Manita nerazzurra e Dimarco da record: l'Inter vola a +8 sul Milan
Riassunto
Inter devastante al Mapei: 5-0 al Sassuolo con Dimarco da record (3 assist) e Lautaro che raggiunge Boninsegna a 171 gol. Primi gol nerazzurri per Akanji e Luis Henrique. La Juventus pareggia 2-2 con la Lazio tra polemiche VAR e ora è a -12 dall'Inter. Chivu mantiene i piedi per terra ma la squadra mostra una maturità impressionante.
Sassuolo-Inter 0-5: manita nerazzurra al Mapei Stadium
Credetemi, dopo i primi due minuti al Mapei Stadium avevamo tutti il cuore in gola. Koné che arriva solo davanti a Sommer e Dimarco che salva sulla linea con un colpo di testa da campione del mondo. Poi però è successo quello che succede quando l'Inter decide di fare sul serio: una valanga inarrestabile che ha travolto tutto e tutti.
Il punto è questo: questa squadra ha una maturità che fa paura agli avversari. Dopo aver sofferto l'aggressività iniziale del Sassuolo (e che aggressività, ragazzi), i nerazzurri hanno trovato il modo di venirne fuori con il cinismo dei grandi. Bisseck di testa su corner di Dimarco e la partita cambia faccia. Da lì in poi è stato un monologo nerazzurro, con Thuram che si sblocca finalmente e Lautaro che continua a scrivere la storia.
Capitolo Dimarco: questo ragazzo non è umano. Tre assist in una partita, traversa su punizione da posizione impossibile, salvataggio sulla linea che vale quanto un gol. Tredici passaggi vincenti in campionato, numeri da fantasista puro. E pensare che qualcuno ancora si chiede se sia tra i migliori quinti al mondo (spoiler: lo è).
La ciliegina sulla torta? Il primo gol nerazzurro di Luis Henrique, una parabola volante che ha fatto esplodere la panchina. Anche Akanji si è tolto lo sfizio della prima rete in maglia Inter. Quando tutti contribuiscono così, quando la rosa gira al completo, ecco che nascono le notti magiche come questa.
Ora l'Inter vola a +8 sul Milan (che ha una partita in meno, ma tant'è) e si prepara al derby d'Italia con la Juventus. Quella partita lì, quella che può dare la spallata definitiva a un campionato che ha già un padrone.
Dimarco protagonista assoluto: assist e salvataggi decisivi
Ora, prestate attenzione: quello che ha fatto Federico Dimarco al Mapei Stadium non appartiene al pianeta Terra. Il ragazzo di Porta Romana ha letteralmente deciso la partita in entrambe le fasi, difensiva e offensiva, con una prestazione che definire straordinaria è riduttivo.
Partiamo dall'inizio: salvataggio sulla linea di porta al primo minuto che vale quanto un gol. Koné tutto solo davanti a Sommer, tiro a botta sicura e Dimarco che di testa spazza via il pericolo. Da lì in poi è stato un crescendo rossiniano di giocate da manuale.
Tre assist ufficiali in una sola partita: il cross millimetrico per Bisseck, il lancio perfetto per Thuram, la parabola delle sue per Akanji. Tredici passaggi vincenti in ventiquattro giornate, più di Nico Paz, Soulé, McTominay e tanti altri fantasisti. E non dimentichiamo quella traversa su punizione da posizione defilata che ha fatto tremare tutto il Mapei.
"Non mi sento nessuno", ha detto nel post-partita con quella umiltà che lo contraddistingue. Ma i numeri parlano chiaro: dal 2004 è il secondo difensore a sfornare tre assist in una partita di Serie A. L'ultimo era stato Oddo nel 2006. Bergomi ha centrato il punto: "Dimarco ha salvato e poi deciso la partita".
La cura Chivu lo ha trasformato in un'arma tattica devastante. Rispetto all'anno scorso gioca di più fino al novantesimo, in tredici partite su ventidue non è stato sostituito. Quando gli hanno chiesto se fosse il miglior esterno a cinque del mondo, ha dribblato con classe. Ma la verità è sotto gli occhi di tutti: questo mancino fatato sta riscrivendo il ruolo del quinto di centrocampo.
Lautaro eguaglia Boninsegna: 171 gol con l'Inter
"Mi vengono i brividi", ha confessato Lautaro Martinez dopo aver raggiunto quota 171 gol con la maglia dell'Inter. E come dargli torto: agganciare Roberto Boninsegna al terzo posto della classifica marcatori all-time nerazzurra non è roba da tutti i giorni.
Il Toro ha segnato il gol del 3-0 con quella classe cristallina che lo contraddistingue: controllo di petto e volée che non ha lasciato scampo a Muric. Un gol che vale doppio, perché oltre al risultato porta con sé un pezzo di storia nerazzurra. Davanti a lui ora ci sono solo Alessandro Altobelli (209 gol) e l'immortale Giuseppe Meazza (284).
Capitolo leadership: al 74esimo, sul 4-0, Lautaro si è abbassato a centrocampo per recuperare palla e ripartire. Questi sono i dettagli che fanno la differenza, quelli che spiegano perché porta la fascia da capitano. "I numeri sono importanti, ma i piccoli dettagli ancora di più", come ha sottolineato giustamente qualcuno.
Il rapporto con Chivu è speciale: "Di lui mi colpisce la fame, la voglia di essere determinante, di vincere", ha spiegato il tecnico rumeno. E si vede: Lautaro non è solo il bomber della squadra, è l'anima pulsante di questo gruppo. Quando è uscito dal campo ha abbracciato uno per uno tutti i compagni, consegnando la fascia a Dimarco con il sorriso di chi sa di aver fatto qualcosa di speciale.
Ora la domanda è: dove arriverà il capitano argentino? Con questi numeri e questa continuità, Altobelli non sembra così irraggiungibile. E chissà, magari un giorno potremo vedere il suo nome anche più in alto nella storia dell'Inter.
Juventus-Lazio 2-2: polemiche VAR e dichiarazioni
La Juventus non riesce a vincere neanche in casa e l'Inter ringrazia. Il 2-2 con la Lazio lascia i bianconeri sempre più lontani dalla vetta, con Spalletti che ora deve fare i conti con una classifica che parla chiaro: +12 per i nerazzurri, una voragine che sembra incolmabile.
La partita dell'Allianz Stadium è stata un concentrato di emozioni e polemiche. Il VAR ha annullato un gol regolare a Koopmeiners per un presunto fuorigioco attivo di Thuram che non c'era. Mazzoleni al VAR ha completato la frittata confermando una decisione sbagliata, senza nemmeno mandare Guida al monitor. L'ennesimo episodio di una gestione arbitrale discutibile.
Spalletti non le ha mandate a dire: "È rigore per noi tutta la vita, ma il problema è che l'unico non professionista è l'arbitro". Il tecnico bianconero ha allargato il discorso sul sistema arbitrale, sottolineando come "ogni domenica esce qualcosa di nuovo" e definendo gli arbitri "gli unici precari" del sistema calcio.
I giocatori juventini hanno mostrato tutta la loro delusione. Kalulu, autore del gol del pareggio: "Sono deluso perché abbiamo dato tanto per arrivare alla vittoria". Thuram ha rincarato la dose: "Dà fastidio pareggiare così, ora testa già all'Inter". Già, perché domenica prossima c'è il derby d'Italia.
Il punto è questo: la Juventus continua a non vincere le partite che contano. E mentre Spalletti parla di "alzare il livello anche sotto pressione", l'Inter vola sempre più in alto. La sensazione è che questo campionato abbia già un padrone, e non porta i colori bianconeri.
Dichiarazioni post-partita: Chivu e Grosso a confronto
"Percentuale di scudetto? Zero. Mancano 14 partite e ci sono tante squadre in ballo". Cristian Chivu mantiene i piedi per terra anche dopo la manita al Sassuolo, ma le sue parole trasudano la consapevolezza di chi sa di avere in mano qualcosa di speciale.
Il tecnico rumeno ha analizzato la prestazione con la solita lucidità: "Abbiamo capito il momento, abbiamo subito la loro intensità ma saputo restare in partita colpendo al momento giusto". La maturità di questa squadra è il filo conduttore del suo discorso, quella capacità di adattarsi ai momenti della partita che fa la differenza.
Su Lautaro e i record: "Sono contento quando i miei attaccanti hanno questi numeri. È nella storia di questa società e se lo merita perché ama l'Inter". Parole che pesano, pronunciate da chi conosce bene il valore della maglia nerazzurra.
Dall'altra parte, Fabio Grosso ha guardato il bicchiere mezzo pieno nonostante il 5-0: "Una partita con tanti spunti, anche positivi nonostante il risultato". Il tecnico del Sassuolo ha ammesso che contro l'Inter "devi fare bene e sperare che loro non facciano altrettanto", riconoscendo la superiorità dell'avversario.
Chivu ha chiuso con una battuta sul Super Bowl: "Lui è fortunato perché chiude stasera, io ho ancora tante notti insonni". Ma il sorriso tradisce la soddisfazione per una squadra che sta facendo qualcosa di straordinario. L'Inter-Juventus di domenica prossima? "È una partita come tutte le altre, con tre punti in palio". Già, ma quei tre punti potrebbero valere uno scudetto.
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