Digest Nerazzurro - L'Inter vola, il Napoli affonda
Riassunto
Weekend perfetto per l'Inter che vola in classifica senza giocare: Napoli travolto 3-0 dalla Juve (Conte in emergenza totale), Milan fermato 1-1 dalla Roma. Nerazzurri ora a +9 su Conte e +5 su Allegri. Dimarco sempre più leader con 7 assist in A, Perisic aspetta l'esito di PSV-Bayern per tornare a Milano. Juventus rinata con David protagonista, En-Nesyri dice no al trasferimento.
Fuga Inter: +9 sul Napoli, +5 sul Milan. Chivu può sorridere
Tra i quattro litiganti, l'Inter gode. E come gode, credetemi. Mentre Chivu si godeva una serata in famiglia (giustamente, dopo la goleada al Pisa), i suoi rivali si sono fatti del male da soli all'Olimpico e allo Stadium. Il punto è questo: l'Inter ha dato il primo vero strappo a un campionato che sembrava ancora senza padrone.
Il Milan di Allegri ha pareggiato 1-1 con la Roma, sprecando l'occasione di tenere il passo. Nel primo tempo i rossoneri non si sono proprio visti (una sola conclusione contro le dodici giallorosse), salvati solo dalle parate miracolose di Maignan. Nella ripresa il vantaggio di De Winter sembrava aver messo la partita sui binari giusti, ma il rigore di Pellegrini per il fallo di mano di Bartesaghi ha rovinato tutto. Risultato? L'Inter vola a +5 sui rossoneri.
Ma il vero disastro è quello del Napoli, travolto 3-0 dalla Juventus di Spalletti. Una squadra, quella di Conte, ormai in caduta libera e decimata dagli infortuni. Nove punti dall'Inter sono tanti, tantissimi. Troppi per una squadra che doveva lottare per lo scudetto e che invece si ritrova con l'acqua alla gola. La Juventus, invece, si è ripresa alla grande: David, Yildiz e Kostic hanno firmato una vittoria che vale oro per la corsa Champions.
Capitolo classifica: l'Inter comanda con 52 punti, Milan secondo a 47, Roma e Napoli appaiate a 43, Juventus quinta a 42. Mancano ancora 16 giornate, è vero, ma questi tre indizi fanno una prova: i nerazzurri hanno l'attacco più prolifico (50 gol), la rosa più strutturata e ora anche il vantaggio psicologico. Il tedoforo Chivu può percorrere i suoi 200 metri olimpici in tuta Armani e in tranquillità.
Conte sconfitto nel ritorno allo Stadium: Juve-Napoli 3-0, che mazzata
Sconsolato, fischiato, dominato dalla Juve: il ritorno di Antonio Conte allo Stadium è stato un flop totale. Il Napoli è crollato 3-0 contro una Juventus rinata, in una serata che sa di mazzata definitiva alle ambizioni scudetto degli azzurri.
La partita si è messa subito male per Conte, accolto dai fischi incessanti dei tifosi bianconeri che evidentemente non hanno dimenticato il dito medio ad Agnelli. Il primo gol di David al 22' ha spezzato l'equilibrio, con il canadese bravo a superare Meret dopo un pregevole assist di Locatelli. Il Napoli, già falcidiato da dieci assenze (Neres, Politano, Anguissa, Rrahmani, De Bruyne e altri), non è mai riuscito a reagire con convinzione.
Nella ripresa Spalletti ha ridisegnato la Juve con un 4-4-2, inserendo Kostic e Cabal, e la mossa si è rivelata fatale per gli ospiti. Yildiz ha firmato il 2-0 al 75', ben servito da Miretti, poi Kostic ha calato il tris nel tripudio dello Stadium. Per Conte, che a fine partita ha lasciato da soli i suoi giocatori a salutare i tifosi, è stata una serata da dimenticare.
"È praticamente impossibile andare avanti così", ha ammesso amaramente l'allenatore del Napoli. "Siamo in super emergenza, non recupera nessuno. Per la prima volta in carriera ho fatto giocare un calciatore senza averlo mai visto in allenamento". Il riferimento è a Giovane, arrivato ieri dal Verona. Ora il Napoli è a -9 dall'Inter: troppi per sperare ancora nello scudetto. La barca è in mezzo al mare con onde altissime, ma dalla nave nessuno vuole scendere. Servirebbe un miracolo, e Conte ha detto che si sta attrezzando.
Roma-Milan 1-1: il pareggio dell'Olimpico fa sorridere l'Inter
Anche Roma-Milan sorride all'Inter: il big match dell'Olimpico si è chiuso sull'1-1, un risultato che permette ai nerazzurri di volare a +5 sui rossoneri di Allegri. Una partita ricca di episodi e polemiche, che ha visto la Roma dominare nel primo tempo e il Milan reagire nella ripresa.
L'avvio è stato tutto giallorosso: la squadra di Gasperini ha costruito diverse occasioni, soprattutto con Malen, ma ha trovato sulla sua strada un Maignan in stato di grazia. Il portiere francese è stato decisivo con almeno tre parate importanti, tenendo a galla un Milan che nel primo tempo ha tirato una sola volta verso la porta di Svilar.
Nella ripresa è cambiata l'inerzia: il Milan è entrato meglio in campo e al 60' ha trovato il vantaggio con De Winter, bravo a finalizzare di testa un preciso cross di Modric. Sembrava fatta per i rossoneri, ma Gasperini ha scosso la Roma con i cambi e la mossa è stata premiata: su un cross di Wesley, Bartesaghi ha toccato con la mano e l'arbitro ha assegnato il rigore. Pellegrini è stato freddo dal dischetto per l'1-1 finale.
Le polemiche non sono mancate: "Senza quel rigore non avrebbero mai segnato", la frecciata di Modric alla Roma. Maignan ha rincarato la dose: "Che cosa deve fare Bartesaghi? Si taglia il braccio? La palla è vicina a lui e Celik calcia sulla sua mano". Ma il risultato è questo: l'Inter allunga a +5 sul Milan, che ora deve fare i conti con una classifica che si complica. L'obiettivo Champions resta alla portata, ma lo scudetto si allontana sempre di più.
Dimarco show: leader negli assist e game changer assoluto
Federico Dimarco è stata la chiave che ha permesso a Chivu di aprire il kit di emergenza contro il Pisa. Quando l'Inter era sotto 0-2, l'ingresso di Dimash al posto di Luis Henrique ha cambiato completamente la partita. Il tempismo nella scelta di Chivu è stato perfetto, anche se in molti lo hanno capito soltanto dopo.
I numeri parlano chiaro: con la super prestazione contro i toscani, Dimarco è salito a 12 partecipazioni al gol in 20 presenze stagionali, stabilendo il suo record personale in Serie A. Un dato che lo rende anche il difensore con il maggior numero di partecipazioni al gol nei Big-5 campionati europei, davanti a tutti. In Serie A comanda la classifica degli assist con 7 passaggi vincenti, seguito da Rodriguez e Nico Paz.
Quello che colpisce di più è la rinascita del canterano nerazzurro rispetto allo scorso anno. Il suo mancino, l'alchimia con Bastoni, l'orgoglio che in determinate situazioni porta ad alzare ancora di più il rendimento sono i presupposti su cui Chivu ha voluto far leva. La scossa è stata pressoché immediata: quando è entrato, il baricentro tecnico e offensivo si è notevolmente innalzato.
L'incastro con l'idea di gioco dell'allenatore rumeno è perfetto. Chivu anche a destra spererebbe di poter lavorare con un profilo molto più simile a Dimarco. Cosa che non è Luis Henrique, ma tantomeno Dumfries. Per questo motivo, a prescindere da gennaio, bisognerà ragionare bene sul futuro dell'altra catena. Per far sì che l'Inter non penda più da un lato c'è bisogno di alzare la qualità anche sulla destra. I canali social nerazzurri lo esaltano così: "Fissato nella mente", con l'immagine di Dimash che indica proprio l'importanza della testa.
Perisic-Inter: trattativa in standby, mercoledì sera sarà decisiva
Ivan Perisic tiene le dita incrociate nella speranza di tornare a vestire la maglia dell'Inter. L'entourage dell'esterno croato ha già stretto la mano al direttore sportivo Piero Ausilio, ma manca ancora l'ok del PSV Eindhoven. La chiave di tutto sarà mercoledì sera, quando gli olandesi affronteranno il Bayern Monaco in Champions League.
La situazione è cristallizzata: se il PSV dovesse salutare la Champions League, potrebbe seriamente prendere in considerazione l'idea di accontentare Perisic, che ha ancora un anno e mezzo di contratto con loro. Altrimenti, a pochi giorni dalla deadline del mercato invernale, in viale della Liberazione dovranno battere altre piste per colmare una lacuna che è sotto gli occhi di tutti.
Il tecnico Peter Bosz ha escluso che l'esclusione iniziale di Perisic nell'ultima partita di campionato c'entri con le voci di mercato: "Ivan ha quasi 37 anni e giochiamo tante partite in poco tempo. Mi piacerebbe averlo con me, ma preferibilmente per un periodo più lungo". Una frase che lascia intendere come il PSV non sia del tutto chiuso alla cessione.
L'attenzione sul mercato dell'Inter è quasi tutta rivolta nella ricerca del sostituto di Denzel Dumfries, alle prese con la lunga convalescenza. Il nome più caldo resta quello di Perisic, motivo per il quale in Viale della Liberazione non si muoverà nulla fino ad almeno mercoledì. Il croato vorrebbe tornare a Milano, dove verrebbe riaccolto molto volentieri. Ora bisogna solo aspettare l'esito della sfida europea: sarà quella a decidere il futuro del "brate".
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Capitolo mercato: la Juventus ha chiuso definitivamente per En-Nesyri, con Chiellini che ha tagliato corto: "Trattativa chiusa, non possiamo comprarlo a titolo definitivo". I bianconeri ora puntano su Chiesa e Zirkzee. Colpo di scena Lazio: Romagnoli resta, nonostante l'accordo con l'Al-Sadd. Lotito ha deciso: "Non è mai stato sul mercato". Giovani talenti: Stankovic continua a brillare in Belgio con doppietta e premio MVP, mentre l'Inter lavora su Jakirovic e Mlacic. Fratelli Thuram: Khephren esclude categoricamente l'Inter ("Non andrei mai"), mentre Marcus era in tribuna allo Stadium per vedere il fratello. Altre news: Nainggolan riparte col botto in Belgio con un gol spettacolare, Raspadori frecciatina alla Roma ("Atalanta sempre prima scelta").
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