La notte della verità: Arsenal spegne San Siro, Napoli si complica la vita
Riassunto
Notte amara per le italiane in Champions: l'Arsenal domina San Siro 3-1 (doppietta Jesus, gol Gyokeres) e spedisce l'Inter ai playoff, mentre il Napoli spreca tutto a Copenaghen pareggiando 1-1 in superiorità numerica. Conte furioso: 'Forse non siamo da Champions'. Sul mercato Inter ufficializza Jakirovic (2,5M) e rilancia per Perisic, mentre Mourinho fa discutere: 'Allenerei la Juve? Certo' alla vigilia della sfida con Spalletti. Chivu filosofo: 'Arsenal più forte, noi pronti ai playoff senza lamentarci'.
Arsenal spegne San Siro: l'Inter cade 3-1 e dice addio agli ottavi diretti
La notte della verità si è trasformata in un incubo nerazzurro. L'Arsenal ha fatto quello che doveva fare una squadra da 303 milioni di investimenti estivi: ha dominato San Siro con la classe di chi mastica Champions da anni, spegnendo i sogni di qualificazione diretta dell'Inter con un perentorio 3-1.
Il punto è questo: quando incontri squadre di questo calibro, ogni dettaglio conta. E i dettagli, ieri sera, hanno premiato i Gunners in tutto. Gabriel Jesus ha fatto la differenza con una doppietta da vero bomber (riscattandosi dopo mesi difficili), mentre Gyokeres ha chiuso i conti all'84' con il gol che ha fatto calare il sipario su una serata amara.
Capitolo prestazione: l'Inter non ha sfigurato, anzi. Sucic (la sorpresa di Chivu in formazione) ha risposto subito al vantaggio inglese con un missile dal limite che ha fatto esplodere San Siro. Ma quando affronti l'Arsenal di Arteta, non basta giocare bene: serve essere perfetti. E i nerazzurri non lo sono stati, soprattutto sui calci piazzati (specialità della casa dei Gunners con 19 gol stagionali da corner).
Ora, prestate attenzione: questa sconfitta fa male, ma non è la fine del mondo. Chivu lo sa bene e non si nasconde: "Siamo pronti ai playoff, non lamentiamoci per due partite in più". Il tecnico romeno ha ragione da vendere (due gare in più cambiano poco nel calendario già fitto), ma il rammarico resta. Soprattutto pensando alle occasioni sprecate contro Atletico Madrid e Liverpool, dove l'Inter aveva dimostrato di poter competere ad alti livelli.
Credetemi, il vero problema non è tattico ma di intensità. Come ha ammesso lo stesso Chivu: "La Premier è un campionato top per intensità, noi non siamo ancora abituati". L'Arsenal ha mostrato quella ferocia inglese che in Italia vediamo raramente, quella capacità di non mollare mai la presa che fa la differenza nelle notti europee.
Adesso testa al Pisa (venerdì sera) e poi la trasferta di Dortmund che vale una stagione. Vincere in Germania non sarà semplice, ma questa Inter ha dimostrato di saper reagire alle difficoltà. E se dovessero essere playoff, pazienza: meglio due partite in più che restare a casa.
Napoli, che spreco a Copenaghen: Conte mastica amaro dopo l'1-1
Antonio Conte non le manda a dire dopo il pareggio di Copenaghen. L'1-1 contro i danesi sa di occasione sprecata, di quei risultati che ti lasciano l'amaro in bocca per settimane. "Forse il nostro livello non è all'altezza della Champions", ha tuonato il tecnico salentino senza mezzi termini.
Il paradosso è tutto qui: il Napoli passa in vantaggio con McTominay, gioca un'ora in superiorità numerica per l'espulsione di Delaney, domina la partita sotto tutti i punti di vista. E poi? Si fa raggiungere da Larsson su ribattuta, sprecando una chance clamorosa per ipotecare i playoff.
Capitolo emergenza: Conte ha dovuto fare i conti con l'ennesima lista di indisponibili (nove assenti), ma stavolta non ci sono attenuanti che tengano. "Potremmo avere mille attenuanti, ma oggi non vanno bene", ha ammesso con onestà il mister. Quando hai tutto a favore - vantaggio, uomo in più, controllo del gioco - quella partita la devi portare a casa. Punto e basta.
Ora, prestate attenzione al calendario che attende gli azzurri: domenica c'è la Juventus all'Allianz Stadium, poi il Chelsea al Maradona per l'ultima di Champions. Due sfide che possono davvero orientare la stagione, come ha sottolineato lo stesso Di Lorenzo: "Sono partite che possono spostare tutto".
Il punto è questo: il Napoli si ritrova ancora al 23° posto con 8 punti, in una situazione di classifica caotica dove tutto può succedere. Le squadre alle spalle hanno partite da recuperare e potrebbero sorpassare gli azzurri, rendendo l'ultima giornata contro il Chelsea una vera e propria finale.
Conte sa che il tempo delle scuse è finito. L'emergenza infortuni c'è, il calendario è fitto, ma quando hai la partita in mano non puoi permetterti di buttarla via. Il Napoli ha dimostrato per la quarta volta di fare fatica in trasferta in Champions: un trend che deve cambiare se vuole continuare a sognare in Europa.
Mercato Inter: Jakirovic ufficiale, Perisic nel mirino
L'Inter accelera sul mercato giovani e non solo. Mentre San Siro viveva la notte europea, la dirigenza nerazzurra metteva a segno i primi colpi di gennaio: ufficiale l'arrivo di Leon Jakirovic dalla Dinamo Zagabria per 2,5 milioni più bonus, mentre si riaccende la pista Perisic.
Capitolo Jakirovic: il difensore croato di 18 anni ha firmato un contratto di 5 anni e mezzo, battendo la concorrenza di Salisburgo e Barcellona. Un investimento in prospettiva per l'Under 23 di Vecchi, con la possibilità di allenarsi con la prima squadra. La perseveranza di Ausilio (che lo seguiva da oltre un anno) ha fatto la differenza.
Il punto è questo: mentre il mercato dei giovani procede spedito (ufficiale anche il francese Maghlout fino al 2028), la vera notizia è il ritorno di fiamma per Ivan Perisic. Secondo Di Marzio, "l'Inter vuole davvero Perisic" e se ci sarà apertura dal PSV, i nerazzurri affonderanno il colpo.
Credetemi, il croato sta vivendo una seconda giovinezza in Olanda: 21 gol e 21 assist in 60 presenze col PSV sono numeri da capogiro per un giocatore di 35 anni. La sua esperienza e la conoscenza dei meccanismi nerazzurri potrebbero essere preziose per la seconda parte di stagione.
Ora, prestate attenzione alla telenovela Mlacic: dopo la frenata dei giorni scorsi per il cambio di agente, c'è stato un riavvicinamento. Ramadani sarà a Milano venerdì e incontrerà la dirigenza interista. La trattativa non è tramontata, ma serve capire se ci sono ancora margini.
Sul fronte portieri, primi contatti con l'entourage del Dibu Martinez per il dopo-Sommer. L'argentino dell'Aston Villa ha un ingaggio alto, ma il suo nome è nella short list nerazzurra. L'Inter continua a costruire il futuro, pescando talenti in giro per l'Europa e sfruttando al massimo l'Under 23 per non perderne il controllo.
Juve-Benfica, Mourinho sfida Spalletti: 'Allenerei la Juventus? Certo'
José Mourinho non si nasconde mai. Alla vigilia di Juventus-Benfica, lo Special One ha fatto il suo solito show in conferenza stampa, lanciando una bomba che farà discutere: "Se allenerei la Juve? Certo". Parole che suonano come un tradimento per i tifosi interisti, ma che fotografano la mentalità di un allenatore senza tabù.
Il punto è questo: Mourinho sa che quella di mercoledì sera è una finale anticipata. Il Benfica è 25° con 6 punti e deve vincere per sperare nei playoff, la Juventus (17ª con 9 punti) cerca la qualificazione diretta. "Dobbiamo vincere, sappiamo contro chi giochiamo", ha ammesso il portoghese senza giri di parole.
Capitolo Spalletti: il rapporto tra i due tecnici si è evoluto negli anni, dalle frecciatine del passato agli scambi di complimenti attuali. "Le frecciatine fanno parte del lavoro, io lo rispetto tanto", ha detto Mou. "Dalle sue squadre ti aspetti sempre qualità, è davvero molto bravo".
Ora, prestate attenzione alla stoccata agli allenatori giovani: "Mi sorprende quando gente senza storia allena le squadre più importanti del mondo". Una frecciata nemmeno troppo velata a chi ottiene panchine prestigiose senza aver dimostrato nulla.
Credetemi, Mourinho sa che all'Allianz Stadium lo aspetta il solito "amore" dei tifosi juventini. "È chiaro che essere qui con l'Inter è diverso, da lì viene questo amore tra virgolette", ha scherzato il tecnico del Benfica. Ma lui ama questi palcoscenici, questi duelli ad alta tensione.
Spalletti, dal canto suo, deve fare i conti con una Juventus in crisi di risultati dopo il crollo di Cagliari. La sfida europea può essere la svolta per rilanciare le ambizioni bianconere, ma Mourinho non sarà certo un avversario arrendevole. Anzi, proprio nelle situazioni disperate tira fuori il meglio di sé.
Chivu filosofo dopo la sconfitta: 'Arsenal più forte, noi pronti ai playoff'
Cristian Chivu non cerca alibi dopo la sconfitta con l'Arsenal. Il tecnico nerazzurro ha analizzato la prestazione con la lucidità di chi sa riconoscere la superiorità dell'avversario: "L'Arsenal mi ha impressionato più di altre squadre per tecnica in velocità e intensità".
Il punto è questo: l'Inter ha giocato con coraggio, ha provato a tenere testa alla capolista della Premier League, ma alla fine ha pagato il gap di esperienza e qualità. "Potevamo andare sul 2-1 ma questo non vuol dire che avremmo vinto", ha ammesso Chivu con onestà.
Capitolo intensità: il tecnico romeno ha messo il dito sulla piaga principale. "La Premier è un campionato top per intensità, noi non siamo ancora abituati", ha spiegato. Una differenza che si è vista soprattutto nel secondo tempo, quando l'Arsenal ha alzato il livello di umiltà e attenzione.
Ora, prestate attenzione alla filosofia di Chivu sui playoff: "Due gare in più o due in meno cambia poco, non lamentiamoci che si gioca ogni tre giorni". Una mentalità positiva che può fare la differenza nel momento difficile. "Anche l'Arsenal gioca ogni tre giorni e non si lamenta", ha aggiunto il mister.
Credetemi, le parole di Arteta sull'Inter dimostrano il rispetto degli avversari: "È una grandissima squadra con un'organizzazione spettacolare". I Gunners hanno dovuto sudare per avere la meglio, segno che il lavoro di Chivu sta dando i suoi frutti.
Sucic, autore del gol nerazzurro, ha mostrato personalità: "Abbiamo messo in difficoltà la miglior difesa al mondo". Ora testa al Pisa e poi Dortmund, dove l'Inter si giocherà le ultime chance per gli ottavi diretti. Ma se dovessero essere playoff, questa squadra ha dimostrato di saper crescere nelle difficoltà.
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