Digest Nerazzurro: L'Inter vola, l'Arsenal si avvicina
Riassunto
L'Inter allunga a +9 sulla Juventus grazie al gol di Lautaro su assist di Pio Esposito a Udine, raggiungendo quota 16 vittorie in 21 gare (record che storicamente porta sempre allo scudetto). Martedì arriva l'Arsenal imbattuto per una sfida cruciale per gli ottavi di Champions. La Juventus crolla a Cagliari e accelera su Mateta (33 milioni al Crystal Palace), mentre il Milan risponde presente battendo il Lecce con Fullkrug al primo gol in rossonero. I nerazzurri Women battono 2-1 la Juventus in rimonta, consolidando il momento magico interista.
Lautaro-Esposito, la coppia d'oro che fa volare l'Inter
Meravigliosamente Lautaro. Non c'è altro modo per descrivere il gol che ha deciso Udinese-Inter, una perla da far vedere alle scuole calcio (come scrive giustamente qualcuno). Il Toro ha aspettato quell'attimo in più per prendere la mira, ha fatto spostare Okoye e poi ha depositato un colpo da biliardo nell'angolino. Classe cristallina, tecnica sopraffina.
Ma dietro quel capolavoro c'è la sponda perfetta di Pio Esposito, sempre più decisivo in questa Inter che macina vittorie. Il ragazzo ha fatto ciò che gli riesce meglio: controllo di prima e assist millimetrico per il capitano. È la quarta volta che serve Lautaro in campionato, un'intesa che sta diventando letale per le difese avversarie.
L'Inter ha dominato senza sforzi per settanta minuti abbondanti, creando occasioni a ripetizione ma peccando ancora nella finalizzazione (il solito difetto di questa squadra, diciamocelo). Chivu ha gestito il turnover alla perfezione, lasciando a riposo Thuram e Bastoni senza che la squadra ne risentisse minimamente.
Ora, prestate attenzione: con questa vittoria i nerazzurri salgono a 49 punti, portandosi a +9 sulla Juventus crollata a Cagliari. Sono 16 vittorie nelle prime 21 partite, un ruolino di marcia da scudetto che nelle cinque precedenti occasioni ha sempre portato al tricolore. L'undicesimo clean sheet stagionale (primato in Serie A) certifica una solidità difensiva impressionante.
Martedì arriva l'Arsenal a San Siro, ma questa Inter ha dimostrato di saper vincere anche quando non brilla. Il punto è questo: Chivu ha imparato l'arte di vincere di quel tanto che basta, specialità che all'Inter non è mai stata di casa ma che in Italia, storicamente, porta trofei.
Arsenal a San Siro: la sfida che vale gli ottavi
Attenta, Inter: martedì a San Siro arriva probabilmente la squadra più forte d'Europa in questo momento. L'Arsenal di Arteta non sarà più imbattibile come sembrava a inizio dicembre, ma resta una macchina da guerra con opzioni illimitate che nel Continente nessuno può vantare.
I Gunners si presentano come l'unica squadra ancora a punteggio pieno nella League Phase di Champions League. Un dato che fa riflettere: l'Inter fu l'ultima a fermarli in questa fase della competizione, nella scorsa stagione con il rigore di Calhanoglu. Da allora, dieci vittorie consecutive.
I precedenti sorridono ai nerazzurri: nel 2003/04 vittoria per 3-0 ad Highbury alla prima giornata, poi il clamoroso 1-5 subito a San Siro al ritorno (doppietta di Henry che ancora fa male). Capitolo attuale: l'Inter deve evitare la sconfitta per restare in corsa per gli ottavi diretti, con l'ultima trasferta a Dortmund che si preannuncia decisiva.
Chivu e un giocatore parleranno lunedì alle 14 ad Appiano Gentile, mentre l'allenamento è fissato alle 11.30. L'Arsenal terrà la conferenza alle 19 direttamente a San Siro. Credetemi, sarà una di quelle serate che possono segnare una stagione.
L'arbitro sarà il portoghese Joao Pinheiro, che ha già diretto i nerazzurri nella vittoria contro il Lipsia lo scorso novembre. Un solo precedente, un buon ricordo. Servirà tutto l'aiuto possibile contro una squadra che in Europa non sbaglia praticamente mai.
Juventus nel caos: Mateta l'ultima spiaggia
La sconfitta di Cagliari ha certificato quello che si sapeva già: a questa Juventus manca il gol. David e Openda hanno deluso ancora una volta (due tiri il canadese senza inquadrare la porta, uno solo il belge), lasciando tutto il peso dell'attacco sulle spalle di Yildiz.
Spalletti non si nasconde più: "Anche il pareggio non avrebbe sistemato le cose". I numeri parlano chiaro: 21 tiri contro il Cagliari, 11 da dentro l'area, 34 palle inattive sprecate. Il problema è evidente: si crea tanto ma non si concretizza nulla.
Ecco perché Comolli ha rotto gli indugi su Jean-Philippe Mateta. Il francese del Crystal Palace è ritenuto l'elemento ideale per far svoltare la Juventus, quello che può valere 5-6 punti in più in classifica. L'accordo con il giocatore c'è già: contratto quadriennale pronto.
La trattativa con il Palace si sta sbloccando: si ragiona su 33 milioni tra prestito e riscatto obbligatorio in caso di qualificazione europea (praticamente scontata). Ma attenzione: c'è il nodo delle commissioni degli agenti, ostacolo non da poco.
L'alternativa è En-Nesyri del Fenerbahçe, disponibile in prestito secco fino a giugno. Il marocchino vuole lasciare la Turchia e può essere la soluzione tampone, rimandando all'estate l'assalto definitivo a Mateta (che nel frattempo costerebbe meno, essendo più vicino alla scadenza).
Capitolo urgenza: con Vlahovic out fino a metà marzo, Spalletti ha bisogno di un finalizzatore subito. La Juventus non può permettersi altri passi falsi nella corsa al quarto posto.
Allegri e l'arte del risultato: Fullkrug decide
Tre minuti. Tanto è bastato a Niclas Fullkrug per entrare nella storia del Milan e regalare altri tre punti ad Allegri. Il tedesco, subentrato al 73', ha trovato subito la combinazione vincente: cross perfetto di Saelemaekers, stacco imperioso e primo gol in rossonero.
"Cross così sono il sogno di ogni attaccante", ha detto Fullkrug nel post-partita. E aveva ragione: l'assist del belga è stato millimetrico, il movimento in area da centravanti vero. Nove mesi senza segnare in campionato (l'ultimo gol risaliva al 5 aprile con il West Ham), ma la classe non si scorda.
Allegri si gode il suo nuovo jolly: "È una soluzione importante per i finali di partita". Il tecnico livornese ha dimostrato ancora una volta di saper leggere le partite, inserendo al momento giusto l'uomo giusto. Come Chivu con Pio Esposito, stesso stadio, stesso avversario, stesso risultato.
Il piano di Max prosegue nella sua semplice diabolicità: prima mettere un cuscinetto di sicurezza sul quinto posto (ora sono sette i punti di vantaggio sulla Juventus), poi continuare a far sentire il fiato sul collo all'Inter. "L'obiettivo resta il quarto posto", ripete come un mantra, ma ormai nessuno ci crede più.
Jashari ha fatto una gran bella partita ("gestione del pallone e intensità della corsa", lo elogia Allegri), Ricci si conferma intelligente e verticale. Ma soprattutto: il Milan ha trovato il suo antidoto alle piccole, quel centravanti fisico che sa fare a sportellate e resta in area senza farsi buttare giù.
Prossima tappa: Roma all'Olimpico. Con Fullkrug che scalpita per una maglia da titolare.
Inter da record: 16 vittorie, destinazione scudetto
I numeri non mentono mai. E quelli dell'Inter di Chivu sono da capogiro: 16 vittorie nelle prime 21 partite di campionato, un ruolino di marcia che nella storia nerazzurra ha sempre portato al tricolore. Sempre, senza eccezioni.
Con i 49 punti conquistati fino a questo momento, l'Inter eguaglia quanto fatto nelle precedenti 27 stagioni nell'era dei tre punti a vittoria. Un dato impressionante che certifica la solidità di questa squadra, capace di vincere anche quando non brilla.
Nelle cinque precedenti occasioni in cui i nerazzurri avevano superato quota 15 vittorie dopo 21 gare, il finale di stagione ha sempre sorriso con la conquista dello scudetto. L'ultima volta nel 2023/24, quando Inzaghi guidò la squadra al ventesimo titolo della storia.
Ora tocca a Chivu scrivere un nuovo capitolo di questa storia gloriosa. Il tecnico rumeno ha dimostrato di aver imparato l'arte di vincere "di quel tanto che basta", specialità che all'Inter non è mai stata di casa ma che in Italia, storicamente, porta trofei.
L'undicesimo clean sheet in Serie A (primato assoluto) testimonia una crescita difensiva notevole rispetto al passato. La gestione del turnover è perfetta, tutti i giocatori si sentono coinvolti e pronti quando chiamati in causa.
Il punto è questo: questa Inter ha tutti i numeri per vincere lo scudetto. I precedenti storici lo confermano, le statistiche pure. Mancano ancora 17 partite, ma la strada sembra tracciata verso un traguardo che a Milano aspettano da troppo tempo.
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