Inter
12 marzo 2026

Digest Nerazzurro: Recuperi, Rivoluzioni e Reazioni

Riassunto

L'Inter si prepara all'Atalanta con i recuperi di Thuram e Dumfries, mentre Bastoni resta in dubbio. Il 6-1 subito dalla Dea col Bayern certifica la crisi del calcio italiano in Europa. In casa nerazzurra si riflette sul futuro di Calhanoglu (sempre più in bilico per gli infortuni) e si lavora sui rinnovi. L'Iran rinuncia ai Mondiali 2026 aprendo uno spiraglio per l'Italia. Intanto si pianifica una rivoluzione estiva con Koné nel mirino e nessuno davvero intoccabile.

Verso l'Atalanta: tornano Thuram e Dumfries, Bastoni in bilico

Importanza: 9/10

Finalmente buone notizie da Appiano. Dopo il derby che ha lasciato l'amaro in bocca, l'Inter può sorridere per i recuperi di Marcus Thuram e Denzel Dumfries, entrambi pronti a tornare titolari contro l'Atalanta. Il francese ritroverà Pio Esposito in attacco, mentre l'olandese - fermo da 125 giorni - restituirà equilibrio tattico alla squadra e permetterà a Dimarco di non essere l'unico sfogo offensivo sulla fascia.

Il punto è questo: con Dumfries la squadra recupera una soluzione tattica praticamente abbandonata in sua assenza. L'olandese ieri era ad Appiano nonostante il giorno di riposo, segno di una voglia matta di tornare protagonista. E Chivu ne ha bisogno, considerando che nelle gare contro Como e Milan l'Inter ha mostrato un calo di produzione offensiva che può diventare pericoloso.

Capitolo Bastoni: il centrale vive giorni di resistenza estrema, tra i fischi che piovono dalla coalizione nazionale del tifo e il dolore alla tibia che lunedì lo faceva zoppicare. Ieri la contusione faceva molto meno male e permetteva qualche speranza per sabato. Normale che voglia rimettersi in piedi per sfidare quella Dea dove è cresciuto dal settore giovanile (esordì proprio con Gasperini nel 2016). Sarà decisiva la visita di oggi con lo staff medico: se non dovesse farcela, Carlos Augusto è pronto a sostituirlo.

Credetemi, riabbracciare il pubblico amico dopo i fischioni del derby farebbe bene al difensore azzurro, ancora accompagnato da quel marchio spiacevole figlio della simulazione contro la Juve. Ma Chivu non correrà rischi: Bastoni giocherà solo se non ci sarà il minimo pericolo, anche perché arriveranno altre partite strategiche per mettere in sicurezza questo campionato.

Atalanta umiliata 6-1: il calcio italiano tocca il fondo

Importanza: 8/10

Questi siamo. E prima ce ne rendiamo conto, meglio è. Il Bayern che brutalizza l'Atalanta con un tennistico 6-1 completa una Champions nella quale la Juve è uscita con i turchi, l'Inter con i norvegesi e il Napoli non è riuscito a piazzarsi fra le prime ventiquattro squadre europee. Sì, rimangono le due finali dell'Inter, ma restiamo appesi a fiammate, episodi, estemporaneità. Non c'è niente di progettuale nel sistema calcio italiano.

Il problema è strutturale: siamo diventati poveri, ma viviamo la sindrome del Conte Mascetti, fingendo di non esserlo. È impensabile che un club italiano possa permettersi di acquistare un campione al culmine della sua carriera, come accadeva regolarmente fino a vent'anni fa. Non siamo ancora attrezzati per prendere i campioni prima che lo diventino, come fanno i portoghesi, o fabbricarceli in casa come i francesi.

Ora, prestate attenzione: Yunus Musah dell'Atalanta ha riassunto tutto con una frase lapidaria dopo la disfatta: "Archiviamo e pensiamo all'Inter". Perché il calcio italiano si è ridotto a questo - sperare che il campionato nazionale possa lenire le ferite europee. Ma anche l'ultima rappresentante della Serie A è uscita di scena nel modo più offensivo possibile.

La distanza economica rispetto al resto d'Europa andrà a divaricarsi sempre di più. Preparatevi: tolta qualche imprevedibile eccezione, sarà sempre peggio. Il Bayern ha mostrato una superiorità tecnica, tattica e atletica tale da far pensare che forse è stato meglio per Inter, Juventus e Napoli aver abbandonato in anticipo il palcoscenico. Non è da escludere che sarebbero state maltrattate a loro volta.

Calhanoglu in bilico: l'Inter riflette sul futuro del regista

Importanza: 7/10

Ai piani alti dell'Inter se lo stanno chiedendo: ha senso trattenere Hakan Calhanoglu a 6,5 milioni l'anno con questa tenuta fisica? Dopo il quarto infortunio in rapida successione, la domanda è legittima. Il turco non ci sarà con l'Atalanta e non è scontato che faccia in tempo per la Fiorentina.

Un'eventuale separazione in estate obbligherebbe a rivedere il reparto. Zielinski lo sta sostituendo al meglio, ma è sempre un coetaneo di Calhanoglu: cucirgli addosso la mediana del futuro potrebbe essere rischioso. Chivu vorrebbe ancora un giocatore fisico, di rottura, come quel Koné cercato l'estate scorsa e per il quale ci sarà presumibilmente una nuova verifica.

Il resto del centrocampo è tutto da verificare. Difficile pensare a un altro anno così per Frattesi, mentre Diouf potrebbe andare via in prestito. Da decidere l'eventuale rinnovo di Mkhitaryan, mentre è già stata decisa la recompra di Stankovic jr (che però potrebbe essere rivenduto in caso di offerta monstre). Non caldissima la pista Goretzka, mentre Curtis Jones è ancora molto apprezzato dal tecnico.

Capitolo rinnovi: in ordine di tempo, i primi a essere blindati saranno Bisseck e Carlos Augusto. Il tedesco guadagna 1,5 milioni l'anno, la dirigenza vorrebbe allungare e magari restare sotto rispetto al doppio richiesto dall'agente. Per il brasiliano viene in aiuto il Decreto Crescita, ma è difficile garantirgli maggiore spazio. C'è poi Dimarco, in scadenza nel 2027 ma con clausola unilaterale: il giocatore vuole restare, la dirigenza vuole tenerlo.

Iran rinuncia ai Mondiali: l'Italia può sperare nel ripescaggio

Importanza: 9/10

Dopo giorni di rumours, ecco la dichiarazione ufficiale: l'Iran non parteciperà ai Mondiali 2026. Il ministro dello Sport Donjamali è stato categorico: "Poiché il governo corrotto degli Stati Uniti ha assassinato il nostro leader Ali Hoseyni Khamanei, in nessuna circostanza abbiamo le condizioni per partecipare".

Una reazione prevedibile, considerando che una delle nazioni organizzatrici sarà proprio gli Stati Uniti. Il Paese che, insieme a Israele, da quasi due settimane bombarda l'Iran fuori da ogni legge internazionale, uccidendo la guida spirituale e migliaia di civili, tra cui oltre 150 bambine. "A causa delle azioni ostili contro l'Iran ci sono state imposte due guerre e migliaia dei nostri cittadini sono stati uccisi", ha spiegato il ministro.

Non è da escludere che venga ripescata l'Italia: il regolamento FIFA prevede ampio potere discrezionale. L'articolo 6.7 stabilisce che "se una federazione si ritira, la FIFA deciderà a propria esclusiva discrezione e adotterà qualsiasi misura ritenuta necessaria". Se non venisse scelta un'altra nazionale asiatica (Iraq negli spareggi), ma si decidesse di ripescare la squadra con il miglior ranking FIFA, al Mondiale ci andrebbero gli azzurri, tredicesimi.

Quello che inizierà a giugno sarà comunque un Mondiale "azzoppato" dal boicottaggio. Un trionfo per Infantino, che a dicembre omaggiava Trump con il "FIFA peace prize" - un premio per la pace a chi ha bombardato 7 nazioni in 13 mesi. Al Mondiale non si assisteva a un boicottaggio da 60 anni: dall'edizione inglese del 1966 e da quella tedesca del 1974.

Inter 2025-26: rivoluzione in vista, nessuno è intoccabile

Importanza: 6/10

Comunque vadano queste ultime 10 partite, nel 2025-26 sarà rivoluzione. Nascerà un'altra Inter sulle ceneri di questa che tante gioie e qualche amarezza ha dato al popolo nerazzurro. Impossibile speculare ancora sul nucleo storico: alcuni lasceranno per limiti di età o contratto, ma anche altri, che parevano saldissimi, potrebbero esserlo meno.

Rispetto al passato nessuno sembra davvero intoccabile, a parte rari casi come Lautaro ed Esposito. Persino due mammasantissima come Bastoni e Barella, copie sbiadite della loro versione migliore, potrebbero partire se arrivasse l'assegno adeguato. Le sconfitte nel doppio derby hanno lasciato malumori anche ai piani alti: proprio contro il Milan è paradigmatico il problema generale contro le big.

Quasi certamente saluteranno Sommer, Darmian, Acerbi, De Vrij e Mkhitaryan per scadenza contratto o carta d'identità. Per il portiere, Vicario è il prediletto dai dirigenti e da Chivu, con le paturnie al Tottenham che lo avvicinano a Milano. In mediana tutto ruoterà attorno al futuro di Calhanoglu: di fronte ai continui guai fisici, la separazione estiva è diventata probabile.

L'obiettivo è rendere la squadra più "tosta", fisica e affamata, come richiesto da Chivu. Il tecnico già mesi fa avrebbe voluto Manu Koné, ma all'Inter non hanno mai smesso di sperare nel francese: riproveranno ad arruolarlo, puntando sulle necessità della Roma. Per l'uomo che cambierebbe il centrocampo si potrà spendere anche più di 40 milioni. Con un'avvertenza: i nerazzurri non cercano un mediano "alla" Koné, vogliono proprio Koné.

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Altre storie dal mondo nerazzurro e non solo. L'ansia nazionali serpeggia ad Appiano: da Lautaro che non vuole mancare alla Finalissima Argentina-Spagna a Calhanoglu determinato per i playoff Turchia-Romania. Sul fronte portieri, Vicario sempre più in uscita dal Tottenham dopo la panchina di Madrid, con Lunin del Real come alternativa. In Serie A crisi gol certificata: solo Lautaro in doppia cifra, mentre Frattesi vive il suo momento più buio con la cura Chivu che non funziona. Per la 29ª giornata Manganiello dirigerà Inter-Atalanta, mentre fa discutere il ritorno di La Penna in Serie A dopo l'errore su Kalulu.

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