluzione FIGC e Inter: tra dimissioni, mercato e volata scudetto
Riassunto
Gravina si dimette dalla FIGC con Malagò favorito per la successione nonostante l'ostacolo Abodi. Bastoni nel mirino del Barcellona dopo il rosso in Bosnia, Inter ferma sui 70 milioni. Gattuso verso l'addio con Mancini favorito per il ritorno in azzurro. Emergenza difesa Inter con Bisseck infortunato che salta Roma e Como. I nazionali nerazzurri tornano delusi ma con voglia di reagire, solo Calhanoglu felice per la qualificazione turca.
Gravina si dimette: Malagò favorito per la presidenza FIGC
Il terremoto era nell'aria, ora è ufficiale: Gabriele Gravina ha rassegnato le dimissioni da presidente della FIGC dopo il terzo Mondiale consecutivo mancato dall'Italia. Il 22 giugno si voterà per il nuovo presidente, e già si scatena il toto-nomi per la successione.
Giovanni Malagò emerge come il grande favorito per guidare la Federcalcio. L'ex numero uno del Coni (fino al 2025) ha esperienza, conoscenze internazionali e quel carisma da leader che serve per risollevare il calcio italiano. Le big di Serie A si stanno già muovendo per costruirgli una candidatura su misura, attratte dal suo profilo internazionale e dalla capacità dimostrata nel rilancio dello sport italiano durante i suoi anni al vertice del Coni.
Ma la strada non è in discesa. Il principale ostacolo si chiama Andrea Abodi: i rapporti tra Malagò e il ministro dello Sport si sono raffreddati negli ultimi anni, e ritrovarsi un successore di Gravina ancora meno gradito al governo sarebbe paradossale proprio quando serve sintonia tra Federcalcio e politica.
L'alternativa interna porta a Giancarlo Abete, presidente della Lega Dilettanti che può contare sull'enorme bacino elettorale della Serie D e sul sostegno delle componenti fedeli a Gravina (rieletto pochi mesi fa con il 98,68% dei voti). Tuttavia rappresenterebbe una scelta di continuità che potrebbe non piacere alla Serie A.
Credetemi, questa partita si giocherà sui numeri: la Lega Dilettanti vale il 34% dei voti, i calciatori il 20%, mentre la Serie A si ferma al 18%. Per vincere serve costruire alleanze trasversali, e Malagò dovrà dimostrare di saper parlare non solo alle big ma anche al calcio di base. Il 13 maggio scadono i termini per le candidature: da lì inizierà davvero la campagna elettorale per il futuro del calcio italiano.
Bastoni nel mirino: Barcellona pronto all'assalto
Il momento nero di Alessandro Bastoni suggerisce l'addio. Dall'essere una certezza a diventare una specie di "reietto" in un mese e mezzo: prima le polemiche per il rosso procurato a Kalulu in Inter-Juventus, poi i fischi negli stadi avversari, l'infortunio nel derby e infine il rosso diretto in Bosnia-Italia che ha compromesso la qualificazione azzurra al Mondiale.
Il Barcellona fiuta l'occasione e si muove come fece con Luis Suarez dopo il famoso "morso" a Chiellini nel 2014. I blaugrana vogliono sfruttare il contesto ostile che si è creato attorno al difensore nerazzurro, con Hansi Flick che spinge per averlo in Catalogna. La strategia è chiara: approfittare del momento di difficoltà per strapparlo all'Inter a condizioni più favorevoli.
L'Inter non farà sconti: nonostante tutto, la valutazione resta ferma sui 70 milioni di euro. La Gazzetta parla di possibili trattative già dai 40-45 milioni più bonus, ma Tuttosport conferma la linea dura del club. Bastoni ha un contratto fino al 2028 a 5,5 milioni più bonus, e solo un'offerta irrinunciabile potrebbe convincere la dirigenza.
Il ragazzo e il suo entourage hanno aperto la porta all'addio dopo l'ondata di insulti sui social (anche criminali) che hanno colpito lui e la moglie. Beppe Bergomi, che gli vuole bene, è stato chiaro: "Ora dovrà andar via dall'Italia per il suo bene, perdiamo così un talento straordinario".
Il punto è questo: Bastoni in Bosnia ha fatto il suo dovere da difensore, tentando l'intervento della disperazione su un attaccante lanciato a rete. Che poi sia finita male fa parte del gioco, ma non può diventare una colpa imperdonabile. Il Barcellona lo sa e punta a portarselo via proprio ora che il clima in Italia è diventato irrespirabile.
Gattuso verso l'addio: Mancini favorito per il ritorno
Rino Gattuso non si è ancora dimesso ma è solo questione di giorni. Il ct aspetterà dopo Pasqua per una mera questione formale, ma l'addio è scontato dopo il terzo Mondiale consecutivo mancato dall'Italia. Insieme a lui saluteranno il vice Luigi Riccio e tutto lo staff tecnico che lo aveva seguito dalle precedenti esperienze.
Roberto Mancini emerge come il nome più plausibile per il ritorno. Sarebbe il preferito di Andrea Abodi e della premier Meloni, ha un legame forte con Malagò (probabile nuovo presidente FIGC) e soprattutto è libero sul mercato. Già la scorsa estate aspettava una panchina in Italia, e quando firmò con l'Al Sadd i patti erano chiari: a fine stagione avrebbe valutato se restare in Qatar o rientrare.
Il timing gioca a favore di Mancini: conosce Coverciano, aveva le sue idee sulle giovanili azzurre e sulla necessità di riscoprire le ali dal dribbling facile. Mollò sbagliando dopo che Gravina gli aveva affidato Under 21 e Under 20, ma oggi tornerebbe a piedi senza farne una questione di soldi. L'addio di Gravina potrebbe essere propedeutico al suo ritorno, visto che con l'ex presidente non si era più suturata la frattura.
Le alternative popolari portano ad Allegri e Conte, ma parliamo di allenatori sotto contratto fino al 2027 con Milan e Napoli. Conte è già stato ct per due anni e aveva dato disponibilità a Gravina nell'estate 2023, ma servirebbe una cifra importante per strapparlo al progetto partenopeo.
Capitolo curioso: Ignazio La Russa, presidente del Senato, ha candidato Mourinho come possibile ct. Un profilo che attrarrebbe anche Malagò, ma lo Special One è impegnato con il Fenerbahce. Il nuovo presidente federale avrà il compito di scegliere, ma Mancini resta l'opzione più concreta per ripartire dalle macerie di Zenica.
Emergenza difesa Inter: si ferma Bisseck
Brutta notizia per Cristian Chivu in vista della Roma: Yann Bisseck si è fermato per un lieve risentimento muscolare ai flessori della coscia destra e salterà sia la sfida di Pasqua che quella contro il Como. Il tedesco aveva lavorato con costanza ad Appiano proprio per preparare il big match, ma un fastidio in allenamento ha rovinato i piani.
L'emergenza in difesa si acuisce considerando che Carlos Augusto sarà assente per squalifica dopo l'espulsione di Firenze. Due assenze pesanti che costringono Chivu a rivedere i piani tattici per le due partite più delicate di questo aprile nerazzurro.
Le scelte diventano quasi obbligate: Manuel Akanji dovrebbe prendere il posto di Bisseck come braccetto destro, con Francesco Acerbi favorito su Stefan de Vrij per giocare al centro della difesa. L'italiano è in vantaggio per una questione di freschezza, visto che l'olandese è stato impegnato con la Nazionale e ha giocato titolare contro l'Ecuador martedì scorso.
Alessandro Bastoni completa il reparto nonostante il momento difficile dopo l'espulsione in Bosnia-Italia. Il classe '99 sta attraversando un periodo complicato ma non c'è tempo per rimuginare: tornare subito in campo con l'Inter, meglio se al Meazza, può solo fargli bene per andare oltre questo momentaccio.
L'unica buona notizia arriva da Henrikh Mkhitaryan, che ha lavorato in gruppo e vede crescere le possibilità di convocazione per domenica. L'armeno sta accelerando per lasciare l'infermeria dopo il risentimento al bicipite femorale rimediato contro l'Atalanta, e la sua presenza sarebbe fondamentale per la mediana nerazzurra.
Inter, gruppo di delusi ma voglia di reagire
Più desiderio di reagire che tristezza al rientro dei nazionali ad Appiano Gentile. I cinque azzurri eliminati (Bastoni, Dimarco, Barella, Frattesi e Pio Esposito) più Zielinski sono tornati con l'umore sotto i tacchi, ma tutti hanno mostrato voglia di non farsi trascinare dall'amarezza e di rialzarsi il prima possibile.
La dirigenza si è presentata al completo alla Pinetina per un'accoglienza più affettuosa del solito. Marotta, Ausilio e Baccin hanno dialogato con gli azzurri tutti insieme e anche individualmente: non una riunione formale, ma conversazioni spontanee per fare un punto ragionato e raffreddare le emozioni. L'idea era quella di stringersi e ricompattarsi per recuperare energie più mentali che fisiche.
Cristian Chivu si è ritrovato ancora una volta nei panni dello psicologo, come già successo dopo la debacle con il PSG in finale di Champions. Il tecnico rumeno ha dimostrato abilità nel stimolare le corde giuste per innescare una reazione, e ora l'Inter si ritrova in vetta con 6 punti di vantaggio sul Milan e 7 sul Napoli a 8 giornate dalla fine.
Grande gioia invece per Calhanoglu, che ha riportato la Turchia al Mondiale dopo 24 anni di assenza. Il regista torna col morale alle stelle e l'Inter spera di beneficiare del suo apporto dopo averlo gestito con estrema cautela nelle ultime settimane proprio in vista dei playoff. Ora tocca a lui sdebitarsi col club.
Lautaro Martinez e Marcus Thuram sono pronti a guidare la riscossa. Il capitano è finalmente tornato in gruppo dopo l'infortunio al soleo, mentre il francese si candida per una maglia da titolare forte del gol segnato con la Francia che potrebbe sbloccarlo definitivamente. La conquista dello scudetto sarebbe il modo migliore per attenuare la delusione di chi il Mondiale potrà solo guardarlo in tv.
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