Inter
29 novembre 2025

Digest Nerazzurro - Tra Crisi e Speranze: L'Inter di Chivu alla Prova del Nove

Riassunto

Chivu alle prese con i problemi della difesa a zona sui piazzati: quattro gol subiti contro i sette di tutta la scorsa stagione. Mkhitaryan torna in gruppo dopo un mese, possibile convocazione a Pisa dove Luis Henrique potrebbe avere la sua chance sulla fascia destra. L'emergenza Dumfries pesa: senza l'olandese due sconfitte consecutive, le alternative non convincono. Il Como vola in zona Champions e sfiderà l'Inter a San Siro dopo il 2-0 al Sassuolo. Lautaro frustrato per i cambi ma nessun caso: deve accettare il nuovo status in un'Inter che ha quattro attaccanti di livello.

La Difesa a Zona di Chivu: Un Esperimento che Scricchiola

Importanza: 8/10

Il punto è questo: l'Inter di Chivu ha un problema sui calci piazzati che non può più essere ignorato. Quattro gol subiti in 21 partite contro i sette dell'intera scorsa stagione con Inzaghi. Il cambio di sistema - dalla marcatura a uomo alla difesa a zona - sta mostrando crepe evidenti, come dimostrato dal gol di Gimenez al 93' contro l'Atletico Madrid.

Prendiamo il caso specifico: sull'angolo fatale, l'Inter aveva dieci uomini in area contro sei dell'Atletico, eppure il difensore uruguaiano è riuscito a saltare indisturbato tra Akanji e Bastoni. La competenza in zona è relativa, dipende da chi va a saltare in quel contesto, ma il risultato è che la squadra sta incassando gol evitabili (uno al Mondiale per Club, due in Champions, uno in campionato).

Credetemi, non esiste una soluzione giusta o sbagliata a prescindere, ma i dati parlano chiaro: l'Inter sta soffrendo più dell'anno scorso. Con Inzaghi si marcava a uomo - vedete le partite contro Barcellona e Bayern per capire la differenza - e la squadra aveva costruito gran parte della sua solidità proprio sui calci d'angolo. Ora Chivu deve trovare gli accorgimenti giusti, magari contrastando chi prende la rincorsa da lontano come ha fatto Gimenez.

Ma il problema va oltre la tattica: questa Inter è in crisi di risultati ma non di gioco, un paradosso che rende tutto più complicato. Cinque sconfitte in diciassette partite sono troppe per una squadra che punta a vincere tutto. La fragilità difensiva si manifesta sempre nei momenti cruciali - troppi gol subiti nei finali, come già accadeva con Inzaghi - mentre negli scontri diretti il rendimento è preoccupante: solo una vittoria sulla Roma, sconfitte contro Juventus, Napoli, Milan e Atletico.

Ora tocca a Chivu dimostrare che sa adattarsi. Perché una cosa è essere belli da vedere, un'altra è portare a casa i risultati quando conta davvero.

Verso Pisa: Mkhitaryan Torna, Luis Henrique si Candida

Importanza: 7/10

Finalmente una buona notizia: Henrikh Mkhitaryan è tornato in gruppo dopo oltre un mese di stop. L'armeno, fermo dal 25 ottobre dopo l'infortunio rimediato in Napoli-Inter (grazie alla simulazione di Di Lorenzo), ha svolto il secondo allenamento consecutivo con la squadra e si candida per una convocazione a Pisa.

Chivu, che in queste situazioni ha sempre scelto la via della prudenza, valuterà nelle prossime ore se portarlo in Toscana o aspettare la Coppa Italia con il Venezia. Capitolo tattico: dopo un mese di assenza, l'ex Arsenal non può essere pronto per partire dall'inizio, ma rappresenterebbe un'alternativa preziosa a centrocampo, dove Zielinski ha saputo sfruttare lo spazio lasciato libero mettendosi in mostra anche a Madrid.

Ma l'attenzione si sposta sulla fascia destra: con Dumfries ancora ai box (possibile rientro con il Liverpool) e Darmian che deve aspettare, Luis Henrique potrebbe finalmente avere la sua chance dal primo minuto. Il brasiliano, arrivato in estate per 25 milioni, è rimasto un oggetto misterioso: Carlos Augusto adattato a destra ha mostrato i suoi limiti nelle ultime due partite, rendendosi prevedibile sul piede mancino.

La probabile formazione vede il ritorno della Thu-La in attacco, con Thuram che dovrebbe prendere il posto di Bonny. In mezzo al campo, nonostante il recupero di Mkhitaryan, dovrebbe partire titolare Sucic al fianco di Barella e Calhanoglu. Ora, prestate attenzione: questa trasferta a Pisa rappresenta un test importante per capire se l'Inter sa reagire alle due sconfitte consecutive.

Il Pisa di Gilardino ha sempre messo in difficoltà le big in questa stagione e nell'ultima uscita casalinga ha trovato il primo successo. Non sarà una passeggiata, ma potrebbe essere l'occasione giusta per Luis Henrique di dimostrare finalmente il suo valore.

Emergenza Fascia Destra: Senza Dumfries Sono Dolori

Importanza: 6/10

Due partite senza Dumfries, due sconfitte pesanti: il dato è impietoso e fotografa perfettamente uno dei principali problemi dell'Inter attuale. L'olandese rappresenta probabilmente il più grande limite della rosa nerazzurra, non per colpa sua, ma per l'assenza di alternative credibili.

I numeri contro l'Atletico Madrid parlano chiaro: la squadra ha attaccato per il 44,2% a sinistra, solo il 23,4% a destra e il 32,4% al centro. Ma c'è di più: delle azioni centrali, il 70% si sviluppava sul centrosinistra, come nel gol di Zielinski. Un evidente sbilanciamento tattico che ha condizionato l'intera partita.

Le alternative non convincono: Luis Henrique non ha mai realmente inciso e spesso è rimasto fuori dalle scelte di Chivu. Carlos Augusto si è adattato ma ha evidenti limiti offensivi, mentre Darmian è ancora infortunato. Il brasiliano ex Monza, a piede invertito, ha faticato più del solito rientrando troppo spesso sul mancino e rendendosi prevedibile.

Credetemi, quando manca il titolare, l'Inter va in difficoltà. Se da un lato è positivo toccare con mano la crescita costante di Dumfries, dall'altro emerge la carenza di alternative in una rosa che offre doppioni affidabili in quasi tutti gli altri reparti. Josep Martinez può sostituire Sommer, Bisseck si alterna con Akanji e Acerbi, Carlos Augusto è un ottimo alter ego di Bastoni e Dimarco.

Il vero grande vuoto sta a destra: contro Milan e Atletico, Chivu ha preferito spostare un mancino piuttosto che puntare su Luis Henrique. Una bocciatura pesante per l'ex Marsiglia, che si sta trasformando in un mistero: esterno offensivo, a tutta fascia o terzino? In carriera ha ricoperto qualsiasi ruolo sulla destra, eppure oggi non è semplice comprendere quale gli sia più congeniale.

La dirigenza potrebbe quindi cercare un vice Dumfries a gennaio, perché senza l'olandese si apre una voragine che compromette l'equilibrio di tutta la squadra.

Il Como Vola in Zona Champions: Fabregas Sfida l'Inter

Importanza: 6/10

Il Como non si ferma più: 2-0 al Sassuolo e 24 punti in classifica, aggancio momentaneo a Inter e Bologna in zona Champions League. Una cavalcata impressionante quella della squadra di Fabregas, che non perde dal 30 agosto (sconfitta di misura a Bologna) e ha conquistato l'undicesimo risultato utile consecutivo.

Al Sinigaglia, Douvikas ha sbloccato il risultato al 14' risolvendo una mischia in area sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Nella ripresa il raddoppio: Alberto Moreno ha firmato il 2-0 con un pallonetto che non ha lasciato scampo a Muric, primo gol in Serie A per il terzino spagnolo su assist del solito Nico Paz (quinto passaggio vincente del trequartista argentino).

Ora l'esame più difficile: sabato prossimo a San Siro contro l'Inter. Fabregas non nasconde l'entusiasmo ma mantiene i piedi per terra: "Sarà un grandissimo esame. Andremo a provare a fare una grande prestazione contro la squadra che per me è la più forte d'Italia. Sarà un'altra grande partita per noi".

Il tecnico spagnolo preferisce non guardare la classifica: "Quello che conta è la prestazione, il non aver preso gol e aver giocato sempre di più e sempre meglio. Spero che questo sia solo l'inizio. C'è molto da fare e molto da migliorare".

Mai così bene dal 1986: il Como di Fabregas ha eguagliato il record di risultati utili consecutivi in Serie A dell'era Mondonico. Nico Paz continua a incantare con le sue magie (quella rovesciata parata da Muric è stata spettacolare), mentre la difesa ha ritrovato solidità concedendo pochissimo al Sassuolo.

L'Inter è avvisata: la prossima trasferta a San Siro non sarà una passeggiata. Il Como ha dimostrato di saper mettere in difficoltà chiunque e l'entusiasmo di una squadra in zona Champions può essere un'arma in più.

Lautaro e la Frustrazione dei Cambi: Nessun Caso, Ma...

Importanza: 5/10

Lo hanno visto tutti: contro l'Atletico Madrid, Lautaro non ha gradito il cambio. Ha scosso la testa e ha lasciato la fascia all'arbitro, ma al momento di uscire dal campo ha salutato Chivu normalmente. Nessuno strappo, nessun caso, solo tanta frustrazione nell'animo del Toro.

Non è la prima volta che accade: il capitano nerazzurro è rimasto "scarico" dopo la sosta, come già successo in passato. Nei big match di questa stagione - Juventus, Roma, Napoli, Milan e Atletico - Lautaro è rimasto a secco e non ha nemmeno brillato in campo. Considerando che quattro di quelle sfide l'Inter le ha perse, la sua delusione è comprensibile.

Ma non bisogna esagerare con sospetti e insinuazioni. Semplicemente, è cambiata l'Inter: lo scorso anno Inzaghi non poteva mai privarsi di lui, avendo in panchina alternative di basso rango. Oggi Chivu può contare su un quartetto di attaccanti di alto livello e decide di utilizzarli tutti, miscelandoli con cura tra una partita e l'altra.

Lautaro resta totalmente cuore e anima di questa Inter. Nessun problema con Chivu che, anzi, lo sostiene e lo stimola pubblicamente. È l'argentino a dover accettare il nuovo status, che gli impone di superare i suoi stessi limiti. Ha segnato 3 gol nelle ultime 9 partite, uno in 6 di campionato, salendo a 8 reti stagionali.

Lo scorso anno era partito più lentamente (5+1) per poi impossessarsi dello status di trascinatore, soprattutto in Europa. Capitolo vaccini: c'è anche la variabile del vaccino per la febbre gialla a cui si è sottoposto per la trasferta in Angola con la Seleccion, guarda caso dimenticato da Alvarez e gli altri argentini dell'Atletico.

Con Chivu non esistono gerarchie immutabili, anche perché quest'anno Bonny ed Esposito hanno dimostrato di essere valide alternative. Il tecnico rumeno non guarda in faccia a nessuno e vuole sfruttare i giocatori al massimo della condizione.

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Mentre l'Inter si prepara alla trasferta di Pisa, il mercato non dorme mai. Giovane del Verona resta nel mirino per giugno: il brasiliano piace a Chivu e ha il placet della dirigenza, ma occhio alla Liga spagnola. Dall'Atalanta arrivano segnali per Ederson: il suo agente suggerisce una cessione già a gennaio a metà prezzo vista la scadenza contrattuale. Intanto il Manchester United monitora Robinho Jr. per il 2026, ma anche l'Inter tiene d'occhio il figlio d'arte del Santos. Sul fronte iniziative sociali, Acerbi rinnova l'impegno con AIRC per la ricerca oncologica, mentre Qatar Airways e Inter promuovono il calcio inclusivo con Rio Ferdinand. Curiosità statistica: il Pisa non segna all'Inter in casa da 210 minuti, l'ultimo gol porta la firma di Dunga nel 1987.

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