Mercato Inter: Koné nel mirino, Martinez titolare e rivoluzione difesa
Riassunto
Koné nel mirino Inter con Roma che apre a 40-50 milioni, mentre Conte si avvicina alla Nazionale e Sarri tentenna tra Napoli e Atalanta. Juventus nel caos con Spalletti che chiede garanzie a Elkann e Comolli a rischio esonero. Inter pianifica rivoluzione difesa con Muharemovic-Solet mentre Bayern punta Bisseck. Lotito show totale: attacca giocatori, tifosi e Inter sulla finale di Coppa Italia.
Koné-Inter, la Roma apre: 40 milioni per il francese che Chivu vuole da un anno
Manu Koné all'Inter non è più un sogno. La Roma ha deciso: il centrocampista francese è il "candidato forte" per essere sacrificato sull'altare del Fair Play Finanziario entro il 30 giugno. E l'Inter è pronta ad approfittarne.
Il punto è questo: dietro la scelta giallorossa non ci sono solo ragioni economiche. Gasperini ha le sue idee tattiche e in una mediana a due preferisce un centrocampista più offensivo accanto a Cristante. Koné, con le sue caratteristiche da mediano di rottura, non convince il tecnico. Senza contare l'episodio della vigilia del derby, quando il francese ha saltato la partita per un "fastidio muscolare" che ha fatto storcere il naso a Gasperini.
Capitolo cifre: la Roma chiede non meno di 40 milioni, anzi una cifra più vicina ai 50 con i bonus. Ironia della sorte, l'estate scorsa l'Inter aveva praticamente acquistato Koné per 35 milioni più bonus, poi la Roma si tirò indietro. Ora i ruoli si sono invertiti: è la società capitolina che spinge per vendere.
Koné resta il profilo ideale cercato da Chivu. Il tecnico rumeno lo aveva già indicato un anno fa e le sue idee non sono cambiate. Nel centrocampo nerazzurro manca un elemento con quelle caratteristiche e prenderlo significherebbe colmare quel vuoto. Alternative vere non se ne vedono, anche se continua a piacere Curtis Jones del Liverpool (contratto fino al 2027, vuole andare via). Ma Jones non è un mediano di rottura come Koné, è più portato al "gioco". Difficile immaginare che l'Inter possa portarsi a casa entrambi.
Credetemi, nei prossimi giorni ci saranno sviluppi importanti. La trattativa può chiudersi entro il 30 giugno per il fair play Uefa. E stavolta l'Inter potrebbe davvero mettere le mani sul centrocampista che Chivu sogna da tempo.
Conte verso la Nazionale, Sarri tentenna: il Napoli ha fretta per il dopo-Antonio
Antonio Conte è pronto per tornare in Nazionale. Dopo dieci anni dal primo mandato azzurro, il tecnico salentino è il candidato forte per guidare l'Italia. "È giusto che il mio nome faccia parte della rosa dei candidati", ha dichiarato con l'aria risoluta delle grandi occasioni.
Il Napoli, intanto, vive ore di tensione. Maurizio Sarri non ha ancora sciolto il groviglio di dubbi che gli impedisce di accettare la proposta di De Laurentiis e Manna. Un biennale con opzione sul terzo anno per guidare il Napoli del Centenario, ma il pressing dell'Atalanta (con Giuntoli prossimo direttore tecnico della Dea) ha creato un solco importante.
La situazione si è complicata ieri: quella che doveva essere la giornata dell'avvicinamento si è trasformata in quella dell'allontanamento. Sarri è finito nella morsa di due vecchi amici: Aurelio e Cristiano. Le prospettive sono diverse, a cominciare da Champions e Conference. Dopo una stagione infernale alla Lazio, certe riflessioni sono comprensibili.
De Laurentiis ha fretta del diavolo di programmare il futuro e non può permettersi frenate. Ha accontentato Sarri su tutta la linea ma a questo punto non aspetterà più di tanto. Ecco perché si intensifica il lavoro su altri fronti: Massimiliano Allegri (l'uomo che con Conte ha dominato la scena degli ultimi sedici anni del calcio italiano) e Vincenzo Italiano, vecchio pallino mai sparito dai radar azzurri.
Ora, prestate attenzione: le rispettive situazioni con Milan e Bologna sono coperte dalle nuvole, ma il Napoli lavora. E ieri sera Manna è stato avvistato a cena in centro con McTominay per parlare del rinnovo di Scott. Nello stesso locale dove un anno fa proprio Manna, De Laurentiis e Conte annunciarono il rinnovo della promessa azzurra d'amore. I cerchi si chiudono sempre.
Juventus nel caos: Spalletti chiede garanzie a Elkann, Comolli a rischio esonero
Luciano Spalletti non molla. L'ex ct ha deciso di restare alla Juve nonostante il crollo che ha compromesso la Champions. Ma chiede un confronto diretto con John Elkann per ottenere garanzie sul futuro e sul progetto.
La crisi improvvisa che si è abbattuta sui bianconeri rischia di avere conseguenze pesanti. Con un piede e mezzo fuori dalla Champions a novanta minuti dalla fine, il bilancio della stagione potrebbe essere fallimentare. E nell'occhio del ciclone c'è Damien Comolli.
Il manager francese ha riorganizzato la società portando idee moderne, ma i conti non tornano. Per i risultati che mancano e per un mercato estivo completamente sbagliato. Da David a Joao Mario, da Zhegrova a Openda: decine di milioni al vento che ora rischiano di pesare come un macigno sul bilancio.
Walter Sabatini non ha dubbi: "Se hai sbagliato tutto, cambi. Penso che lo faranno anche alla Juve". L'ex dirigente è rimasto spiazzato dal crollo nel momento più importante: "Alla Juve è mancato qualcosa: struttura, qualità e mentalità".
Spalletti aveva chiesto un attaccante a gennaio e il bomber non è arrivato, contribuendo a rendere ancora più gelidi i rapporti con Comolli. Il tecnico vuole incidere in maniera significativa: serve un ulteriore ingresso nello scouting, alleggerendo il lavoro di Chiellini dedicato ai rapporti istituzionali.
Elkann deve scegliere: dare maggiore forza a Spalletti o rinvigorire la linea di comando di Comolli. La valutazione riguarderà tutto l'operato del francese, dall'accentramento di potere al ritardo nella scelta del direttore sportivo. La palla passa all'azionista di maggioranza per diradare le nubi che si addensano sulla Continassa.
Difesa Inter: rivoluzione con Muharemovic e Solet, Bisseck nel mirino del Bayern
La difesa dell'Inter cambierà radicalmente volto. Oltre agli addii certi di Acerbi e Darmian (entrambi in scadenza), anche Yann Bisseck potrebbe lasciare Milano se dovessero arrivare offerte dai 40 milioni in su.
Il tedesco ha cambiato procuratore proprio prima dell'inizio del mercato, affidandosi a Giovanni Branchini che in Germania ha i contatti giusti. Il Bayern Monaco sta pensando proprio a Bisseck, escluso dai convocati per il Mondiale ma che in patria ha diversi estimatori. L'estate scorsa l'Inter aveva già rifiutato 30 milioni dal Crystal Palace.
Se dovesse partire un big, allora ci sarebbe spazio per acquistare due rinforzi importanti. Nel mirino ci sono Tarik Muharemovic dal Sassuolo e Oumar Solet dall'Udinese. Per il bosniaco si è raggiunto un accordo di massima, ma il 50% sulla rivendita in mano alla Juventus complica tutto.
Solet è risalito impetuosamente nei pensieri dell'area sportiva nerazzurra. Il 26enne francese era già vicino a Milano quando giocava al Salisburgo. C'erano dubbi sulla tenuta in marcatura, ma compensa con spiccate doti in impostazione, perfette per il calcio intenso che vuole Chivu.
"Milano è una città bellissima e molto viva. Mi piace", ha dichiarato Solet alla Gazzetta. Sul possibile interesse dell'Inter: "È bello essere accostato a grandi club, ma io sono concentrato sull'Udinese". Il francese ha una clausola relativamente bassa e vorrebbe tornare in Champions.
Prendere entrambi costerebbe una cinquantina di milioni, ecco perché l'operazione sembra fattibile solo nel caso in cui effettivamente dovesse partire Bisseck. La rivoluzione difensiva nerazzurra è pronta a partire.
Lotito show: "I giocatori si cacano sotto", frecciata all'Inter e guerra ai tifosi
Claudio Lotito a ruota libera. Il patron della Lazio non risparmia nessuno: dai giocatori ai tifosi, da Sarri ai Friedkin. E sulla finale di Coppa Italia persa con l'Inter non usa mezzi termini.
"Che cosa ha fatto l'Inter per vincere? Abbiamo fatto tutto noi", tuona il presidente biancoceleste. "Prendi un gol da calcio d'angolo e poi il secondo uguale, ma vuoi mettere qualcuno che marca? Se i giocatori avessero gli attributi che ho io sarebbe già finita la partita. Il problema è che quando vanno in campo si cacano sotto".
Su Sarri è lapidario: "Ha un contratto con la Lazio, io sono il presidente della società, che volete da me? Chiedete a lui". Il Comandante dovrà essere lui a fare la prima mossa, sostanzialmente a rassegnare le dimissioni. A quel punto scatterà la trattativa per una transazione.
Lotito sta già guardando altrove alla ricerca di un sostituto. I profili di Palladino e Runjaic intrigano in Serie A, ma sta prendendo consistenza l'ipotesi di un "papa straniero". Circolano i nomi di Conceiçao e Almeyda, ma sembra più probabile una soluzione legata a un outsider senza legami col passato.
Sui tifosi assenti allo stadio non fa sconti: "Non lo dovete chiedere a me, io non ho mai fatto la guerra a nessuno. Non vogliono venire? Non vengano... Forse a Roma i tifosi non ci stanno, ma in tutto il mondo ce ne sono tantissimi, anche in Cina".
La Lazio rischia uno smantellamento progressivo: Gila e Romagnoli in bilico (contratto fino al 2027), Hysaj, Basic e Pedro in scadenza. Anche Tavares e Isaksen erano finiti in discussione a gennaio. Le parole di Lotito possono accentuare la frattura con lo spogliatoio e incentivare la smobilitazione. Un puzzle che si sta smontando pezzo dopo pezzo.
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Mercato in fermento con Palestra che resta obiettivo Inter anche senza addio Dumfries, mentre Martinez è promosso titolare con Provedel in pole per il ruolo di vice. Situazioni contrattuali da definire per Dimarco verso il rinnovo con aumento, mentre Mkhitaryan e altri restano in bilico. Chivu gestisce il finale di stagione liberando altri nazionali per Bologna-Inter. Settore giovanile protagonista con Inter U23 che vince il primo derby storico contro Milan Futuro nel Trofeo dell'Armonia Sportiva. Nazionali con Calhanoglu che raggiunge la Turchia e Montella che ringrazia l'Inter per la disponibilità.
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