Lautaro si ferma ancora, ma l'Inter non si ferma: verso Como senza il Toro
Riassunto
Lautaro Martinez si ferma ancora per un risentimento al soleo e salterà Como, Cagliari e la semifinale di Coppa Italia. Il Napoli di Conte non molla la presa: "Devono strapparcelo lo scudetto", con l'obiettivo di vincere tutte le ultime 7 partite. Como-Inter al Sinigaglia si preannuncia decisiva, con Fabregas che recupera Ramon e Rodriguez. La Roma risorge con la tripletta di Malen al Pisa e aggancia la Juve in zona Champions. Bastoni conferma la volontà di restare all'Inter nonostante l'interesse del Barcellona.
Lautaro Martinez si ferma ancora: nuovo stop muscolare, salta Como e non solo
Quando sembrava tornato il sereno, ecco la doccia fredda. Lautaro Martinez si ferma di nuovo, proprio quando l'Inter aveva ritrovato il suo capitano con quella doppietta da sogno contro la Roma. Il polpaccio sinistro, quello maledetto che già lo aveva tradito a Bodo, torna a far male. Stavolta è il soleo a dare forfait, non la stessa zona dell'infortunio precedente ma sempre quella gamba sinistra che sembra non dargli tregua.
Gli esami all'Humanitas di Rozzano hanno parlato chiaro: risentimento muscolare al soleo della gamba sinistra. Il comunicato ufficiale dell'Inter è laconico ma significativo: "La situazione dell'attaccante argentino sarà rivalutata nei prossimi giorni". Tradotto: almeno 15 giorni di stop, forse di più. Como è già sfumata, ma anche Cagliari e la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro gli stessi lariani sono a rischio.
Il punto è questo: Lautaro aveva fatto di tutto per tornare in tempo per la volata scudetto (e ci era riuscito alla grande), ma il fisico ha detto basta. Neanche il tempo di rientrare per firmare l'allungo da scudetto con la doppietta segnata alla Roma, che il Toro si ferma ancora. Come sottolinea il dottor Vitali del San Raffaele, il problema sono le recidive: "Con diagnosi di questo tipo, lo stop consigliato è di tre settimane, proprio per evitare ricadute".
Ora tocca a Pio Esposito prendersi la scena. Il giovane talento nerazzurro affiancherà Marcus Thuram nell'attacco che domenica sera al Sinigaglia dovrà fare a meno del suo leader. Gli esami hanno escluso danni gravi, questo è l'aspetto positivo, ma Chivu dovrà reinventare l'attacco proprio nel momento più delicato della stagione. Credetemi, perdere Lautaro adesso fa male, ma questa Inter ha dimostrato di saper reagire anche alle difficoltà più grandi.
Napoli non molla: Conte carica i suoi per strappare lo scudetto all'Inter
"Questo scudetto per togliercelo di dosso, dovranno strapparcelo". Antonio Conte non ha perso la speranza e continua a caricare i suoi ragazzi con un grido di battaglia che sa di sfida impossibile ma affascinante. Sette punti di distacco, sette giornate da giocare: i numeri dicono Inter, ma il cuore dice Napoli.
I partenopei stanno correndo forte dalla fine di febbraio, quando il gol di Lukaku al Bentegodi contro il Verona ha cambiato tutto. Cinque vittorie consecutive in campionato, tutte di "corto muso", con una difesa che finalmente ha ritrovato solidità. Due clean sheet nelle ultime due giornate e la sensazione che questa squadra abbia trovato l'equilibrio giusto al momento giusto.
Capitolo tattico: il rientro dei Fab Four (Lobotka, Anguissa, McTominay e De Bruyne) ha dato alla retroguardia quella copertura che per gran parte della stagione è mancata. Il Napoli è la squadra che ha guadagnato più punti (13) grazie ai gol segnati negli ultimi 15 minuti di gioco, segno di una mentalità che non molla mai. L'inserimento di Olivera nei tre centrali e la crescita di Buongiorno hanno fatto invertire la tendenza di una difesa che era il vero limite stagionale.
Ora l'obiettivo è chiaro: vincere tutte le restanti 7 gare per arrivare a 12 vittorie di fila, mai successo nella storia del Napoli. Un'impresa che costringerebbe l'Inter a fare gli straordinari per conquistare quei 15 punti che ancora mancano per riappuntarsi lo scudetto. Il calendario sorride ai campioni d'Italia in carica, ma come dice Conte: "Devono strapparcelo". E quando Antonio parla così, c'è sempre da crederci.
Como-Inter, sfida al Sinigaglia: Fabregas recupera pezzi, Akanji suona la carica
Al Sinigaglia si sfideranno la miglior difesa del campionato contro l'attacco più forte. Como-Inter non è solo una partita, è un crocevia di stagioni. Da una parte i lariani di Fabregas che sognano la Champions League, dall'altra i nerazzurri che vogliono mettere un altro mattone verso lo scudetto.
Cesc Fabregas recupera due pedine importanti: Jacobo Ramon e Jesus Rodriguez tornano a disposizione dopo aver saltato le ultime partite. La rosa dei lariani sarà praticamente al completo per quella che sarà anche una sorta di prova generale in vista della semifinale di ritorno di Coppa Italia del 21 aprile. All'andata al Sinigaglia finì 0-0, ma domenica è tutta un'altra storia.
Manuel Akanji suona la carica dal ritiro nerazzurro: "Sarà importante, ma dopo quella dobbiamo vincere anche le altre sei". Il difensore svizzero ha le idee chiare: "Se vinci questa ma poi non vinci le altre, non diventi campione. Dobbiamo tenere il piede sull'acceleratore". Parole che fotografano perfettamente la mentalità di questa Inter: concentrazione massima, partita dopo partita.
I numeri parlano di una sfida affascinante: 15 i clean sheet di Butez, 14 quelli di Sommer, i migliori del campionato. Nella classifica dei tiri totali comanda Nico Paz, mentre Dimarco guida quella delle grandi chances create. Como che arriva da un pareggio a Udine che ha confermato la solidità della squadra, Inter che deve dare continuità al successo contro la Roma.
Matteoli, doppio ex della sfida, la vede così: "Finisse pari sarei contento". Ma l'Inter non può permettersi passi falsi. Anche senza Lautaro, urge lo scatto in riva al Lago.
Roma risorge con Malen: tripletta al Pisa e aggancio alla Juve in zona Champions
La Roma rialza la testa dopo la cinquina di San Siro e lo fa nel modo migliore: 3-0 al Pisa con una tripletta di Malen che vale l'aggancio alla Juventus in classifica. I giallorossi di Gasperini hanno ritrovato il sorriso proprio quando serviva, in una serata che poteva essere decisiva per le ambizioni Champions.
Donyell Malen è stato il protagonista assoluto della serata: tre gol che lo portano a quota 10 reti in campionato, nonostante sia arrivato solo nel mercato di gennaio. L'olandese ha sbloccato la partita dopo appena 3 minuti, ha raddoppiato al 43' e ha chiuso i conti al 52' con una prestazione da standing ovation dell'Olimpico.
Gasperini nel post-partita ha tirato un sospiro di sollievo: "La partita si è messa bene subito. Non era facile perché il secondo tempo di Milano aveva lasciato tanta amarezza". Il tecnico ha anche risposto alle frecciate di Ranieri, mantenendo però un profilo diplomatico: "Con Ranieri ci vedremo la prossima settimana, non ci sono mai stati screzi".
Capitolo mercato: l'allenatore ha ribadito la sua filosofia sui rinforzi. "Il target ideale è Malen-Wesley. Prima bisogna capire la strada". Una linea chiara che punta sulla qualità mirata piuttosto che sulla quantità, dopo i 30 giocatori arrivati negli ultimi due anni di cui solo 5-6 stanno davvero incidendo.
Con questo successo la Roma aggancia momentaneamente la Juventus a quota 57 punti, a -1 dal Como. Ora dovremo tifare certamente per Atalanta e Inter, ha ammesso Gasperini, consapevole che la corsa Champions passa anche dai risultati delle altre.
Inter, Bastoni vuole restare: Barcellona interessato ma la valutazione è troppo bassa
Alessandro Bastoni non sta pensando di lasciare l'Inter. Al contrario: vuole continuare. Nonostante l'interesse concreto del Barcellona e il clima che si è creato attorno a lui dopo alcuni episodi controversi, il difensore nerazzurro ha le idee chiare sul suo futuro.
L'interesse dei blaugrana c'è eccome, ma non si è entrati nei dettagli proprio perché Bastoni ha intenzione di non muoversi. Il secondo fattore che frena l'operazione è la valutazione del Barcellona, ritenuta ancora troppo bassa dall'Inter. Ausilio ha fissato l'asticella a 70 milioni, ma difficilmente i catalani si spingeranno oltre i 60 più bonus.
La prossima estate potrebbe portare un'Inter meno azzurra: Acerbi e Darmian sono in scadenza, Frattesi rivendica spazio e potrebbe tornare alla Roma. Arriverà probabilmente Vicario, che in nazionale è chiuso da Donnarumma. Il caposaldo marottiano dello "zoccolo duro" tricolore potrebbe vacillare, anche se dovrebbero rimanere Barella, Dimarco e Pio Esposito.
Per quanto riguarda i portieri, si profila un interessante scenario Stankovic: Filip potrebbe tornare come secondo di Vicario, dopo l'ottima esperienza con il Venezia, mentre Aleksandar è praticamente certo del rientro dal Bruges con la recompra da 23 milioni. Due fratelli che potrebbero rappresentare il futuro nerazzurro.
Domenica a Como Bastoni probabilmente sentirà altri fischi, come già accaduto in Coppa Italia. L'Inter si è schierata dalla sua parte: dirigenza, squadra e tifosi. E quando tutto l'ambiente ti sostiene, difficilmente hai voglia di andartene. Soprattutto se hai ancora uno scudetto da vincere.
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Mercato giovani e prospettive future: L'Inter continua la sua strategia sui talenti emergenti con Muharemovic del Sassuolo già in accordo col giocatore, mentre si monitora Yanis Massolin che Gerli definisce "forte, per questo lo ha preso l'Inter". Situazioni contrattuali: Calhanoglu vive un momento particolare con media gol da urlo ma il rinnovo resta in bilico tra Inter e Galatasaray. Settore giovanile: Il weekend si apre con Cesena-Inter Primavera, mentre l'Inter Academy Toronto ha vissuto una full immersion a Milano con visita alla sala trofei. Comunicazione e valori: L'Inter ha firmato il manifesto di @paroleostili per una comunicazione non ostile, ribadendo che "la critica fa parte del tifo, l'umiliazione no".
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