Inter
26 febbraio 2026

Digest Nerazzurro: Dalla disfatta Champions al futuro da costruire

Riassunto

L'Inter esce dalla Champions eliminata dal Bodo/Glimt 1-2 a San Siro (5-2 complessivo) per l'errore di Akanji. Critiche feroci da Sacchi a Del Piero. La Juventus sfiora l'impresa contro il Galatasaray ma Osimhen spegne il sogno ai supplementari. L'Atalanta unica italiana agli ottavi dopo la rimonta sul Dortmund. L'eliminazione costa 65 milioni all'Inter, derby rinviato a domenica 8 marzo.

La notte più buia: l'Inter crolla contro il Bodo e saluta l'Europa

Importanza: 10/10

Il punto è questo: l'Inter ha toccato il fondo europeo. Dopo la finale persa a Monaco, i nerazzurri hanno salutato la Champions League al primo turno eliminatorio, sconfitti 1-2 a San Siro dal Bodo/Glimt che ha completato un'impresa storica (5-2 nel doppio confronto). Una serata che rimarrà negli annali per tutti i motivi sbagliati.

L'erroraccio di Akanji ha spezzato le gambe alla rimonta nerazzurra. Il difensore svizzero, fino a quel momento tra i migliori della stagione, ha regalato il pallone a Blomberg con una leggerezza imperdonabile al 52'. Da lì è nato il gol di Hauge che ha gelato San Siro e spento ogni velleità di qualificazione. Un errore che macchia una prestazione altrimenti sufficiente e che dimostra come in Europa i dettagli facciano la differenza.

Le pagelle parlano chiaro: si salvano in pochissimi. Bastoni (6,5) trova il gol della bandiera e completa la sua "catarsi" dopo la settimana complicata, Luis Henrique (6) mostra più carattere del solito ma dura solo un tempo. Il resto è un bollettino di guerra: Thuram (4,5) spreca un gol facile e conferma il momento difficile, Barella (4,5) sbaglia tutto nel ruolo inconsueto di mezzala sinistra. Credetemi, vedere il capitano così spaesato fa male quanto la sconfitta stessa.

La moviola non aiuta i nerazzurri: l'arbitro spagnolo Hernandez Hernandez gestisce bene gli episodi principali, compreso il dubbioso contatto Høgh-Barella in area che poteva valere un rigore. Ma quando sei sotto di due gol dall'andata, non puoi permetterti di affidarti agli episodi. L'Inter doveva vincere con le proprie forze e non ci è riuscita.

Capitolo Chivu: l'allenatore paga gli errori difensivi che hanno caratterizzato tutta la stagione europea. Cinque gol incassati dal Bodo in due partite, dopo aver già subito reti pesanti da Udinese e Juventus in campionato. La macchina quasi perfetta in Serie A si inceppa puntualmente in Europa, dove ha perso 5 gare su 10. Troppo per chi l'anno scorso aveva raggiunto la finale.

Il processo all'Inter: da Sacchi a Del Piero, tutti contro i nerazzurri

Importanza: 8/10

Il verdetto è unanime: l'Inter ha deluso tutti. Dalle colonne della Gazzetta dello Sport agli studi televisivi, il coro di critiche verso i nerazzurri è stato spietato. E quando anche gli addetti ai lavori ti massacrano, significa che hai toccato davvero il fondo.

Arrigo Sacchi non usa mezzi termini: "Il Bodo Glimt ha eliminato l'Inter, e il verdetto è decisamente clamoroso se si considera il valore, in termini qualitativi, di spese e di fatturato, dei due club". L'ex ct azzurro aveva puntato molte fiches sui nerazzurri per tre motivi: superiorità tecnica, buon momento in campionato e spinta di San Siro. "Invece tutte queste ragioni sono andate a farsi benedire", sentenzia con amarezza.

Per Sacchi il problema nasce dalla prima fase: "L'Inter si è buttata quando dopo 4 vittorie consecutive ha perso 3 scontri di fila, guadagnandosi il playoff solo all'ultimo turno". Una gestione del vantaggio che è costata cara, molto cara. "Ora ai nerazzurri resta il vantaggio di 10 punti da difendere per lo scudetto, però l'amarezza per questa eliminazione rischia di compromettere il resto del percorso".

Alessandro Del Piero è altrettanto severo: "Sono molto deluso. Una partita senza energia, senza uno sforzo speciale". L'ex capitano juventino non perdona l'atteggiamento: "Per vincere una gara così devi mettere qualcosa di più del solito e non l'ho visto. Sembra quasi che non importi se si vinca o si perda, ma è la Champions League, è dentro o fuori".

Anche Thierry Henry boccia la prestazione: "Se leggi Inter-Bodo sei sorpreso, ma se vedi la partita non lo sei. Una squadra con la giusta attitudine, l'altra letargica, senza l'intensità che serve". Il francese mette il dito nella piaga: mancanza di carattere e intensità quando serviva di più.

Ora, prestate attenzione: quando tutti ti criticano così duramente, il problema non è degli altri. È tuo. L'Inter dovrà fare i conti con questa verità scomoda.

Juventus, l'impresa sfiorata: Osimhen spegne il sogno bianconero

Importanza: 8/10

Che serata all'Allianz Stadium. La Juventus ha sfiorato un'impresa che sarebbe entrata nella storia: ribaltare il 5-2 dell'andata contro il Galatasaray. I bianconeri ci sono andati vicinissimi, trascinando i turchi ai supplementari con un clamoroso 3-0 nei tempi regolamentari, ma alla fine è stato Victor Osimhen a spegnere il sogno bianconero.

La serata aveva preso una piega incredibile già al 52' con l'espulsione di Kelly per un intervento su Yilmaz che l'arbitro Pinheiro ha giudicato da rosso diretto. Una decisione discutibile che però ha galvanizzato la Juventus: Locatelli su rigore, Gatti e McKennie hanno firmato la rimonta che sembrava impossibile. In dieci contro undici, i bianconeri hanno dimostrato un carattere straordinario.

Ma il calcio è crudele. Al 106' dei supplementari, quando tutto sembrava possibile, ecco la zampata di Osimhen che ha gelato lo Stadium. Il nigeriano, servito da Yilmaz, si è presentato solo davanti a Perin e non ha sbagliato. Il dettaglio che colpisce? Nessuna esultanza sfrenata, solo un abbraccio composto ai compagni. Un gesto che riporta alle sue parole della vigilia: "Giocare per la Juve sarebbe un privilegio".

Le lacrime di Locatelli nel post-partita raccontano tutto: "Mi viene da piangere, per come ci abbiamo creduto e per quanto dato. Abbiamo dato il cuore, qualcosa di più". Il capitano bianconero sintetizza una serata di pura emozione, dove la Juventus ha ritrovato l'anima che sembrava smarrita.

Gatti è altrettanto amareggiato ma orgoglioso: "Prestazione enorme, ci dispiace uscire così. L'abbiamo buttata all'andata, non può finire 5-2 una partita". Il difensore centra il punto: la qualificazione si è persa in Turchia, non a Torino.

Fabio Capello rende onore ai bianconeri: "Questa sera abbiamo visto la tempra del calcio italiano. Juve e Atalanta ci rendono orgogliosi, mentre avevamo la tristezza di aver visto l'Inter amorfa". Un paragone che fa riflettere e che certifica come, almeno per una notte, la Juventus abbia ritrovato se stessa.

Atalanta regina d'Italia: unica superstite negli ottavi di Champions

Importanza: 9/10

Mentre Inter e Juventus salutavano l'Europa, l'Atalanta scriveva una pagina di storia. La Dea di Palladino ha completato una rimonta pazzesca contro il Borussia Dortmund, ribaltando il 2-0 dell'andata con un pirotecnico 4-1 alla New Balance Arena. Un risultato che vale gli ottavi di Champions League e che rende i bergamaschi l'unica italiana ancora in corsa nella massima competizione europea.

La qualificazione dell'Atalanta assume un valore ancora maggiore considerando il contesto: delle tre italiane impegnate nei playoff, solo la squadra di Palladino è riuscita nell'impresa. Un risultato che conferma la solidità di un progetto iniziato con Gasperini e proseguito con intelligenza dal nuovo tecnico, che non ha stravolto l'identità bergamasca.

Il sorteggio di venerdì 27 febbraio (ore 12 a Nyon) dirà quale sarà l'avversario dell'Atalanta agli ottavi. I bergamaschi affronteranno una tra Arsenal e Bayern Monaco, un accoppiamento che promette spettacolo ma che non spaventa una squadra abituata a stupire in Europa.

Intanto, il mercato non si ferma: l'Atletico Madrid fa sul serio per Ederson, con un'operazione da 40 milioni più bonus già impostata. I Colchoneros vorrebbero chiudere prima della prossima finestra di mercato, forti degli ottimi rapporti con l'Atalanta consolidati dopo gli affari Lookman e Raspadori.

Il quadro europeo si completa con le altre qualificate: alle otto squadre già agli ottavi (Arsenal, Bayern Monaco, Liverpool, Tottenham, Barcellona, Chelsea, Sporting Lisbona e Manchester City) si aggiungono Atletico Madrid, Bodo/Glimt, Bayer Leverkusen, Newcastle, PSG, Real Madrid e Galatasaray.

Capitolo ranking UEFA: l'Italia occupa la quarta posizione e insegue la Germania per il posto extra in Champions. Con l'eliminazione di Inter e Juventus, restano in corsa Atalanta in Champions, Bologna e Roma in Europa League, Fiorentina in Conference League. La matematica dice che è ancora possibile, ma servirà un finale di stagione europeo da protagonisti.

Il conto salato dell'eliminazione: 65 milioni persi e derby rinviato

Importanza: 7/10

I conti non mentono mai. L'eliminazione dell'Inter dalla Champions League ha un costo preciso: 65 milioni di euro in meno rispetto alla scorsa stagione. Una cifra che fa male al bilancio e che certifica quanto sia costato il doppio ko contro il Bodo/Glimt.

La matematica è spietata: nella scorsa stagione l'Inter aveva incassato 136,6 milioni di euro solo dai premi UEFA, arrivando fino alla finale di Monaco. Quest'anno il bottino si ferma a 71,27 milioni, con una differenza abissale che pesa come un macigno sui conti societari. Addio ai 15 milioni sicuri per la qualificazione agli ottavi, addio ai potenziali maxi-incassi di San Siro.

Beppe Marotta aveva messo le mani avanti prima del match: "Anche se dovessimo uscire, l'aspetto bilancistico lo andremmo a rimediare in corsa. Non è assolutamente un problema". Parole che suonano come una toppa preventiva a una ferita che comunque sanguina. Il presidente sa bene che quei 65 milioni in meno dovranno essere recuperati altrove, probabilmente con qualche cessione estiva.

L'effetto domino si fa sentire anche sul calendario: con l'Inter fuori dalla Champions, il derby con il Milan si giocherà domenica 8 marzo alle 20.45 invece che sabato 7. Una modifica che la Lega ufficializzerà venerdì, ma che è già scontata. Almeno i tifosi potranno godersi la stracittadina nel giorno tradizionale.

Per smacchiare questa delusione tremenda - scrive la Gazzetta dello Sport - servirà portare a casa scudetto e Coppa Italia. L'assenza di Lautaro Martinez (quanto sarebbe servito tra le maglie gialle del Bodo) preoccupa meno ora che le energie potranno essere gestite diversamente, senza sforzi supplementari in Europa.

Il confronto con l'anno scorso è impietoso sotto ogni aspetto: dalla finale europea ai playoff, da 136 milioni a 71. Un passo indietro che brucia e che dovrà servire da lezione per il futuro. Perché in Europa, come ha dimostrato il Bodo, non esistono partite facili.

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Mentre l'Inter lecca le ferite, il calcio europeo va avanti. Il sorteggio degli ottavi si terrà venerdì 27 febbraio a Nyon, con l'Atalanta unica italiana ancora in corsa. I bergamaschi potrebbero pescare Arsenal o Bayern Monaco, mentre il ranking UEFA vede l'Italia quarta ma ancora in corsa per il posto extra.

In casa Juventus si lavora sui rinnovi: Vlahovic e la società si incontreranno dopo le partite decisive, con il serbo che chiede di mantenere le cifre attuali. McKennie invece sembra vicino al prolungamento, mentre Kalulu ha rivelato di aver spento il telefono dopo l'espulsione nel derby d'Italia.

Il mondo arbitrale è in fermento: Gravina incontra Rocchi per discutere la riforma del professionismo arbitrale, mentre un sondaggio YouTrend boccia gli arbitri italiani (77% di giudizi negativi) e indica l'Inter come la squadra più favorita dai direttori di gara.

Curiosità dalla Youth League: l'Inter Primavera affronterà il Benfica ai quarti dopo la vittoria 5-3 sul Betis con tripletta di Iddrissou. Un segnale positivo per il settore giovanile nerazzurro.

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