Inter
14 aprile 2026

L'Inter ipoteca lo scudetto: Thuram e Dumfries firmano la rimonta da sogno

Riassunto

L'Inter vince 4-3 a Como in rimonta e vola a +9 sul Napoli: doppiette di Thuram e Dumfries ribaltano i lariani dopo il 2-0 iniziale. Gli azzurri frenano 1-1 a Parma e vedono sfumare il sogno scudetto. La Serie A sceglie Malagò come candidato FIGC con 17 preferenze su 20. Polemiche per il rigore inesistente concesso al Como da Massa. Juventus quarta dopo il successo sull'Atalanta.

L'Inter ipoteca lo scudetto: rimonta da campioni al Sinigaglia

Importanza: 10/10

Mettiamola così: dire che ha già vinto lo scudetto è scaramanticamente prematuro, ma cominciare a ordinare le bottiglie di champagne, per santificare la grande festa, questo si può fare. L'Inter, vincendo a Como (4-3), non solo supera la prova più pesante e psicologicamente delicata, ma approfittando del passo falso del Napoli a Parma (1-1) fa il vuoto nella sua corsa verso lo scudetto.

Ora i punti di distacco di Chivu da Conte sono nove, davvero tanti a sei giornate dalla fine di un torneo dove gli inseguitori, col passo del gambero, fanno di tutto per spianare la strada ai nerazzurri. Il punto è questo: quando si viaggia verso il Paradiso anche i santi si schierano dalla tua parte. Sotto di 2 gol (Valle e Nico Paz), al 47esimo del primo tempo l'Inter è riuscita con Thuram a dare una zampata, quella del 2-1, che probabilmente è stata decisiva.

Perché un conto è andare nello spogliatoio con due sberle sul groppone, dopo essere stati dominati per 45 minuti, un altro è ritrovarsi sapendo che la rimonta è invece alla tua portata. L'errore fatale dei padroni di casa è quello di aver abbassato la guardia prima del necessario (superficialità ed inesperienza), poi nella ripresa, visto che siamo in riva al lago, in barca è andato il Como.

Capitolo doppiette: sia con delle leggerezze difensive imperdonabili, come quella di Kempf che ha permesso ancora a Thuram di realizzare il 2-2, sia con una serie di cambi un po' troppo disinvolti di Fabregas che hanno mandato ancora più in tilt i lariani poi colpiti da una doppietta di Dumfries (tornato in grande spolvero), al 49' e al 72'. Forse proprio Barella è il simbolo di un'Inter che dopo essersi persa per strada ha ritrovato la via dello scudetto.

Credetemi: l'Inter inoltre continua a essere la bestia nera di Fabregas: cinque ko in cinque partite, con 13 gol subìti. Ora il Como vede la Juve scappare al quarto posto con due punti di vantaggio. E dietro la Roma che, vincendo con il Pisa, ora lo bracca a una sola lunghezza.

Malagò candidato FIGC: la Serie A fa quadrato (quasi) compatto

Importanza: 8/10

Ora, prestate attenzione: la Serie A ha scelto Giovanni Malagò. Il dirigente che ha guidato il Coni dal 2013 al 2025 è il primo candidato alla presidenza della Figc in vista delle elezioni del 22 giugno. Le big si sono compattate attorno alla sua figura e hanno trascinato le altre società del massimo campionato arrivando a una maggioranza quasi totale di ben 17 preferenze.

La Lazio di Lotito avrebbe guidato il fronte dell'opposizione, rimasto però in minoranza anche durante l'assemblea odierna. Il punto è questo: ogni componente può indicare un proprio candidato e la Serie A (complessivamente vale il 18% dei votanti) si è mossa prima di tutte le altre e con largo anticipo. Manca infatti un mese alla data ultima per le candidature, fissata al 13 maggio.

Via Rosellini rivendica così un ruolo di capofila del movimento al netto del proprio peso elettivo (la LND e il suo 34% esprimono quasi il doppio delle preferenze) degli appelli all'unità delle altre leghe. Sul carro di Malagò c'è ancora posto, ma in Serie A cominciano a star stretti. È per questa ragione che oggi, in assemblea a Milano, i club hanno tentato di chiudere la raccolta firme già ben avviata.

Capitolo opposizioni: Lotito continua a puntare sull'ipotesi del commissario, possibile solo in caso di fallimento delle elezioni. La prima componente che dunque presenterà un candidato è quella che, fin dalle dimissioni di Gravina, ha rivendicato una centralità nel nuovo corso. Le altre leghe la chiamano "fuga in avanti" e continuano a dialogare per individuare il nome di un ex calciatore (come Albertini o Tommasi).

Attenzione a considerare secondario quest'ultimo fronte: se AIC e LND si compattassero, avrebbero la maggioranza. Proprio per questo motivo, nonostante non sembra così convinto di sfidare apertamente Malagò, Abete non consegnerà il suo 34% senza ottenere certe garanzie.

Thuram-Dumfries, la coppia magica che ha deciso il match scudetto

Importanza: 9/10

L'uomo che sorride di rade dovrà cambiare abitudine. Tra un mesetto scarso può festeggiare il suo secondo titolo interista con qualcosa in più da raccontare: "C'era una volta un ragazzo di Aruba che segnò una doppietta sul lago nel match ball per il tricolore…". Questo il titolo della rimonta scudetto firmata Dumfries, capace di infilare una doppietta al Como senza usare il suo fondamentale preferito, il piede destro.

Un gol di testa, un altro di sinistro. Dal 2021 a oggi solo Dimarco ha segnato più reti di lui tra i difensori in Serie A, 20 a 21. Dumfries non segnava in campionato dal 31 agosto di quest'anno contro l'Udinese. L'ultimo uno-due della sua vita l'aveva siglato circa un anno fa sopra la collina di Montjuic, la notte di Barcellona-Inter 3-3.

Capitolo rinascita: dopo un lungo calvario - l'infortunio contro la Lazio a inizio novembre, l'operazione alla caviglia, la lunga fase di recupero documentata anche sui social, i quattro mesi di stop prima di rientrare contro il Bodo a febbraio - è tornato a graffiare portieri come meglio sa fare. "Se posso aiutare la squadra segnando sono contento. Vincere era importante, sono fiero di quanto ho fatto oggi", ha detto Denzel.

Alla voce "protagonisti" va aggiunto anche Thuram, arrivato a dieci gol in campionato. "Di solito ci metto meno, ma l'importante è che vinca l'Inter. Saper soffrire e reagire di squadra è fondamentale", ha raccontato a Dazn a fine gara. Marcus è rientrato alla grande dalla nazionale, dove ha punto la Colombia in amichevole.

Credetemi: il biglietto da visita del centravanti. Senza il Toro, assente per altre due partite, Thuram dovrà fare l'Atlante nerazzurro e caricarsi sulle spalle tutto l'attacco. "Se sono tornato? Non sono mai andato via…". Il manifesto di un'Inter che ha diradato la nebbia ritrovando la via del gol. Alla fine della strada, non più tanto all'orizzonte, c'è lo scudetto.

Rigore fantasma al Como: Massa e VAR nel mirino delle polemiche

Importanza: 7/10

Ora, prestate attenzione: perde la partita nel finale, Massa, affatto aiutato da VAR Aureliano, all'ennesimo errore della sua stagione. Non c'era il rigore per il Como, per fortuna non ha inciso sul risultato. L'errore sul rigore è clamoroso: Bonny salta ma è distante da Nico Paz che lo colpisce dopo aver calcolato, non c'è mai fallo del giocatore nerazzurro.

Il paradosso è non solo che Massa fischia fallo, ma che Aureliano gli dice solo che è dentro l'area (e lo era, sulla linea). Peccato che avrebbe anche dovuto richiamarlo all'OFR per fargli revocare il rigore. Non lo ha fatto. Sbagliando. Il punto è questo: "Arriva l'87': Massa è vicino, posizionato molto bene. L'arbitro indica un calcio di punizione dopo il tiro di Paz e sventola il giallo a Bonny", spiega Graziano Cesari.

"Interviene il Var che chiama il penalty perché l'intervento è in area, ma le immagini sono facilissime da interpretare: non è mai rigore. Il calcio di Paz va a colpire il retrocoscia di Bonny, la distanza è tantissima, non c'è alcun intervento falloso. Bastava farlo vedere, è facilissimo. Perché sbagliano? Perché si dimenticano di guardare se è fallo oppure no...".

Capitolo indignazione: Paolo Di Canio ha commentato in modo caustico la decisione: "Dai ragazzi, qui è veramente non riconoscere né capire le dinamiche. Vuol dire che non puoi più entrare in scivolata neanche a mezzo metro dall'avversario. Se nello slancio avesse colpito il piede dell'avversario sarebbe stato fallo, ma a mezzo metro, scivolando oltre, Bonny viene anche colpito nelle parti basse".

Da Como-Inter, all'appello mancano ancora 6 giornate dalla fine del campionato e sono già 8 gli episodi arbitrali gravi contro l'Inter. Regolamenti che cambiano di partita in partita, spiegazioni fantastiche mirate a tutelare un mondo arbitrale davvero inadatto per la Serie A.

Napoli, il sogno svanito: Conte e i nove punti dell'impossibile

Importanza: 7/10

Il sogno si è spento, con nove punti di distacco dall'Inter ormai è impossibile da realizzare. Parma si è confermata ancora amara per il Napoli, al Tardini la tradizione negativa va avanti da decenni. Da quella famosa partita conclusa con le lacrime di Taglialatela abbracciato da Cannavaro nel 1998, quando la sconfitta costò la retrocessione.

L'anno scorso Conte ha rischiato di lasciarci lo scudetto, stavolta ha perso tutte le speranze di sognare una clamorosa rimonta. Era una partita già complicata sulla carta, gli azzurri hanno deciso di renderla ancora più difficile riuscendo nell'impresa di prendere gol dopo 33 secondi. Fra l'altro con un errore, quello di Juan Jesus, che è difficile vedere sui campi di Serie A.

Capitolo realismo: "Il sogno continua, non viene spento. Era un sogno legato a chi ci sta davanti, e vedendo i numeri dell'Inter sicuramente era un sogno bello ardito. Ora abbiamo tre punti più del Milan ma la Juve ce ne ha presi due in ottica Champions. Ed è la cosa che dobbiamo guardare", ha detto Conte dopo il pari del Tardini.

L'unico a scardinarlo è stato il solito McTominay, apparso più a suo agio quando Conte lo ha riportato a metà campo accanto a Lobotka. Per Scott parlano i numeri: al Tardini è andato a segno nella terza trasferta consecutiva, è arrivato a quota 12 in stagione e soprattutto è il primo centrocampista centrale ad arrivare a quota 20 gol nelle ultime due stagioni nei cinque principali campionati europei.

Credetemi: il suo gol ha consentito a Conte di allungare sul Milan e di consolidare il secondo posto. Per i sogni, invece, non c'è più tempo. "Quest'anno siamo partiti per arrivare di nuovo in Champions, è troppo importante per il club: ancora oggi stiamo pagando la mancata qualificazione di due anni fa".

Da Leggere Più Tardi

Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati

Marotta protagonista in assemblea: il presidente nerazzurro definisce Malagò "uno dei risultati migliori degli ultimi anni" e parla del calcio italiano come "paziente malato". Sul rigore di Como: "Immaginate se avesse portato a un esito diverso". Chivu sulle orme di Capello: il tecnico romeno sta per entrare nella storia come quasi nessuno, vincendo da debuttante. Thuram verso la permanenza: l'Inter non è più propensa a liberarsi del francese, possibile rinnovo. Bastoni in difficoltà: torna l'interesse del Barcellona per il difensore in calo. Mancini trionfa in Qatar: l'Al-Sadd vince il campionato ed elimina Inzaghi dalla Champions asiatica. Mercato centrocampo: Stankovic torna, Calhanoglu può restare, tre possibili addii in vista.

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