Inter
30 gennaio 2026

Digest Nerazzurro: Vittoria a Dortmund, Playoff in Vista e Mercato in Fermento

Riassunto

Inter vince 2-0 a Dortmund con Dimarco (MVP) e Diouf ma va ai playoff: possibile sfida con Mourinho. Accordo totale con Diaby ma Al-Ittihad fa muro, Perisic forza la mano col PSV. Barella out 2 settimane, obiettivo rientro con la Juve. Juventus insiste per Kolo Muani nonostante la resistenza del Tottenham.

Vittoria a Dortmund ma playoff obbligatori: l'Inter scrive il futuro tra passato e presente

Importanza: 9/10

Il punto è questo: l'Inter torna da Dortmund con una vittoria che sa di rivalsa, ma anche con la consapevolezza che i playoff sono inevitabili. Il 2-0 al Signal Iduna Park, firmato da Dimarco e Diouf, chiude una serata che intreccia passato e presente in modo quasi cinematografico.

Sei anni dopo quella notte del 2020 che vide Conte lamentarsi dell'inesperienza di alcuni suoi giocatori (Barella incluso), l'Inter torna nello stesso stadio da favorita. Stavolta però il grande assente è proprio quel Nicolò che Antonio definiva acerbo - fermo per un risentimento alla coscia destra - mentre l'allenatore leccese saluta la Champions dopo il ko con il Chelsea.

La partita racconta di un'Inter che ha saputo soffrire e colpire al momento giusto. Guirassy si divora il vantaggio dopo dieci minuti, calciando malissimo davanti a Sommer, poi i nerazzurri crescono gradualmente. Il primo tempo si chiude sullo 0-0 con la comprensibile stizza di Chivu, che ai suoi può rimproverare una mancanza di cattiveria sotto porta.

La svolta arriva al 78esimo con la pennellata perfetta di Dimarco su punizione: l'italiano disegna una parabola che supera barriera e Kobel, regalando il vantaggio proprio quando la classifica sembrava sorridere per la qualificazione diretta. Ma il calcio è beffardo: Chelsea ribalta il Napoli, Barça batte il Copenaghen, e delle big solo il Real sbaglia come l'Inter.

Il sigillo finale lo mette Diouf al 94esimo con una danza che ubriacava la difesa del Borussia: il francesino riceve da Frattesi, si inventa un numero da circo e trova il tocco beffardo che vale il 2-0. Una vittoria che restituisce credibilità internazionale e autostima, anche se il decimo posto finale significa playoff contro Bodo/Glimt o Benfica di Mourinho. Credetemi, questa Inter ha dimostrato di saper soffrire e vincere quando conta.

Mercato Inter: Diaby dice sì, Perisic forza la mano ma i club fanno muro

Importanza: 8/10

Capitolo mercato: l'Inter ha trovato l'accordo totale con Moussa Diaby, ma l'Al-Ittihad non vuole sentire ragioni. Il francese dell'Aston Villa finito in Arabia ha dato il suo benestare al ritorno in Europa, ma Sergio Conceição fa muro e considera l'esterno un elemento chiave del suo progetto.

I nerazzurri hanno messo sul piatto un prestito con diritto di riscatto a 35 milioni, cifra che fa sorridere se si pensa che l'Aston Villa lo aveva pagato 65 milioni nel 2024. Ma il fondo PIF non si smuove: vuole solo una cessione a titolo definitivo per una cifra importante. La decisa volontà di Diaby di lasciare l'Arabia potrebbe essere l'arma in più, anche se al momento le percentuali restano minime come ammesso da Marotta.

Parallelo discorso per Ivan Perisic, che ha chiesto ufficialmente la cessione al PSV dopo l'eliminazione dalla Champions. Il croato vuole tornare all'Inter a tutti i costi e sta forzando la mano con gli olandesi, ma anche qui la strada è in salita. Gli agenti sono rimasti a Eindhoven per continuare a insistere, sperando che la porta chiusa oggi possa riaprirsi domani.

L'idea di Marotta e Ausilio è ambiziosa: prendere entrambi e cedere Luis Henrique, che ha offerte concrete dalla Premier League. Il Bournemouth ha messo sul piatto 30 milioni per il brasiliano, con Everton e Aston Villa alla finestra. Diaby porterebbe dribbling e uno contro uno, caratteristiche più offensive rispetto a Perisic, che invece garantirebbe l'inserimento immediato senza problemi di adattamento.

Ora, prestate attenzione: Sky Sport rivela che Diaby è disposto a tagliarsi lo stipendio pur di vestire nerazzurro, segno di quanto sia forte la sua volontà. Ma serve l'ok del PIF e soprattutto che l'Al-Ittihad trovi il sostituto. I contatti sono continui su entrambi i fronti, con l'Inter che spera di chiudere almeno uno dei due colpi negli ultimi giorni di mercato.

Dimarco MVP e nella storia: primo italiano su punizione dal 2014

Importanza: 8/10

Federico Dimarco non smette mai di stupire. La punizione che ha sbloccato Borussia-Inter non è stata solo bella da vedere, ma ha anche scritto una pagina di storia: è il primo gol su calcio piazzato di un italiano in Champions League dal 2014.

La UEFA lo ha premiato come Most Valuable Player della serata con una motivazione che non lascia spazio a dubbi: "Oltre a dimostrare la sua intelligenza tattica e la sua freddezza sotto pressione, il terzino sinistro ha segnato il suo primo gol di questa Champions League con uno straordinario calcio di punizione". Un riconoscimento che si aggiunge al posto nel Team of the Week dell'ultima giornata.

Fabio Capello non ha usato mezzi termini: "La punizione è un capolavoro, aiutata dai tre giocatori che impediscono a Kobel di vedere il pallone. Lui ha una capacità balistica di alto livello". Parole pesanti da uno che di calcio se ne intende, che certificano come Dimarco sia ormai diventato una certezza anche sui calci piazzati.

Ma è Lele Adani a inquadrare perfettamente il fenomeno Dimarco: "È tra i più decisivi che ci sono in Europa. Tiro, gol da fermo, gol al volo, sposta come soluzione balistica... cominciano ad essere alti i suoi numeri, è pur sempre un giocatore di fascia che parte basso per salire". L'ex difensore non si ferma qui e lancia una provocazione per il futuro: può fare il quarto di difesa?

"Dimarco è certamente migliore ad attaccare che a difendere, ma può farlo e deve farlo. Deve migliorare nell'uno contro uno e nelle diagonali difensive. Io ho stima di lui e questa cosa deve riguardare anche l'Inter del futuro, perché non posso pensare che i nerazzurri giocheranno sempre a tre".

La pennellata di Dortmund candidata al 'Goal of the day' è solo l'ultimo capolavoro di un giocatore che ha fatto della continuità la sua arma migliore. Credetemi, vedere Dimarco crescere così è una delle gioie più pure di questa Inter.

Barella si ferma due settimane: nel mirino la supersfida con la Juventus

Importanza: 7/10

Si ferma il motorino dell'Inter. Nicolò Barella starà fuori due settimane a causa di un risentimento muscolare allo psoas della gamba destra, problema accusato durante l'ultimo allenamento prima della partenza per Dortmund.

Lo stop del centrocampista sardo lo costringerà a saltare la trasferta di Cremona, la Coppa Italia con il Torino e la sfida con il Sassuolo. L'obiettivo è chiaro e ambizioso: tornare per la supersfida con la Juventus in programma nel weekend del 14-15 febbraio, stesso traguardo che si è posto Calhanoglu per il suo rientro.

Il sostituto naturale dovrebbe essere Petar Sucic, che ha già dimostrato di poter reggere il peso della maglia nerazzurra. Il croato, arrivato in estate dopo l'acquisto di gennaio scorso, vanta già trenta presenze stagionali con due gol e due assist all'attivo. L'ultimo centro proprio contro l'Arsenal, un piattone destro all'incrocio che ha fatto sognare San Siro.

Frattesi, al momento, parte dietro nelle gerarchie di Chivu, che dovrà gestire un centrocampo già in emergenza. Con Barella e Calhanoglu ai box, tre titolari su cinque sono indisponibili, una situazione che mette a dura prova la profondità della rosa nerazzurra.

L'idea della società è quella di portare Barella in panchina contro il Sassuolo per poi averlo al top contro la Juve. Una gestione oculata che punta a non bruciare le tappe, considerando l'importanza del giocatore negli equilibri tattici di Chivu. Il rientro in gruppo di Calhanoglu è previsto per la settimana prossima, con l'obiettivo di riavere il regista turco per lo stesso appuntamento di metà febbraio.

Il punto è questo: l'Inter dovrà dimostrare di avere alternative valide in un momento cruciale della stagione, tra campionato, Coppa Italia e i playoff di Champions League alle porte.

Juventus all'assalto di Kolo Muani: Chiellini apre, ma il Tottenham fa resistenza

Importanza: 7/10

La Juventus non molla Randal Kolo Muani. Dopo il voltafaccia di En-Nesyri, i bianconeri sono tornati con forza sul francese che un anno fa aveva fatto faville a Torino con 10 gol e 3 assist in 20 partite.

Giorgio Chiellini, a margine di Monaco-Juventus, ha aperto uno spiraglio importante: "Kolo è un giocatore che qua è stato bene, ha fatto molto bene lo scorso anno, ma non è un giocatore della Juventus. Tutti vorremmo poter migliorare la squadra e dare qualche arma in più al mister". Parole che suonano come un invito a concludere l'operazione.

Il francese si trova nella stessa situazione di dodici mesi fa: isolato al Tottenham, gioca poco e fa fatica a trovare regolarità. La differenza è che ora ha modificato maliziosamente la sua bio Instagram con le dita incrociate, cavalcando le voci sul possibile ritorno in Italia. Un segnale chiaro della sua volontà.

Comolli e la dirigenza bianconera confidano proprio su questo: la voglia di Kolo di tornare in un ambiente che lo ha esaltato. Il Tottenham aveva aperto alla discussione, ma Thomas Frank, tecnico degli Spurs, fa barricate. Ieri sera il francese era titolare contro l'Eintracht e pure in gol, rendendo ancora più difficile la sua cessione.

L'operazione sarebbe identica a quella dello scorso anno: prestito secco con 5 milioni per il disturbo, formula che aveva già convinto PSG e Tottenham. Ma il tempo stringe e la resistenza del tecnico inglese complica i piani juventini.

Parallelo discorso per Norton-Cuffy del Genoa: la Juventus non molla l'esterno inglese nonostante la concorrenza di Inter ed Everton. Il Grifone chiede 25 milioni, cifra alta che i bianconeri vorrebbero legare alla qualificazione Champions. Credetemi, questi ultimi giorni di mercato saranno decisivi per capire se Spalletti avrà i rinforzi richiesti.

Da Leggere Più Tardi

Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati

Mercato in fermento con Franco Carboni ufficialmente passato al Parma in prestito con diritto di opzione dopo il rientro dall'Empoli. Intanto Asllani vola in Turchia per unirsi al Besiktas, anche se il volo ha subito ritardi per problemi tecnici. Riconoscimenti importanti per casa Inter: Beppe Marotta è il manager sportivo dell'anno secondo l'indagine StageUp/Ipsos Doxa, precedendo Percassi e De Laurentiis. Situazione infortuni con Dumfries che vede la luce: l'olandese potrebbe tornare tra andata e ritorno dei playoff Champions. Curiosità familiare in casa De Vrij: è nato Marcus, stesso nome del compagno di squadra Thuram. Infine, Inter-Torino di Coppa Italia si giocherà eccezionalmente a Monza il 4 febbraio per i preparativi olimpici a San Siro.

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