Inter
17 marzo 2026

Digest Nerazzurro: Rabbia arbitrale e Milan che spreca tutto

Riassunto

L'Inter monta la rabbia per tre errori arbitrali certificati contro l'Atalanta, sospettando un complotto dopo il caso Bastoni. Il Milan spreca l'occasione d'oro perdendo 1-0 con la Lazio: addio rimonta scudetto, nerazzurri a +8. Mkhitaryan si ferma per infortunio muscolare, Thuram in crisi nera con l'Arabia che chiama. Il Vicenza conquista la Serie B battendo l'Inter U23 2-1 al Menti.

Inter furiosa: tre errori certificati e il sospetto di un complotto

Importanza: 9/10

La rabbia dell'Inter non si placa, anzi monta come un'onda che travolge tutto. Dopo il pareggio con l'Atalanta, in viale della Liberazione hanno fatto i conti e il risultato è agghiacciante: tre errori arbitrali certificati contro uno solo a favore (quello di Bastoni). Il punto è questo: non si tratta più di episodi isolati, ma di una sequenza che inizia a puzzare di bruciato.

Il rigore su Frattesi era talmente evidente che persino Gervasoni e De Marco dell'AIA lo hanno ammesso subito a San Siro. Ma c'è di più: nella stessa azione, secondo il club nerazzurro, c'è stato un altro penalty non fischiato per il contatto Ederson-Dumfries. E qui arriva il primo sospetto: come mai Chiffi, designato come Avar per Inter-Atalanta, è finito al VAR per Lazio-Milan nella stessa giornata? (Una coincidenza che fa storcere il naso quando si parla delle gare di prima e seconda in classifica).

Credetemi, la questione Gariglio è ancora più inquietante. L'ex arbitro, "dismesso" anni fa e poi "riciclato" al VAR, non ha chiamato Manganiello per un rigore che gridava vendetta. La domanda sorge spontanea: se non era buono per arbitrare, perché dovrebbe essere bravo a correggere gli arbitri? La matematica nerazzurra è spietata: rigore inesistente concesso al Napoli, penalty solare negato su Esposito contro la Fiorentina, e ora il caso Atalanta. Tre errori "ufficiali" contro l'Inter, uno solo a favore.

Il grande timore di Marotta e soci è chiaro come il sole: che le decisioni arbitrali errate possano incidere nella corsa scudetto, proprio come accadde l'anno scorso con il rigore su Bisseck contro la Roma (audio VAR prima scomparso e poi riapparso dopo un mese) e il mani dello stesso Bisseck contro la Lazio che regalò lo scudetto al Milan. La storia si ripete? L'Inter non vuole scoprirlo.

Milan, che spreco clamoroso: addio rimonta scudetto

Importanza: 8/10

Altro che corsa scudetto, questa è la corsa dei gamberi. Il Milan aveva l'occasione d'oro servita su un piatto d'argento dopo il pareggio dell'Inter con l'Atalanta, e invece è riuscito nell'impresa di sprecare tutto perdendo 1-0 con la Lazio all'Olimpico. Ora i rossoneri si ritrovano a -8 dalla vetta, con il sogno tricolore che si allontana come un miraggio nel deserto.

Gustav Isaksen ha punito la squadra di Allegri con un gol al 26' su gentile concessione di Estupinan (ironia della sorte, decisivo in negativo dopo essere stato l'eroe del derby). La Lazio di Sarri, pur con tantissime assenze, ha saputo mordere di più grazie al supporto dei tifosi tornati in massa dopo le contestazioni. Il Milan invece ha fatto il Milan: attendista, prevedibile, senza quella cattiveria necessaria per vincere le partite sporche.

Capitolo Leao: il portoghese ha vissuto l'ennesima serata da dimenticare, culminata con la sostituzione al 65' e il rifiuto dell'abbraccio di Allegri. Una sceneggiata che francamente poteva risparmiarsi, considerando la prestazione tutt'altro che memorabile. Nove gol stagionali non bastano a giustificare le troppe pause, quelle ombre che irritano tifosi e compagni di squadra.

La verità è che il Milan, dopo aver perso questo bonus prezioso, deve pure guardarsi alle spalle. Il Napoli è a -1, il Como rampante a -6 dopo aver battuto la Roma. Per la Champions è tutto aperto, e forse aveva ragione Allegri quando diceva di guardare dietro anziché davanti. Otto punti a nove giornate dalla fine sono tanti, troppi per una rimonta che ora sa di utopia. L'Inter può tirare un sospiro di sollievo: i fantasmi del crollo finale si allontanano, almeno per ora.

Mkhitaryan si ferma: altro grattacapo per Chivu

Importanza: 7/10

Come se non bastassero le polemiche arbitrali, ora Chivu deve fare i conti anche con l'infermeria. Henrikh Mkhitaryan ha accusato un risentimento al bicipite femorale della coscia sinistra durante Inter-Atalanta e salterà sicuramente la trasferta di Firenze. Gli esami strumentali all'Humanitas di Rozzano hanno confermato i timori: l'armeno sarà rivalutato nei prossimi giorni, ma difficilmente recupererà prima della sosta.

Il problema è che stiamo parlando di un giocatore diventato imprescindibile per l'equilibrio nerazzurro. A 37 anni suonati (ne compirà 38 a gennaio), Mkhitaryan continua a essere una delle poche certezze in un centrocampo che fa fatica. Mentre Barella appare involuto, Sucic timido nei duelli e Frattesi sempre più ai margini, l'ex Roma garantisce esperienza e qualità in mezzo al campo.

La statistica è impietosa: nelle 13 partite giocate da Mkhitaryan l'Inter ha vinto il 77% delle volte con 2,4 gol di media, mentre nelle sei gare senza di lui la percentuale di successi crolla al 33% con appena un gol a partita. Numeri che fanno tremare i polsi e che spiegano perché l'Inter stia valutando seriamente il rinnovo del contratto in scadenza nel 2028, nonostante la politica di Oaktree sia orientata al ringiovanimento.

Il centrocampo nerazzurro, considerato tra i migliori d'Europa, sta mostrando crepe preoccupanti. Calhanoglu frenato dai problemi fisici, Diouf ancora oggetto misterioso nonostante sia aprile alle porte, e ora pure Mkhitaryan ko. In questo scenario, l'unica vera garanzia rimane Zielinski. Chivu dovrà inventarsi qualcosa per non disperdere il vantaggio sul Milan, sperando che la sosta arrivi al momento giusto per recuperare i pezzi.

Thuram in crisi nera: l'Arabia chiama, l'Inter riflette

Importanza: 7/10

Marcus Thuram ha staccato la spina e si vede. L'attaccante francese è in un momento di forma pessimo che sta facendo discutere tutto l'ambiente nerazzurro. Contro l'Atalanta ha sprecato malamente l'assist di Mkhitaryan per il 2-0 che avrebbe chiuso la partita, un errore imperdonabile che ha scatenato i fischi di San Siro.

I numeri parlano chiaro: l'ultima rete risale all'8 febbraio contro il Sassuolo, appena tre gol da inizio anno. Il francese sembra eclissato, un'ombra del giocatore che aveva impressionato nella prima parte di stagione. La crescita di Pio Esposito non è casuale: mentre il giovane brilla, Thuram si spegne, e non si capisce se le due cose siano collegate o se il 29enne soffra la concorrenza del compagno in esplosione.

Fuori dal campo, alcuni segnali stanno facendo storcere il naso ai tifosi. La story su Instagram per il compleanno di Pogba ("Longue vie Piochy" con tanto di emoji della capra) non è passata inosservata, soprattutto dopo il comportamento poco veemente nell'esultanza del gol in Juventus-Inter 4-3. Piccoli dettagli che però alimentano i dubbi sulla sua totale dedizione alla causa nerazzurra.

Il richiamo dell'Arabia Saudita si fa sempre più insistente. Secondo le indiscrezioni, un'offertona dalla Saudi League sarebbe già arrivata o comunque in arrivo per un giocatore che il 6 agosto compirà 29 anni e dovrà firmare l'ultimo contratto importante della carriera. La clausola rescissoria da 85 milioni è proibitiva, ma l'Inter potrebbe sedersi al tavolo per cifre più ragionevoli. Con Esposito che sboccia e Thuram in crisi, la prossima estate potrebbe essere quella del passaggio di testimone. L'Arabia chiama, l'Inter riflette.

Vicenza in Serie B: l'Inter U23 non riesce nel miracolo

Importanza: 8/10

Il Vicenza è tornato in Serie B dopo quattro anni di purgatorio. Al Menti, davanti a quasi 12.000 spettatori in delirio, i biancorossi hanno battuto 2-1 l'Inter U23 conquistando la promozione con sei giornate di anticipo. Una cavalcata trionfale quella della squadra di Fabio Gallo, che taglia il traguardo con una tempistica da record.

Capello e Stuckler, i due protagonisti della serata magica. Il primo ha sbloccato il match al 31' approfittando di un'uscita a vuoto di Calligaris su corner, il secondo ha raddoppiato nella ripresa di testa su cross di Zonta. L'Inter U23 ha provato a rovinare la festa con il gol di Kamaté al 66', ma non è bastato per evitare l'esplosione di gioia del Menti.

Per Stefano Vecchi, ex di serata, accolto da un grande applauso, resta il rammarico di non essere riuscito nel colpaccio. I giovani nerazzurri hanno giocato un buon secondo tempo, dimostrando carattere e non facendo da semplici comparse. Ma la spinta del pubblico di casa e la qualità del Vicenza hanno fatto la differenza in una serata che rimarrà nella storia del calcio veneto.

Fabio Gallo può festeggiare il secondo campionato vinto in due anni: dopo l'Entella nel girone B, ora il trionfo con il Vicenza nel girone A. Un allenatore che ha dimostrato di saper vincere ovunque vada, meritandosi a pieno titolo il ritorno in Serie B. Per l'Inter U23 invece la stagione continua con l'obiettivo playoff, ma servirà una reazione immediata per non vanificare il lavoro di una stagione comunque positiva.

Da Leggere Più Tardi

Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati

Capitolo infermeria: oltre a Mkhitaryan, Lautaro Martinez punta al recupero per la Fiorentina dopo il lungo stop. Il Toro vorrebbe esserci anche per l'eventuale amichevole dell'Argentina a Rosario, ma l'Inter spinge per tenerlo ad Appiano. Bastoni nel mirino: il Ministro Abodi interviene sulla convocazione del difensore nerazzurro, mentre crescono le voci di un possibile addio a fine stagione per finanziare il mercato. Chivu squalificato: il tecnico salterà la trasferta di Firenze, con Kolarov candidato alla panchina se non arriverà anche per lui una sanzione. Mercato in movimento: Vicario favorito per la porta, mentre spunta l'interesse per Perrone del Como. Inter Women: le ragazze di Piovani travolgono il Sassuolo 3-0 e si portano a -4 dalla Roma capolista.

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