Inter
30 dicembre 2025

L'Inter chiude il 2025 da capolista: Lautaro decisivo, Chivu replica secco a Conte

Riassunto

L'Inter chiude il 2025 da capolista grazie al gol di Lautaro contro l'Atalanta, con Chivu che replica secco a Conte ('quello che dice non mi interessa'). Frattesi sempre più ai margini con Juve e Fenerbahçe alla finestra, mentre Zielinski lancia una frecciata a Inzaghi ('ero in terza fila'). Il Napoli vince a Cremona con doppietta di Hojlund, che si conferma l'arma letale di Conte in un 2025 da favola con due titoli.

Lautaro Martinez chiude il 2025 da re: gol decisivo e primato in classifica

Importanza: 10/10

Il 2025 dell'Inter si chiude nel migliore dei modi possibili: con la vetta della classifica riconquistata e un Lautaro Martinez in versione bestia nera dell'Atalanta. Il Toro argentino ha timbrato il cartellino per l'ottava volta in carriera contro la Dea, regalando tre punti d'oro che valgono il primo posto a fine anno solare.

L'1-0 di Bergamo racconta di un'Inter matura e cinica, capace di soffrire nei momenti giusti e colpire quando conta. Pio Esposito, entrato dalla panchina, ha confezionato l'assist perfetto per il capitano che non perdona mai quando si tratta di decidere le partite importanti. Una zampata che vale il quarto gol consecutivo in Serie A per l'argentino, una striscia che non riusciva a mettere insieme dal dicembre 2021.

Cristian Chivu ha dimostrato ancora una volta di saper leggere le partite: il doppio play con Zielinski e Calhanoglu ha imbrigliato il dinamismo dell'Atalanta, mentre Barella libero di svariare ha creato superiorità numerica negli spazi giusti. La difesa a tre, con Akanji monumentale su Scamacca, ha concesso pochissimo agli orobici che pure nel finale hanno avuto l'occasione del pareggio con Samardzic.

Quella di ieri sera è stata la settima vittoria consecutiva dell'Inter contro l'Atalanta in Serie A, un dominio che ha pochi precedenti nella storia recente. Per trovare una striscia migliore bisogna tornare agli anni '60, quando i nerazzurri inanellarono otto successi di fila. Il clean sheet di ieri è il quarto consecutivo contro la Dea, segno di una superiorità che va oltre il singolo episodio.

Credetemi, chiudere il 2025 da primi in classifica dopo tutto quello che è successo negli ultimi mesi ha un sapore particolare. L'Inter ha dimostrato carattere e personalità, qualità che serviranno per affrontare un 2026 che si preannuncia ricco di sfide e obiettivi ambiziosi.

Chivu vs Conte: 'Quello che dice non mi interessa, io non faccio casino'

Importanza: 9/10

La guerra delle parole tra Antonio Conte e Cristian Chivu ha raggiunto il suo apice dopo le dichiarazioni del tecnico del Napoli sulle differenze strutturali tra i club. Ma il rumeno ha risposto con una lezione di stile che vale più di mille polemiche.

"Quello che dice Conte non mi interessa", ha tagliato corto Chivu dopo la vittoria di Bergamo. Parole secche, definitive, che chiudono ogni possibile dibattito. Il tecnico dell'Inter ha scelto la strada della dignità professionale, rifiutando di entrare nel gioco delle provocazioni che tanto piace al collega salentino.

La miccia si era accesa dopo Cremona-Napoli, quando Conte aveva dichiarato che "Juventus, Inter e Milan per struttura, seconde squadre, monte ingaggi e valore patrimoniale sono diverse dalle altre". Una strategia comunicativa ormai ammuffita, quella di scaricare sempre la pressione sugli altri, che Chivu ha smontato con eleganza chirurgica.

"Si può andare a giocare a calcio senza tirare fuori altro - ha proseguito il rumeno -. Bisogna mantenere i valori di questa competizione. È solo calcio, solo sport. Chi fa casino può farlo tranquillamente, noi vogliamo lavorare sodo per essere competitivi". Una lezione di fair play che arriva da chi sta dimostrando sul campo di saper gestire le pressioni senza cercare scuse o alibi.

Il punto è questo: mentre Conte continua a utilizzare il solito copione fatto di lamentele e sotterfugi, Chivu ha scelto la strada della concretezza. I risultati parlano chiaro: l'Inter è prima in classifica e ha appena battuto l'Atalanta in trasferta. Il resto sono solo chiacchiere di chi cerca sempre qualcuno su cui scaricare le responsabilità.

Marotta, da navigato dirigente, ha risposto a modo suo ribadendo che "se c'è una squadra favorita per il titolo, quella è il Napoli". Ma la vera risposta l'ha data il campo: tre punti a Bergamo e la vetta della classifica riconquistata. Altro che strutture e monte ingaggi.

Hojlund scatenato: doppietta a Cremona e Napoli che vola

Importanza: 8/10

Rasmus Hojlund sta vivendo il momento magico della sua carriera. La doppietta rifilata alla Cremonese (2-0 per il Napoli) conferma che il danese ha trovato la sua dimensione ideale sotto la guida di Antonio Conte, diventando l'arma letale di una squadra che sogna in grande.

Nove gol stagionali tra campionato e coppe, sei solo in Serie A: numeri che raccontano di una crescita esponenziale per un attaccante che al Manchester United faticava a trovare continuità. A Napoli ha scoperto l'amore della città, il calore dello spogliatoio e soprattutto un allenatore che sa come esaltare le sue caratteristiche.

"Eppure nessuno se l'aspettava - ha sottolineato Conte nel post-partita -. Ci sono sempre gli eccessi. Io vedo determinate caratteristiche nel calciatore, ma oggi non è un giocatore 'arrivato'. Ha 22 anni e ha delle potenzialità, le sta dimostrando". Parole che fotografano perfettamente il percorso di crescita di un centravanti moderno, capace di unire fisico bestiale e velocità da sprinter.

La doppietta di Cremona è arrivata tutta di destro, lui che è mancino naturale. Un dettaglio che racconta la completezza di un attaccante che sta imparando a essere decisivo in ogni situazione. Conte lo aveva voluto come nuovo Lukaku e Hojlund si sta "lukakizzando", ricordando il Romelu prima maniera che dominò la Serie A con l'Inter.

Il valore di mercato del danese è già schizzato alle stelle: i 50 milioni che il Napoli verserà allo United per il riscatto obbligatorio (con la qualificazione in Champions) sembrano già un affare. E gli 85 milioni della clausola rescissoria valida dal 2027? Potrebbero anche essere pochi, considerando la crescita costante del giocatore.

Capitolo Napoli: un 2025 da favola che si chiude con due titoli (scudetto e Supercoppa) come era riuscito a fare solo Maradona. 45 partite giocate, 27 vinte, 10 pareggiate e solo 8 perse. Numeri da dominatori assoluti per una squadra che ha ancora margini di crescita inesplorati.

Frattesi verso l'addio: Juve e Fenerbahçe alla finestra

Importanza: 7/10

Davide Frattesi è sempre più lontano dall'Inter. Il centrocampista azzurro, relegato ai margini anche con Chivu, potrebbe salutare già a gennaio con Juventus e Fenerbahçe pronte a farsi avanti per strapparlo ai nerazzurri.

Le parole di Luca Toni a Dazn sono state chiare come il sole: "Frattesi deve andare via da questa Inter perché sarà sempre considerato il centrocampista degli ultimi 10-20 minuti". L'ex attaccante ha centrato il problema: con Zielinski in queste condizioni straordinarie, l'ex Sassuolo non ha praticamente chance di trovare spazio.

I numeri parlano chiaro: appena 499 minuti giocati quest'anno, solo 4 partite da titolare tra tutte le competizioni. Una situazione insostenibile per un giocatore che in Nazionale è un punto di riferimento e che ha bisogno di continuità per mantenere il livello.

Le dichiarazioni di Chivu alla vigilia di Bergamo avevano lasciato tutti perplessi: "Ci sono cose che devono rimanere all'interno dello spogliatoio, non posso venire fuori a raccontarvi tutta la verità". Marotta ha poi chiarito che non ci sono problemi disciplinari, ma la sostanza non cambia: Frattesi vuole giocare e l'Inter non può garantirgli il minutaggio che cerca.

Dal punto di vista economico, l'operazione potrebbe essere vantaggiosa per tutti. Il valore a bilancio di Frattesi è sceso a circa 16,36 milioni di euro: qualsiasi cessione superiore a questa cifra genererebbe una plusvalenza immediata. Il costo annuo complessivo (ammortamento più stipendio lordo) è di quasi 12,1 milioni di euro.

La Juventus resta la destinazione più probabile, con Spalletti che ritroverebbe un giocatore che conosce bene dai tempi della Nazionale. Il Fenerbahçe rappresenta un'alternativa esotica ma concreta. Una cosa è certa: Frattesi non può più permettersi di restare ai margini, non a 25 anni e con un Europeo alle porte.

Zielinski rinato: 'Con Inzaghi ero in terza fila, ora tutti si sentono coinvolti'

Importanza: 7/10

Piotr Zielinski non ha usato mezzi termini per descrivere la differenza tra la gestione Inzaghi e quella attuale di Chivu. Il centrocampista polacco, protagonista della vittoria di Bergamo, ha lanciato una frecciata al suo ex allenatore che non è passata inosservata.

"Ero in seconda fila? Diciamo che ero in terza fila - ha dichiarato a Dazn -. Non venivo schierato mai, neanche nelle seconde linee. Avevo davanti grandi campioni e il mister aveva i suoi titolarissimi". Parole che pesano come macigni e che fotografano perfettamente il clima che si respirava nella scorsa stagione.

La trasformazione sotto Chivu è stata evidente: Zielinski è diventato un punto di riferimento del centrocampo nerazzurro, capace di dettare i tempi e di creare superiorità numerica negli spazi stretti. La prestazione di Bergamo è stata da manuale: qualità, determinazione e quella leadership silenziosa che mancava nella gestione precedente.

"Quest'anno è cambiato tutto - ha proseguito il polacco -. Il mister coinvolge più giocatori, fa credere a tanti altri che possono fare i titolari e questa è una bella cosa. Tutti si sentono coinvolti". Una rivoluzione culturale che ha ridato entusiasmo a un gruppo che sembrava aver smarrito la strada.

Riccardo Trevisani, negli studi di Pressing, ha sottolineato come "Zielinski sta facendo meglio di Mkhitaryan e per me anche di Barella oggi". Un giudizio che certifica la crescita esponenziale del centrocampista, tornato ai livelli che aveva mostrato ai tempi del Napoli.

La gestione Chivu ha restituito fiducia a chi era finito ai margini e ha creato una vera competizione interna. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un'Inter prima in classifica che ha ritrovato l'entusiasmo e la voglia di lottare per ogni pallone. Zielinski ne è l'esempio più lampante.

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Il mercato di gennaio si preannuncia movimentato con l'Inter che punta Belghali del Verona per la fascia destra e Giovane Santana per l'attacco. Buone notizie dall'infermeria con Acerbi tornato in gruppo dopo il problema muscolare. Sul fronte uscite, il Bournemouth di Tiago Pinto si inserisce per Muharemovic del Sassuolo, mentre la Juventus di Spalletti viaggia a ritmo scudetto con 2,13 punti a gara. Il Milan si sblocca con Nkunku che firma una doppietta contro il Verona, mentre la Fiorentina di Paratici prepara la rivoluzione per evitare la retrocessione.

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