Inter
7 aprile 2026

La Resurrezione Nerazzurra: Lautaro torna e l'Inter vola verso lo Scudetto

Riassunto

L'Inter risorge a Pasqua con la manita alla Roma: Lautaro torna con doppietta e supera Boninsegna diventando terzo marcatore all-time. Il patto del venerdì ad Appiano cementa il gruppo mentre Bastoni riceve l'ovazione di San Siro ma accelera per il Barcellona. Conte batte Allegri e si candida per la Nazionale, Roma nel caos con Friedkin che preparano la rivoluzione.

Lautaro is back: un minuto per riprendersi l'Inter e il terzo posto all-time

Importanza: 10/10

Quarantasei giorni di attesa, sessanta secondi per riprendersi l'Inter. Lautaro Martinez ha scelto la domenica di Pasqua per la sua personale resurrezione calcistica, e che resurrezione! Il Toro ha impiegato appena un minuto per mettere le cose in chiaro contro la Roma, piombando come un falco sul cross perfetto di Marcus Thuram e ricordando a tutti perché questa squadra senza di lui non è la stessa cosa.

La doppietta pasquale (completata nel secondo tempo sempre su assist del francese) porta il capitano a quota 173 gol con la maglia nerazzurra, superando definitivamente Roberto Boninsegna e conquistando il terzo posto nella classifica marcatori all-time del club. Un traguardo che sa di destino: Lautaro è ora a soli 36 gol da Altobelli, secondo nella storia dietro al leggendario Meazza.

Il peso del capitano va oltre i numeri. Lo ha dimostrato il periodo di frenata dell'Inter durante la sua assenza, lo conferma l'esplosione di gioia dei compagni dopo ogni sua rete. "Felice di essere tornato in campo a lottare con i miei compagni", ha scritto su Instagram, ma la verità è che sono stati i compagni a ritrovare se stessi grazie al suo ritorno.

Con 16 gol in campionato, l'argentino è tornato in vetta alla classifica cannonieri e ha eguagliato un primato che mancava dai tempi di Nyers: l'ultimo gol nel primo minuto di Inter-Roma risaliva al 22 ottobre 1950. Settantasei anni dopo, il Toro ha riscritto la storia con la stessa feroce determinazione che lo contraddistingue.

Credetemi, vedere Lautaro correre verso i compagni dopo il gol con il ghiaccio ancora sul polpaccio racconta tutto di questo ragazzo. Non potremmo avere un condottiero migliore per questa volata scudetto che ora sembra davvero in discesa.

Bastoni-Barcellona: il difensore ha fretta, l'Inter fa muro

Importanza: 8/10

Il caso Bastoni tiene banco anche dopo l'ovazione di San Siro. Nonostante l'abbraccio caloroso dei 75mila nerazzurri e le parole di sostegno di Marotta ("Il linciaggio su di lui è vergognoso"), dalla Spagna arrivano voci sempre più insistenti sul futuro del difensore.

Secondo il Mundo Deportivo, Alessandro avrebbe fretta di finalizzare il trasferimento al Barcellona. Il motivo? La situazione attuale dopo l'eliminazione dell'Italia dai Mondiali sta influenzando pesantemente la sua vita quotidiana. Il difensore e il suo entourage credono che prima inizieranno le trattative tra i club, prima si potrà chiarire il futuro.

Il Barça valuta l'operazione sui 55-60 milioni, cifra che a Milano viene considerata inferiore al reale valore del giocatore. Ma la pressione c'è, eccome. Bastoni sa che l'Inter è interessata a cedere un big quest'estate per finanziare il rinnovamento della rosa, e il suo nome è quello che garantirebbe la plusvalenza maggiore.

Dall'altra parte, Marotta ha fatto muro: "Bastoni è un patrimonio dell'Inter e del calcio italiano. Non ci sono gli estremi per dire che debba lasciare questa maglia". Parole nette, ma che sanno anche di circostanza per non distrarre la squadra dall'obiettivo tricolore.

Il punto è questo: senza rinnovo, questa è l'ultima estate utile per monetizzare. E mentre Bastoni sogna il Camp Nou, l'Inter deve decidere se sacrificare uno dei suoi pilastri o rischiare di perderlo a zero tra due anni. La partita è appena iniziata, ma promette scintille.

Conte batte Allegri e rilancia: "Se fossi presidente FIGC mi prenderei in considerazione"

Importanza: 8/10

Il Napoli si prende il secondo posto e Antonio Conte si prende la scena. La vittoria per 1-0 sul Milan firmata Politano vale oro per i campioni d'Italia in carica, che salgono a 65 punti e portano a -7 il distacco dall'Inter capolista.

"Questa vittoria ci lascia tanto entusiasmo", ha dichiarato Conte, sottolineando come la squadra abbia saputo resistere nei momenti di emergenza. "Se siamo al secondo posto lo dobbiamo a tutti coloro che hanno sopperito alle assenze diventando costanti". Un riferimento chiaro a giocatori come Elmas, Mazzocchi e Beukema, protagonisti quando mancavano i titolari.

Ma è sulla Nazionale che Conte ha fatto la dichiarazione più interessante: "Se fossi il presidente della Federazione mi prenderei in considerazione". L'allenatore salentino non si nasconde più: "Mi lusinga perché è qualcosa di bello rappresentare il proprio Paese. Conosco l'ambiente, ho fatto il ct per due anni".

Sullo scudetto, invece, realismo: "Non è questione di crederci o meno, ma di essere realisti. Noi non dovremmo sbagliare mai e l'Inter dovrebbe farlo più volte. Vedendo quello che sta facendo l'Inter, la vedo dura".

Per il Milan di Allegri, invece, è notte fonda. Max ha alzato bandiera bianca: "Per lo scudetto credo che ormai abbiamo dato. L'Inter ha 9 punti di vantaggio e c'è anche il Napoli davanti". La resa dei conti è arrivata prima del previsto.

Roma nel caos: Friedkin irritati, rivoluzione in vista

Importanza: 7/10

Il 5-2 di San Siro non è stata solo una sconfitta, è stato uno schianto. Fragoroso, assordante, impossibile da ignorare per i Friedkin che da oltre oceano hanno mandato un messaggio chiarissimo: questa Roma non basta.

La reazione della proprietà è stata immediata. Contatti, confronti, parole chiare: la squadra non è competitiva, serve una rivoluzione. Non un ritocco, non un'aggiustatina, ma una rifondazione vera che tocchi il cuore della rosa. Il lavoro di Massara ha posto le basi, ma si è trascinato dietro scorie del passato che ora pesano come macigni.

La lista dei possibili partenti è tutt'altro che marginale. Çelik ed El Shaarawy sono a fine contratto, così come Pellegrini e Dybala. Cristante ha il contratto in scadenza nel 2027 ma il rinnovo non arriva. N'Dicka può diventare una pedina sacrificabile per generare plusvalenza, Hermoso ha solo un anno di contratto e prestazioni altalenanti.

I tifosi non perdonano: "Quando vedi questi SCEMPI non bisogna salvare niente e nessuno", il tenore dei messaggi sui social. Anche Gasperini, fino a poco fa idolatrato, inizia a finire nel mirino: "La brutta copia di Zeman", scrive qualcuno.

La squadra, rientrata a Roma con il peso della sconfitta addosso, si è confrontata a Trigoria. Vuole reagire, ma sa che così non si può andare avanti. Sette partite per chiudere una stagione sospesa tra ambizione e realtà, poi verrà il tempo delle decisioni. E saranno decisioni forti.

Il patto del venerdì che ha riacceso l'Inter: "Famiglia" non è solo una parola

Importanza: 7/10

Dietro la manita alla Roma c'è molto di più di una semplice prestazione. C'è il "patto del venerdì", la riunione voluta dai senatori nel chiuso di Appiano Gentile che ha cementato ulteriormente un gruppo già solido.

Lautaro in prima linea, con lui i senatori: i giocatori si sono promessi vicendevolmente impegno e dedizione assoluti per centrare Scudetto e Coppa Italia. Chivu era assente ma ha benedetto la decisione, dimostrando ancora una volta la sua attenzione agli equilibri dello spogliatoio.

Chi aveva bisogno di conforto e sostegno, soprattutto gli azzurri reduci dalla disfatta bosniaca, lo ha trovato. E in campo le esultanze sono sembrate quasi uno sfogo: Lautaro che corre verso i compagni, Thuram che ritrova il sorriso, Barella sommerso di affetto e abbracci fino alle lacrime.

L'immagine più bella? L'abbraccio tra Barella e Bastoni dopo il quinto gol, con Nicolò che va a cercare il compagno di sofferenze azzurre già sostituito. Un bacio che sapeva di dedica, di fratellanza, di famiglia vera.

"Famiglia" è la parola che continua a rimbalzare nell'ambiente nerazzurro. Non è retorica, è sostanza. La solidità del gruppo è stata uno dei segreti di questi anni, e la tempesta estiva post-Mondiale per club si è rivelata solo una turbolenza, prontamente riassorbita.

Ora l'Inter ha ritrovato tutti i pezzi e soprattutto ha ritrovato se stessa. Sette partite per completare l'opera, con la consapevolezza che questo gruppo sa come si vince.

Da Leggere Più Tardi

Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati

Altre storie dal weekend calcistico: La Juventus ritrova la vittoria contro il Genoa con Di Gregorio protagonista nel rigore parato, mentre il Como frena a Udine fermandosi sullo 0-0 e complicando la corsa Champions. Sul fronte mercato, emerge che i club di Serie A hanno speso quasi 2 miliardi in procuratori dal 2015 al 2025, con l'Inter seconda dopo la Juventus. Capitolo Nazionale: Ventura torna sulla crisi azzurra sostenendo che "da Italia-Svezia del 2017 non è cambiato nulla". Curiosità: Ema Modric vince la Garino Cup con il Milan Under 13, primo trofeo in famiglia per i Modric. Infine, Aleksandar Stankovic continua a brillare in Belgio con l'ottava rete stagionale nel 4-2 del Club Brugge all'Anderlecht.

Naviga nel tema

Ricevi digest come questo direttamente su Telegram

Unisciti a migliaia di utenti che ricevono quotidianamente analisi curate su inter e calcio italiano. Informazione di qualità, zero spam.

Iscriviti al canale Inter e Calcio Italiano