Inter
19 febbraio 2026

Disastro Inter a Bodo: crolla 3-1 e perde Lautaro

Riassunto

L'Inter crolla 3-1 a Bodo perdendo Lautaro per infortunio e compromettendo la qualificazione Champions. Disastro totale delle italiane in Europa con Juve e Atalanta anch'esse travolte. Il Milan pareggia 1-1 col Como sprecando l'occasione di accorciare: Inter ora a +7. Bastoni ammette la simulazione su Kalulu e chiede scusa chiudendo il caso. Chivu cita Maradona per difenderlo e scatena l'ira di Diego Jr.

Disastro Inter a Bodo: crolla 3-1 e perde Lautaro per infortunio

Importanza: 10/10

Il gelo norvegese congela l'Inter. I nerazzurri crollano 3-1 contro il Bodo/Glimt nell'andata dei playoff di Champions League, compromettendo seriamente la qualificazione agli ottavi. Una serata da dimenticare all'Aspmyra Stadion, dove il sintetico e le temperature polari hanno fatto da cornice a una prestazione deludente della squadra di Chivu.

Il match si mette subito in salita. Dopo un avvio equilibrato con il gol del momentaneo pareggio di Pio Esposito (che risponde al vantaggio di Brunstad Fet), l'Inter perde completamente il controllo nella ripresa. I norvegesi dilagano con Hauge e Hogh, sfruttando le ripartenze e gli errori difensivi nerazzurri. Bastoni, già al centro delle polemiche per il caso Kalulu, non si riscatta e viene bocciato dalle pagelle con un 5 pieno.

Ma la vera mazzata arriva al 60'. Lautaro Martinez è costretto ad abbandonare il campo zoppicando vistosamente per un problema al polpaccio sinistro. "L'abbiamo perso, si è fatto male. È un infortunio abbastanza serio", conferma Chivu nel post-partita senza mezzi termini. Il capitano, che aveva ritrovato i ritmi da capocannoniere con 14 gol in campionato, dovrà sottoporsi agli esami strumentali venerdì per capire l'entità del danno.

Ora la qualificazione è appesa a un filo. L'Inter dovrà vincere con tre gol di scarto nel ritorno a San Siro per ribaltare il risultato, una missione quasi impossibile considerando che dovrà farlo senza il suo bomber. Darmian, al rientro dopo il lungo infortunio, prova a vedere il bicchiere mezzo pieno: "È ancora tutto aperto", ma la realtà dice altro. Il disastro delle italiane in Champions (tutte e tre sconfitte nei playoff) complica ulteriormente la corsa al quinto posto UEFA.

Apocalisse italiana in Champions: Juve, Atalanta e Inter travolte

Importanza: 9/10

Il calcio italiano tocca il fondo in Europa. Una serata da incubo per le nostre rappresentanti nei playoff di Champions League: Juventus, Atalanta e Inter escono letteralmente demolite dalle rispettive avversarie, mettendo a serio rischio la qualificazione agli ottavi di finale.

I numeri parlano chiaro e fanno paura. Galatasaray-Juventus 5-2, Borussia Dortmund-Atalanta 2-0, Bodo/Glimt-Inter 3-1: un disastro totale che va oltre il semplice risultato negativo. Le nostre squadre non sono state solo sconfitte, sono state dominate e umiliate da avversari che sulla carta dovevano essere alla portata.

La matematica è spietata. Per ribaltare la situazione nei match di ritorno, tutte e tre le italiane dovranno vincere con almeno tre gol di scarto senza subirne. Una missione quasi impossibile che fotografa lo stato di crisi del nostro movimento calcistico a livello internazionale.

Il ranking UEFA piange. L'Italia scivola sempre più in basso nella classifica per nazioni, compromettendo seriamente le possibilità di ottenere il quinto posto Champions per la prossima stagione. Con 15500 punti siamo quinti, lontanissimi dal Portogallo secondo con 16600. Solo l'Inghilterra può dormire sonni tranquilli con le sue 9 squadre ancora in corsa e 20958 punti già conquistati.

Credetemi, questo è il momento più buio del calcio italiano in Europa. Quando vedi squadre come la Juventus prendere cinque gol dal Galatasaray o l'Inter crollare in Norvegia, capisci che il problema è strutturale. Non bastano più gli alibi del campo sintetico o del freddo polare: siamo semplicemente inferiori.

Milan fermato dal Como: l'Inter ringrazia e vola a +7

Importanza: 8/10

San Siro tradisce il Milan. I rossoneri non vanno oltre l'1-1 casalingo contro il Como nel recupero della 24ª giornata, regalando all'Inter un vantaggio che sa sempre più di fuga scudetto. Ora i nerazzurri guidano con sette punti di margine sui cugini, una distanza che inizia a diventare incolmabile.

Il Como gioca a calcio, il Milan arranca. La squadra di Fabregas mette in mostra il suo palleggio raffinato e passa meritatamente in vantaggio con Nico Paz, che approfitta di un clamoroso errore di Maignan. Il portiere francese, protagonista di una stagione straordinaria, macchia la sua prestazione regalando la palla all'argentino che non perdona.

Leao pareggia ma non basta. Il portoghese trova il gol dell'1-1 nella ripresa con un bel pallonetto, ma il Milan non riesce a completare la rimonta che sembrava nelle corde. Anzi, è il Como a sfiorare il colpaccio in più di un'occasione, dimostrando di meritare ampiamente il punto conquistato.

Allegri espulso, scudetto sempre più lontano. Il tecnico rossonero viene cacciato nel finale per proteste, l'ennesima ciliegina su una serata storta. "Guardo più il +8 dalla quinta che il -7 dall'Inter", ammette candidamente Allegri nel post-partita, una dichiarazione che sa di resa anticipata nella corsa al titolo.

Il punto è questo: mentre l'Inter inciampa in Norvegia, il Milan non riesce nemmeno a sfruttare l'occasione d'oro per accorciare. Con questo passo, i nerazzurri possono già iniziare a preparare la festa scudetto.

Bastoni chiede scusa e chiude il caso Kalulu: "Ho accentuato il contatto"

Importanza: 7/10

Finalmente la verità. Alessandro Bastoni mette fine alle polemiche del derby d'Italia ammettendo pubblicamente la simulazione che ha portato all'espulsione di Kalulu. "Nel momento in cui ho sentito la mano di Kalulu ho accentuato il contatto per trarne vantaggio e lo ammetto senza problemi", dichiara il difensore ai microfoni di Prime Video.

Le scuse arrivano con dignità. Bastoni non cerca scuse o giustificazioni, anzi riconosce l'errore: "La cosa che più mi dispiace è la reazione che ho avuto, brutta quanto umana. Al 40' di una partita così importante con tanta tensione, avere l'uomo in più rappresentava un vantaggio". Parole che dimostrano maturità e senso di responsabilità.

Marotta chiude il capitolo. Il presidente nerazzurro, prima del match contro il Bodo, taglia corto: "È una pagina che vorrei chiudere, ha lasciato amarezza in tutti. Pensiamo a questa serata e alla Champions League". Anche lui sembra voler voltare pagina dopo giorni di polemiche infinite.

L'odio social non lo tocca. Bastoni rivela di essere abituato agli attacchi sui social: "L'odio social fa parte della quotidianità di un calciatore esposto come chi è all'Inter. Siamo allenati per queste situazioni". Il difensore dimostra di avere le spalle larghe per reggere le critiche.

Ora si riparte. Con oltre 300 partite in carriera, Bastoni non vuole essere giudicato per un singolo episodio: "Non penso debba essere questo a definire quello che sono come persona". Il caso è chiuso, l'Inter può concentrarsi sul campo senza più distrazioni.

Chivu cita Maradona e scatena l'inferno: "Sciacquati la bocca"

Importanza: 6/10

Chivu mette piede in fallo. Il tecnico dell'Inter, nel tentativo di difendere Bastoni, tira in ballo Diego Armando Maradona e scatena la furia dei tifosi napoletani. "Ogni domenica c'è un caso del genere, dai tempi di Maradona che fa un gol di mano. Nessuno gli ha mai detto nulla", le parole che hanno fatto esplodere la polemica.

Diego Jr. attacca duramente. Il figlio del Pibe de Oro non le manda a dire: "Non c'entrava niente tirare in ballo mio padre. Questo dimostra la sua pochezza. Chivu si sciacquasse la bocca quando parla di mio padre. Da giocatore, se avesse fatto l'1% di ciò che ha fatto mio padre, lo avrei accettato".

Anche Pasculli si scaglia contro il tecnico. Il compagno di stanza di Maradona nel Mondiale '86 è categorico: "Non ha il diritto di parlare del dio del calcio. Quello che ha fatto Diego con la mano è stata una furbizia, non come chi si butta a terra e guarda l'arbitro. Maradona non si buttava mai, lo picchiavano davvero".

Il paragone non regge. La differenza è abissale: da una parte la "mano de Dios" in un Mondiale contro l'Inghilterra, dall'altra una simulazione in campionato per far espellere un avversario. Due episodi che non possono essere messi sullo stesso piano, come sottolineano tutti i critici di Chivu.

Capitolo chiuso male. Il tecnico romeno, che aveva sempre dimostrato equilibrio e saggezza, stavolta ha sbagliato i tempi e i modi. Certe leggende non si toccano, soprattutto quando si cerca di giustificare l'ingiustificabile.

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Il calcio italiano vive una crisi profonda. Mentre le nostre squadre crollano in Europa, emergono dettagli preoccupanti sul ranking UEFA che potrebbero compromettere il futuro delle nostre partecipazioni europee. Il punto è questo: non bastano più gli alibi del campo sintetico o delle condizioni climatiche avverse.

Intanto Rrahmani si aggiunge alla lista degli infortunati del Napoli con la stessa lesione di De Bruyne e Anguissa, un tris che fa riflettere sui metodi di preparazione. Credetemi, quando tre giocatori si infortunano allo stesso modo qualche domanda bisogna farsela.

Sul fronte Inter, i tifosi affrontano il gelo polare di Bodo con 404 supporters coraggiosi che hanno attraversato il circolo polare artico. La polizia norvegese monitora 50 elementi "ad alto rischio", ma l'approccio resta amichevole: "Un sorriso funziona meglio della severità".

Capitolo mercato: Como-Inter di Coppa Italia si giocherà il 3 marzo con biglietti già in vendita per gli abbonati lariani. Un'altra sfida che potrebbe riservare sorprese, visto il momento di forma dei ragazzi di Fabregas.

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