Inter
7 dicembre 2025

Inter travolge il Como 4-0: Lautaro fa 30, Chivu batte Fabregas

Riassunto

L'Inter travolge il Como 4-0 a San Siro e vola momentaneamente in testa alla classifica. Lautaro Martinez segna contro la sua 30esima squadra diversa in Serie A (record europeo) e si avvicina a Boninsegna nella classifica all-time nerazzurra. Luis Henrique finalmente si sblocca con l'assist per il Toro, mentre Chivu batte nettamente Fabregas nel duello tattico. Il Milan condivide la vetta ma Allegri vieta di parlare di Scudetto, puntando prima alla Champions. Modric si conferma insostituibile per i rossoneri.

Poker devastante: l'Inter annichilisce il Como e vola in vetta

Importanza: 10/10

San Siro si trasforma in un teatro di dominio assoluto. L'Inter di Cristian Chivu travolge il Como con un perentorio 4-0 che non ammette repliche, conquistando momentaneamente il primato solitario in classifica. Una prestazione che sa di dichiarazione d'intenti, con i nerazzurri che hanno letteralmente asfissiato la squadra di Fabregas con un pressing alto e un'intensità da grande squadra.

Il match si sblocca già all'11' con Lautaro Martinez, bravo a sfruttare l'assist perfetto di Luis Henrique per siglare il gol che lo porta a quota 164 reti in nerazzurro. Il Toro diventa così il quarto marcatore di tutti i tempi nella storia dell'Inter, superando Sandro Mazzola e avvicinandosi sempre più a Boninsegna (171 gol). Ma soprattutto, il Como diventa la sua 30esima vittima diversa in Serie A: un record europeo dal suo arrivo a Milano nel 2018.

Nella ripresa l'Inter dilaga con la zampata di Marcus Thuram al 59', che approfitta di un corner per beffare Butez da due passi. Il francese continua il suo momento magico con la terza rete in quattro giorni. All'81' arriva il capolavoro di Hakan Calhanoglu: dopo un pressing asfissiante a quattro uomini, il turco raccoglie una deviazione e lascia partire una staffilata dal limite che si infila all'angolino. Il poker lo firma Carlos Augusto all'86', con un'azione da manuale che parte da Dimarco e si conclude con il brasiliano che trova l'angolo giusto.

Chivu ha prevalso nettamente su Fabregas in quello che molti avevano dipinto come un duello tra filosofie diverse. L'allenatore rumeno ha mostrato la sua impronta: pressing selvaggio, aggressività e coraggio di prendere la squadra alta. "Si poteva fare molto meglio", ha dichiarato nel post-partita con la sua consueta autocritica, ma la verità è che l'Inter ha dominato dall'inizio alla fine. Il Como, reduce da 12 risultati utili consecutivi, ha subito la prima sconfitta dal 30 agosto e ha incassato più di un gol per la prima volta in stagione.

Credetemi, questa Inter fa paura. E martedì arriva il Liverpool.

Lautaro da leggenda: 30 squadre colpite e il traguardo di Boninsegna nel mirino

Importanza: 9/10

Il Como è diventato la vittima numero 30. Lautaro Martinez entra nella storia del calcio europeo con un record che nessuno aveva mai raggiunto: dal suo arrivo all'Inter nel 2018, ha segnato contro 30 squadre diverse in Serie A. Un primato assoluto nei top 5 campionati europei che testimonia la sua incredibile continuità realizzativa.

Il gol dell'11' a San Siro porta il Toro a quota 164 reti in nerazzurro, staccando definitivamente Sandro Mazzola (161) e puntando dritto verso Roberto Boninsegna, terzo nella classifica all-time con 171 gol. "Neanche io a volte mi rendo conto di quello che mi sono guadagnato con il lavoro e il sacrificio", ha confessato nel post-partita, visibilmente emozionato.

La rete contro il Como arriva dopo una splendida azione corale: Luis Henrique si inventa uno sfondamento pazzesco sulla destra, poi serve al centro dove Lautaro, da posizione ottimale, buca Butez con un destro preciso. È il gesto tecnico di un bomber vero, quello che sa sempre dove trovarsi al momento giusto.

Il capitano nerazzurro ha anche rivelato un dettaglio personale importante: "Ho parlato con lo psicologo e vado avanti". Le critiche ricevute in passato lo hanno fatto crescere, ma ora ha imparato a gestirle. "Da bambino non ho vissuto cose belle, ma oggi sono grato alla mia famiglia", ha aggiunto, mostrando una maturità che va oltre il calcio.

Ora mancano solo 8 gol per raggiungere Boninsegna e diventare il terzo marcatore di tutti i tempi dell'Inter. Con questo ritmo, il traguardo sembra a portata di mano. Il punto è questo: Lautaro non è più solo un grande attaccante, è diventato una leggenda vivente del club nerazzurro.

Luis Henrique si accende, Chivu esulta: "Sono il solito cretino"

Importanza: 8/10

Finalmente Luis Henrique. Il brasiliano ha vissuto la sua serata di grazia a San Siro, confezionando l'assist perfetto per il gol di Lautaro e mostrando quella qualità che aveva convinto l'Inter a puntare su di lui. "Chivu e i compagni mi danno forza", ha dichiarato nel post-partita, visibilmente soddisfatto della prestazione.

L'ex Marsiglia ha saputo coniugare fase difensiva e spinta offensiva con una maturità tattica che non aveva mai mostrato prima. Il suo cross per Lautaro è stato millimetrico, ma anche la gestione della fascia destra ha convinto pienamente. "È l'unico elemento di ruolo e merita fiducia", ha spiegato Chivu, che ha scommesso ancora una volta sul brasiliano nonostante le critiche.

Il tecnico rumeno ha mostrato tutta la sua soddisfazione con un'esultanza liberatoria sul 4-0 che ha fatto il giro del web. "La mia esultanza? Da cretino, come al solito", ha scherzato nel post-partita, ma dietro quel sorriso c'è la gioia di chi ha visto crescere i suoi ragazzi. "Sono felice per quello che fanno tutti i giorni, mi godo un gruppo fantastico".

Chivu ha prevalso su Fabregas in quello che era stato dipinto come un esame di maturità per entrambi. Il tecnico del Como, corteggiato dall'Inter in estate, ha dovuto arrendersi all'evidenza: "Calcisticamente non ho visto una grandissima differenza", ha dichiarato, ma il 4-0 racconta un'altra storia. L'Inter ha dominato con un pressing alto che ha ricordato le migliori tradizioni olandesi dell'Ajax.

Ora l'attenzione si sposta già sul Liverpool di martedì. Ma questa serata ha dimostrato che l'Inter di Chivu ha trovato la sua identità: coraggio, pressing e fiducia nei giovani. Una ricetta che sta dando frutti importanti.

Nico Paz, il sogno proibito che l'Inter non è riuscita a realizzare

Importanza: 7/10

Il talento che non è arrivato. Nico Paz ha illuminato San Siro con le sue giocate, ma stavolta da avversario. Il fantasista argentino era stato un obiettivo concreto dell'Inter, con Javier Zanetti che aveva provato a convincerlo sfruttando l'amicizia con il padre Pablo, ex nazionale albiceleste.

"Zanetti a più riprese ha provato a convincerlo a sposare il nerazzurro", ricorda la Gazzetta dello Sport. L'idea era quella di costruire quell'Inter post-Inzaghiana affamata di uno che saltasse l'uomo, ma il Real Madrid aveva altri piani. I Blancos sono pronti a esercitare la clausola di recompra di appena 9 milioni, una cifra irrisoria considerando il valore del ragazzo.

Paz ha mostrato ancora una volta perché è considerato uno dei migliori talenti del calcio europeo. Con 5 gol e 5 assist in campionato, è uno dei soli due giocatori insieme a Olise con questi numeri nei top 5 campionati. Il secondo più giovane dopo Lamine Yamal in doppia cifra di partecipazioni al gol.

Ma il Como non è solo Nico Paz. Fabregas ha costruito una squadra giovane e coraggiosa che fino a ieri sera non aveva mai perso più di un gol in una partita. "È il migliore giocatore della Serie A", ha dichiarato Fabio Caressa, "ma non so se gli farebbe bene tornare adesso al Real Madrid".

L'Inter può solo rimpiangere quello che sarebbe potuto essere. Paz rappresentava il profilo perfetto per il futuro nerazzurro, ma a volte nel calcio i sogni restano tali. Almeno per ora.

Milan capolista con l'Inter: Modric insostituibile, Ricci non parla di Scudetto

Importanza: 7/10

Il Milan condivide la vetta con l'Inter dopo 13 giornate, ma Massimiliano Allegri tiene i piedi per terra. "Non ci permette di dire la parola Scudetto", rivela Samuele Ricci in un'intervista a Tuttosport. "Il focus deve essere trovare continuità, quindi tornare in Champions dove merita il Milan".

L'eliminazione dalla Coppa Italia contro la Lazio ha fatto male, ma ha anche chiarito una cosa: senza Modric il Milan non è lo stesso. Il croato è il numero uno della squadra per tocchi di palla, passaggi riusciti, intercetti e recuperi. "No Modric, no party", titola la Gazzetta dello Sport, sottolineando come il 40enne sia diventato insostituibile.

Quando Allegri ha schierato dal primo minuto sia Modric che Rabiot, il Milan non ha mai perso: cinque vittorie e un pareggio, subendo un solo gol su rigore. Una statistica che fotografa perfettamente l'importanza della coppia di centrocampo per gli equilibri rossoneri.

Ricci, grande ex della sfida di lunedì contro il Torino, ha parlato anche del suo passato granata: "C'è questo clima di malcontento generale che si porta avanti da tanti anni. Il tifoso pretende tanto e c'è questo scontro perenne con la società". Ora però guarda avanti: "Allegri aiuta tanto, dà serenità e nella gestione del gruppo è il numero uno".

Il Milan studia già il mercato di gennaio per rinforzare la rosa. L'obiettivo è lo Scudetto, anche se Allegri preferisce non dirlo. Ma con una sola competizione da giocare, i rossoneri possono davvero sognare in grande.

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