Digest Nerazzurro - La Rimonta che Vale una Stagione
Riassunto
L'Inter si prepara alla rimonta Champions contro il Bodo con 65mila spettatori a San Siro e 20 milioni in palio. Il +10 sul Milan blinda lo scudetto e permette di concentrarsi sull'Europa. Dumfries torna dopo 3 mesi, Thuram chiamato al riscatto. La Juventus sprofonda nel baratro con il peggior dato in 15 anni.
San Siro si prepara alla rimonta impossibile: 65mila per credere nel miracolo
Credetemi, quando San Siro chiama, l'Inter risponde. E stasera il Meazza si prepara ad accogliere 65mila anime coraggiose per quella che tutti chiamano "la rimonta impossibile" contro il Bodo/Glimt. Impossibile? Ma quando mai. L'Inter ha nella sua storia pagine scritte proprio con queste notti magiche: dall'Aston Villa nel '90-'91 allo Strasburgo nel '97-'98, fino al leggendario 3-0 al Liverpool del '64-'65.
Il punto è questo: stavolta non sarà sold-out, ma 65mila spettatori per una partita fuori abbonamento sono comunque un segnale forte. I prezzi contenuti (terzo anello verde a 14 euro) dimostrano che la società vuole riempire la Scala del calcio per spingere i ragazzi di Chivu verso l'impresa. Dall'altra parte arriveranno 3mila norvegesi, reduci dal ritiro di Marbella e pronti a difendere il 3-1 dell'andata.
Capitolo Chivu: l'allenatore romeno sa cosa significa vincere la Champions da giocatore e conosce il sapore delle rimonte europee. Era in campo quando l'Inter ribaltò il Bayern Monaco nel 2011, da 1-0 al Meazza a 3-2 in Germania con il gol di Pandev nel finale. Quella notte insegnò che in Europa tutto è possibile, soprattutto quando hai la storia dalla tua parte.
Federico Dimarco sarà l'arma in più: rimasto in panchina 90 minuti in Norvegia, l'esterno mancino è nel momento magico della sua carriera. Un gol e otto assist nelle ultime cinque di campionato non sono casualità, sono la dimostrazione che quando Federico è in giornata, San Siro diventa un laboratorio di magia calcistica. I suoi cross dal fondo e i suoi calci piazzati potrebbero essere la chiave per scardinare la difesa norvegese.
Anche Klopp ci crede: l'ex tecnico del Liverpool, intercettato ai Giochi di Milano-Cortina, ha elogiato il cammino del Bodo ma ha lanciato un monito che suona come una carezza per l'Inter: "Una volta col Liverpool vincemmo 5-2 in casa e fummo eliminati. Quindi non è ancora finita". Parole che pesano come macigni e che Chivu farà sicuramente sentire ai suoi prima del fischio d'inizio.
Il +10 che cambia tutto: scudetto blindato, ora l'Europa chiama
È finita, andate in pace. Il Milan è caduto in casa contro il Parma e l'Inter può già iniziare a preparare la festa scudetto. Dieci punti di vantaggio a 12 giornate dalla fine non sono un margine, sono una voragine che nemmeno il più ottimista dei milanisti può sperare di colmare. E pensare che all'alba della stagione, dopo quei tre punticini raccolti nelle prime tre giornate, sembrava iniziata la traversata nel deserto post-Inzaghi.
Mai previsione fu più sbagliata. Chivu ha cancellato la memoria breve e costruito bullone dopo bullone questo carrarmato che schiaccia la Serie A. Quattordici risultati utili consecutivi, di cui tredici vittorie, sono numeri da Inter dei record. È solo la quarta volta in 118 anni che i nerazzurri arrivano a quota 64 punti dopo 26 giornate: l'Inter del Trap nel '88-'89 aveva fatto 65, quella del post-Calciopoli 70, quella della seconda stella 69.
Il crollo del Milan apre scenari inediti. Ora l'Inter può permettersi di spostare le energie sulla Champions senza l'assillo del campionato. Il +10 sui cugini e i 14 punti su Napoli e Roma terze in classifica sono un Carnevale ambrosiano sotto la sede di Viale della Liberazione. Finora la priorità dichiarata era sempre stata il campionato, ma adesso è difficile pensare che Inter-Bodo valga meno di Inter-Genoa di sabato prossimo.
Sorrentino ha chiuso il discorso: "Non c'è più nulla da dire perché i punti di vantaggio sono tantissimi". L'ex portiere ha fotografato una realtà che tutti vedono ma che in pochi hanno il coraggio di ammettere. Questa Inter può soltanto perdere il suo ventunesimo scudetto e non lo farà, perché la squadra di Chivu è la più strutturata e solida della Serie A.
Una stagione fa l'Inter dilapidava una fortuna in campionato mentre sbalordiva in Europa, anche perché il Napoli le soffiava alle spalle. Oggi il margine d'errore è ampio e tranquillizzante: l'imprevedibile Champions può finalmente affiancarsi a questo campionato quasi già blindato. Un obiettivo non esclude più l'altro, e questo è il regalo più bello che il Milan potesse fare ai cugini.
Juventus nel baratro: Spalletti e il peggior dato degli ultimi 15 anni
"Vi giocate la Juventus". Con queste parole Luciano Spalletti ha scosso il gruppo bianconero dopo il tracollo casalingo contro il Como. Non è più questione di Champions o di gloria: è questione di dignità, di essere all'altezza della maglia che indossano. E i numeri, quelli che a Spalletti non piacciono, raccontano una storia impietosa.
Quarantasei punti in 26 giornate: il peggior risultato degli ultimi 15 anni per la Juventus. Nemmeno Delneri aveva fatto così male, e persino Thiago Motta l'anno scorso, in una stagione considerata fallimentare, aveva tre punti in più a questo punto del campionato. La somma tra Tudor e Spalletti fa 46 punti, una cifra che certifica come questa Juventus sia la più debole degli ultimi tre lustri.
Il crollo è sotto gli occhi di tutti: una vittoria e quattro sconfitte nelle ultime cinque partite, con una media di tre gol subiti per match. Di Gregorio "sembra in uno stato di coma" secondo Tacconi, che dal suo passato da portiere bianconero osserva sconsolato: "Prendere gol a ogni tiro per un portiere è fonte di pensieri". Ma il problema non è solo individuale, è sistemico.
Spalletti ha ammesso le sue colpe nella gestione dei momenti, proprio come era successo a Napoli. Ha capito di aver rotto un equilibrio fondamentale e di non aver tastato correttamente l'umore della squadra dopo il ko di San Siro con l'Inter. Quella mazzata continua a riaffiorare nei momenti più negativi, come un fantasma che tormenta la stagione bianconera.
La Roma è a soli quattro punti e mercoledì c'è il Galatasaray in Champions, poi domenica l'Olimpico. Due partite che possono cambiare tutto o certificare definitivamente il fallimento. "In queste partite vi state giocando la Juventus", ha detto Spalletti ai suoi. Non la Champions, non la gloria: la Juventus stessa. E questo, forse, è il messaggio più drammatico di tutti.
I venti milioni della rimonta: quando il calcio incontra il bilancio
Non è solo questione di cuore, è anche questione di portafoglio. Inter-Bodo vale circa venti milioni di euro: undici della mancata qualificazione agli ottavi e nove del maxi-incasso del botteghino di San Siro. Numeri che fanno riflettere su quanto sia importante questa rimonta non solo dal punto di vista sportivo, ma anche economico.
L'ultimo bilancio nerazzurro è stato da record: 35 milioni di risultato netto positivo, grazie soprattutto ai 190 milioni derivanti dal cammino fino alla finale di Champions persa contro il PSG. Un introito arricchito anche dai 31 milioni puliti del Mondiale per Club della scorsa estate. Il business di San Siro è cresciuto da 71 a 99 milioni, anche grazie all'aumento del listino prezzi.
Una performance economica difficile da replicare, anche perché il prossimo Mondiale ci sarà solo nel 2029. Ecco perché ogni euro conta, ecco perché questa rimonta contro il Bodo assume un valore che va oltre il semplice aspetto tecnico-tattico. L'anno scorso, tra Bayern Monaco e Barcellona, i nerazzurri incassarono circa 10 e 14 milioni tra quarti e semifinale.
I numeri sorridono a Chivu: in 12 partite stagionali su 38 l'Inter ha segnato tre gol o più, in 25 ne ha segnati almeno due. La macchina da gol nerazzurra funziona e stasera dovrà dimostrarlo contro una difesa norvegese che all'andata ha saputo resistere solo fino al primo tempo.
Negli ultimi quattro anni l'Inter ha sempre raggiunto almeno gli ottavi, con due finali di Champions di mezzo. Uscire ora, contro il Bodo, sarebbe una mazzata non solo sportiva ma anche finanziaria. Venti milioni che potrebbero fare la differenza nelle strategie di mercato estive e nella programmazione futura. Il calcio moderno è anche questo: quando scendi in campo, non porti con te solo i sogni dei tifosi, ma anche i conti della società.
Dumfries torna dal tunnel: tre mesi dopo rivede la luce
Finalmente una buona notizia dall'infermeria. Denzel Dumfries ha svolto tutto l'allenamento con i compagni e potrebbe strappare una convocazione per la sfida contro il Bodo/Glimt. Dopo oltre tre mesi di stop, l'olandese rivede la luce in fondo al tunnel e Chivu potrebbe pensare di portarlo almeno in panchina per fargli respirare il clima partita.
Diverso il discorso per Calhanoglu, che ieri ha svolto solo una parte di allenamento con il gruppo. Il turco è più indietro rispetto al compagno e difficilmente sarà nella lista dei convocati. Il suo rientro a tempo pieno è previsto da mercoledì o giovedì, in vista della partita contro il Genoa. Una gestione prudente che dimostra come l'Inter non voglia correre rischi inutili.
Con Lautaro fermo per un mese, l'Inter ha bisogno del "vero" Thuram, quello che a Lecce si è visto solo a sprazzi. Il francese avrà modo di rifarsi già stasera in una missione ben più complicata rispetto a quella del Via del Mare. Inter-Bodo può essere l'occasione giusta per mostrare che ci si può fidare, che nelle gerarchie è giusto considerarlo ancora davanti agli altri.
Un anno fa Thuram fu decisivo nell'eliminazione del Feyenoord e nel cammino verso i quarti di Champions. Quest'anno era partito a razzo con la doppietta all'Ajax, ma l'infortunio con lo Slavia ne ha rallentato il rendimento. Ora, senza Lautaro, è chiamato a indossare di nuovo i panni del trascinatore.
Chivu conferma l'attacco Thuram-Esposito e ha un dubbio a centrocampo tra Sucic, Mkhitaryan e Frattesi per affiancare Zielinski e Barella. Il recupero di Dumfries, anche solo per la panchina, rappresenta un segnale importante: l'Inter sta ritrovando i suoi pezzi proprio nel momento più delicato della stagione. E questo, in vista di una rimonta che sa di miracolo, non può che essere un buon auspicio.
Da Leggere Più Tardi
Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati
Mentre l'Inter si concentra sulla rimonta europea, il mercato estivo inizia a prendere forma con Akanji destinato al riscatto definitivo e il rebus Pavard che potrebbe tornare dal Marsiglia. Capitolo polemiche arbitrali: Chiffi non viene fermato dopo gli errori di Atalanta-Napoli e sarà addirittura al VAR in Champions. Nel calcio femminile, la Roma batte l'Inter 1-0 e allunga a +6 in classifica. Bologna ritrova il sorriso con Bernardeschi decisivo dal dischetto contro l'Udinese, mentre il Milan perde Loftus-Cheek per due mesi dopo la frattura alla mascella. Momento magico per Arnautovic: l'ex Inter segna nel derby di Belgrado e dedica il gol a Mihajlovic. Una domenica di calcio che ha ridisegnato gerarchie e ambizioni, con l'Inter sempre più padrona del proprio destino.
Naviga nel tema
Ricevi digest come questo direttamente su Telegram
Unisciti a migliaia di utenti che ricevono quotidianamente analisi curate su inter e calcio italiano. Informazione di qualità, zero spam.
Iscriviti al canale Inter e Calcio Italiano