Digest Nerazzurro: Sorteggi Champions, Mercato in Fermento e Chivu da Record
Riassunto
Inter pesca Bodo/Glimt ai playoff Champions evitando Mourinho. Diaby vuole solo i nerazzurri ma Al-Ittihad fa muro, Perisic bloccato dal PSV. Ore calde per Jones del Liverpool mentre Frattesi va verso il Nottingham. Chivu vince secondo Coach of the Month consecutivo, Dimarco da record con 6 gol e 7 assist.
Sorteggi Champions: Inter pesca il Bodo/Glimt, evitato Mourinho
L'urna di Nyon ha parlato e l'Inter conosce il suo destino nei playoff di Champions League: sarà il Bodo/Glimt l'avversario dei nerazzurri nella doppia sfida che vale l'accesso agli ottavi di finale. Un sorteggio che ha evitato il fascino (e le insidie) di José Mourinho, rimasto al Benfica per affrontare il Real Madrid.
Il punto è questo: i norvegesi non sono certo una squadra da sottovalutare. Il Bodo ha dimostrato di saper fare male alle grandi, battendo Manchester City e Atletico Madrid nelle ultime uscite europee. Ma rispetto al Benfica dello Special One, rappresentano sicuramente l'opzione meno carica di pressioni mediatiche e ricordi del passato.
Capitolo trasferta: l'andata si giocherà il 18 febbraio in Norvegia, con temperature ampiamente sotto lo zero e su campo sintetico. Una sfida che arriva a soli quattro giorni dal derby d'Italia contro la Juventus, un calendario che metterà a dura prova la gestione di Chivu. Il ritorno a San Siro il 24-25 febbraio dovrebbe vedere il rientro di Dumfries, un rinforzo prezioso per la fase decisiva.
L'Inter ha un solo precedente con il Bodo/Glimt: risale alla Coppa delle Coppe 1978/79, quando i nerazzurri dominarono con un 5-0 a Milano e un 2-1 in trasferta negli ottavi di finale. Ora, quasi cinquant'anni dopo, la storia si ripete in una competizione diversa ma con la stessa posta in palio: continuare a sognare in Europa.
Credetemi, evitare Mourinho in questo momento della stagione è stata una fortuna. L'Inter può concentrarsi sul campo senza le distrazioni emotive che un confronto con l'ex allenatore avrebbe inevitabilmente portato. Il Bodo è avversario ostico ma abbordabile per una squadra che ha appena dominato a Dortmund.
Diaby vuole solo l'Inter, ma l'Al-Ittihad fa muro: Perisic sempre più lontano
Doppio muro per Ausilio negli ultimi giorni di mercato. L'Inter ha trovato l'accordo totale con Moussa Diaby per un contratto di quattro anni e mezzo, ma l'Al-Ittihad continua a rifiutare la formula del prestito con diritto di riscatto a 35 milioni. Il fondo PIF vuole solo una cessione a titolo definitivo, complicando enormemente l'operazione.
Il francese spinge con forza per arrivare a Milano: ha già accettato un taglio significativo dell'ingaggio pur di tornare in Europa e giocare la Champions League. Nelle prossime ore è previsto un nuovo incontro a Riad tra gli agenti del giocatore e il fondo saudita per ottenere il via libera. L'Inter presenterà una nuova offerta, ma i tempi si fanno sempre più stretti.
Capitolo Perisic: anche qui le cose si complicano. Il PSV Eindhoven ha alzato un muro importante e difficilmente aprirà alla partenza del croato, nonostante la sua ferrea volontà di tornare all'Inter per l'ultima grande avventura della carriera. Le negoziazioni sono al momento sospese, con il giocatore che lunedì compirà 37 anni sperando in un regalo dell'ultimo minuto.
Ora, prestate attenzione: queste complicazioni fanno sì che Luis Henrique viaggi verso la permanenza in nerazzurro. Il brasiliano, che a Dortmund ha dato segni di risveglio, potrebbe essere ceduto solo davanti a un'offerta super del Bournemouth (si parla di 30 milioni). Ma Chivu ha chiesto di non venderlo, convinto di poterlo valorizzare nella seconda parte di stagione.
Il vero rinforzo potrebbe arrivare dall'infermeria: Denzel Dumfries sta recuperando più velocemente del previsto e dovrebbe essere disponibile per il ritorno del playoff di Champions. Un ritorno che vale quanto un acquisto di gennaio.
Ore calde per Jones: l'Inter punta il Liverpool, Frattesi verso il Nottingham
Sono ore davvero molto calde per il mercato nerazzurro. Con il gong invernale che si avvicina, la dirigenza interista sta cercando di chiudere la trattativa per Curtis Jones del Liverpool. Il centrocampista classe 2001 ha già dato l'ok e attende il via libera dei Reds per un prestito oneroso con diritto di riscatto totale a 40 milioni.
L'operazione Jones è collegata al futuro di Davide Frattesi: l'arrivo dell'inglese aprirebbe le porte dell'addio del centrocampista azzurro, cercato con insistenza dal Nottingham Forest. Se gli inglesi non liberano Jones, Frattesi non si muove. Ma c'è ottimismo per sbloccare entrambe le situazioni.
Il Liverpool ha chiesto informazioni su Dumfries dopo l'infortunio del connazionale Frimpong, ma l'Inter non vuole vendere l'olandese a gennaio. Le due trattative (Jones e Dumfries) sono comunque slegate: i nerazzurri sono andati all-in su Jones durante le chiacchierate per l'esterno destro.
Frattesi ha già parlato con Sean Dyche e conta di giocare con continuità tra Premier ed Europa League. Al Nottingham potrà acclimatarsi grazie alla presenza di Nicolò Savona e Lorenzo Lucca, entrambi assistiti dallo stesso manager vicino a Lina Souloukou, ex CEO della Roma ora al Forest.
L'agenzia che cura Jones è la stessa di Manuel Akanji e i rapporti sono ottimi. Il giocatore fresco 25enne ha dato la sua apertura, ma tutto passa dal Liverpool che, visti i numerosi infortuni di Slot, al momento è restio alla partenza. Una partita a scacchi che si risolverà nelle prossime ore.
Bodo/Glimt, l'avversario che non ti aspetti: precedenti e insidie del gelo norvegese
"Ma che freddo fa" cantava Nada Malanima nel 1969, e che freddo farà in quel di Bodo l'Inter lo scoprirà il 18 febbraio. Si giocherà con il termometro ampiamente sotto lo zero, sul sintetico, contro chi è riuscito a battere Manchester City e Atletico Madrid sul proprio campo. Un'autentica sfida alle leggi del calcio moderno.
Il Bodo/Glimt non è una squadra qualunque: i norvegesi hanno dimostrato di non essere solo quelli devastanti sul sintetico del Circolo polare artico. La vittoria in casa dell'Atletico Madrid ha certificato la loro crescita, mentre il successo contro il City ha fatto rumore in tutta Europa. Una squadra che sa come far male alle grandi quando meno te lo aspetti.
L'unico precedente sorride all'Inter: nella Coppa delle Coppe 1978/79, i nerazzurri di Bersellini dominarono con un 5-0 a Milano (reti di Beccalossi, Muraro e tripletta di Altobelli) e un 2-1 in trasferta. Ma erano altri tempi, altri giocatori, altro calcio. Oggi il Bodo ha dimostrato di poter competere con chiunque.
Simen Stamsø-Møller, ex attaccante norvegese, ha analizzato l'abbinamento con ottimismo per i suoi connazionali: "L'Inter è solida come una roccia, ma non ha giocatori al livello di Yildiz della Juventus. Se il Bodo riuscisse ad aumentare il ritmo e far muovere la palla, ci sarebbero delle possibilità".
La trasferta norvegese arriva dopo solo quattro giorni dal derby d'Italia contro la Juventus. Un calendario che metterà a dura prova la gestione di Chivu, chiamato a dosare le energie tra campionato, Champions e Coppa Italia. Ma l'Inter ha dimostrato a Dortmund di saper vincere anche in emergenza, e questo è un segnale importante per il futuro.
Chivu da record: secondo 'Coach of the Month' consecutivo, Dimarco rinato
Cristian Chivu cala il bis e si aggiudica il secondo premio consecutivo di 'Coach of the Month' per la Serie A, diventando il miglior allenatore del campionato anche per gennaio. Un riconoscimento che certifica l'eccellente momento dell'Inter: quindici reti segnate nelle sei partite disputate a gennaio, con otto marcatori diversi.
"La squadra di Chivu gioca con entusiasmo" ha commentato l'AD Luigi De Siervo, "proponendo un calcio moderno, intenso e dinamico, in cui le qualità individuali vengono messe sempre al servizio del collettivo. L'allenatore nerazzurro sta guidando il gruppo con lucidità e determinazione".
Federico Dimarco è l'emblema di questa rinascita: l'esterno di Porta Romana ha trovato in Chivu l'allenatore giusto per esprimere tutto il suo potenziale. Sei gol e sette assist in stagione, con quattro reti decisive per sbloccare partite complicate. È l'unico difensore dei cinque grandi campionati europei ad aver superato quota cinque in entrambe le statistiche.
"Giocando più spesso 90 minuti cresci di più" aveva detto Dimarco lanciando una frecciata non troppo velata al passato. Con Chivu ha ritrovato la serenità che gli mancava, culminata con la prodezza di Dortmund: una punizione alla Mariolino Corso che ha sbloccato una partita fondamentale per il cammino europeo.
Il repertorio di Dimarco è completo: sprinta, corre, crossa, tira e segna. In movimento e da fermo, come dimostrato nella Ruhr con la fascia da capitano al braccio per la prima volta. Un'emozione nell'emozione che certifica come l'Inter su quella fascia possa dormire sonni tranquilli.
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