Digest Nerazzurro - Como l'ultimo ostacolo verso la gloria
Riassunto
L'Inter si prepara alla sfida decisiva di Como mentre Chivu pianifica il rinnovo e una rivoluzione tattica verso il 4-2-3-1. Serena vede lo scudetto al 90% nerazzurro nonostante il Napoli viaggi al ritmo del quarto titolo. Sul mercato tengono banco i casi Calhanoglu (tra rinnovo e Galatasaray) e Pavard (verso l'addio), mentre Vicario resta il primo obiettivo per la porta. Giaccherini intanto endorsa Conte come nuovo ct della Nazionale.
Como, l'ultimo vero esame prima della festa scudetto
Il punto è questo: domenica sera al Sinigaglia l'Inter si gioca molto più di tre punti. Si gioca la possibilità di mettere una seria ipoteca su quello che sarebbe il ventunesimo scudetto della storia nerazzurra. Perché se è vero che mancano ancora quindici punti per la matematica certezza, è altrettanto vero che vincere contro il Como significherebbe mandare un messaggio chiarissimo al Napoli di Conte: questa corsa è finita.
Walter Sabatini non ha dubbi: "Como-Inter sarà durissima, la più difficile delle sette finali rimaste". E ha ragione da vendere. I lariani di Fabregas non sono la squadretta di provincia che qualcuno potrebbe immaginare, ma una realtà solida che occupa il quarto posto e sogna la Champions. Una squadra che ha già battuto Roma e Juventus, che gioca un calcio propositivo e che davanti al proprio pubblico può mettere in difficoltà chiunque.
L'Inter di Chivu arriva all'appuntamento con quattro punti in più rispetto a Inzaghi nella stessa fase della scorsa stagione. Un vantaggio costruito con pazienza e determinazione, nonostante le difficoltà attraversate nelle ultime settimane. Il tecnico rumeno sa bene che non ci sono più avversari cuscinetto in questo campionato, come ha sottolineato Sabatini. Ogni partita nasconde insidie, ogni punto va sudato.
Credetemi, vincere a Como darebbe probabilmente lo slancio decisivo verso il traguardo. L'Inter avrebbe poi quattro gare casalinghe nelle rimanenti sei partite, un fattore non da poco in una volata che si preannuncia comunque lunga. Il Napoli può ancora sognare - e deve farlo fino alla fine - ma sette punti di distacco a questo punto della stagione pesano come macigni. Soprattutto quando davanti hai una squadra che ha dimostrato di saper gestire la pressione dei momenti decisivi.
Chivu verso il rinnovo: rivoluzione tattica in arrivo
Capitolo rinnovo: Cristian Chivu si prepara a firmare il prolungamento fino al 2028. Una formalità, considerando il lavoro straordinario svolto dal tecnico rumeno in questa sua prima stagione sulla panchina dell'Inter. Ma la vera notizia è un'altra: Chivu sta già pianificando una rivoluzione tattica per la prossima annata.
Secondo le indiscrezioni che filtrano da Appiano Gentile, l'allenatore nerazzurro starebbe valutando il passaggio al 4-2-3-1, abbandonando il consolidato 3-5-2 che ha caratterizzato l'era Inzaghi. Una scelta coraggiosa che comporterebbe inevitabilmente dei sacrifici importanti, a partire da quello di Alessandro Bastoni. Il laterale mancino, corteggiato dal Barcellona, potrebbe essere la pedina sacrificale per finanziare la campagna acquisti.
Gli obiettivi sono chiari: Koné e Diaby restano in cima alla lista dei desideri. Il centrocampista della Roma e l'esterno francese rappresenterebbero i tasselli perfetti per il nuovo corso tattico. Ma attenzione anche ai nomi di Palestra e Gila, profili che potrebbero completare il restyling della rosa.
Oaktree ha già iniziato gli incontri di programmazione per la prossima stagione. Il budget non dovrebbe superare i 40 milioni, ma le cessioni potrebbero garantire liquidità importante. Bastoni vale almeno 50 milioni, Dumfries ha una clausola da 25, Frattesi potrebbe partire per cifre simili. Il calcio è anche questo: saper rinnovare al momento giusto, anche quando tutto sembra andare per il verso giusto.
Chivu ha dimostrato di saper adattare le sue idee al gruppo ereditato, ma dalla prossima stagione vuole imporre la sua filosofia calcistica. Una scommessa affascinante che potrebbe portare l'Inter verso nuovi orizzonti tattici.
Scudetto al 90%: Serena non ha dubbi sull'Inter
"Scudetto all'Inter al 90 per cento". Aldo Serena non usa giri di parole quando gli chiedono un pronostico sulla corsa al titolo. L'ex attaccante nerazzurro, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, lascia solo un 10% di speranze al Napoli di Conte. "Lascio questo margine perché nel calcio tutto può succedere", spiega con la saggezza di chi ha vissuto il calcio da protagonista.
Il punto di svolta, secondo Serena, è stato il ritorno di Lautaro Martinez: "Ha cambiato tutto. Non è il semplice 9 da gol, Lautaro è il riferimento, il capitano che dà l'esempio con i fatti". Una lettura che fotografa perfettamente l'importanza del Toro nell'economia del gioco nerazzurro. Senza di lui, l'Inter aveva perso certezze e fluidità.
Ma Serena guarda anche al futuro, esprimendo curiosità per il progetto Chivu: "Ha combinato le sue idee con l'eredità di Inzaghi. Più pressione alta coordinata, palla rubata al limite... Vedremo il vero Chivu la prossima stagione se la campagna acquisti sarà in sintonia con le sue idee". Un endorsement importante per il tecnico rumeno, che ha saputo gestire una transizione delicatissima.
Il Napoli, dal canto suo, sta viaggiando al ritmo scudetto. Sessantacinque punti alla trentunesima giornata, gli stessi del quarto titolo conquistato un anno fa. Ma il problema è che davanti c'è un'Inter che non sembra voler mollare. Conte può ancora sognare, ma sa bene che servirebbero passi falsi clamorosi dei nerazzurri per riaprire davvero i giochi.
Ora, prestate attenzione: domenica al Tardini il Napoli affronterà il Parma alle 15, tre ore prima di Como-Inter. Un turno che potrebbe essere decisivo per le sorti del campionato.
Calhanoglu e Pavard: due rebus da risolvere
Due nomi, due situazioni completamente diverse, un unico denominatore: l'incertezza. Hakan Calhanoglu e Benjamin Pavard rappresentano i principali rebus di mercato che l'Inter dovrà risolvere nelle prossime settimane.
Partiamo dal turco: contratto in scadenza nel 2027, pressing del Galatasaray, voglia di chiudere la carriera in patria. Ma anche la consapevolezza, da parte di Chivu, di avere tra le mani un giocatore praticamente insostituibile. "Pochi play hanno visione, determinazione, freddezza e tiro dalla distanza come Calhanoglu", sottolinea la Gazzetta dello Sport. Il suo eurogol contro la Roma ha ricordato a tutti quanto sia prezioso questo ragazzo.
L'Inter riflette: rinnovare abbassando l'ingaggio (ora 6,5 milioni netti) o lasciarlo partire per monetizzare? Dal Galatasaray non è mai arrivata un'offerta scritta, ma le sirene turche continuano a suonare. Chivu spera di convincerlo a restare, sapendo che trovare un sostituto all'altezza sarebbe un'impresa titanica.
Discorso opposto per Pavard: il francese non ha convinto a Marsiglia e l'Inter non sembra intenzionata a concedergli una seconda chance. Il Marsiglia ha il diritto di riscatto fissato a 15 milioni, ma le prestazioni dell'ex Bayern non giustificano l'investimento. Anche nell'ultimo turno un suo rinvio sbilenco ha innescato un gol di Balogun.
In porta, intanto, si delinea la rivoluzione: Vicario resta il primo obiettivo per sostituire Sommer, mentre Martinez potrebbe essere sacrificato. Trent'anni che l'Inter non ha un portiere titolare italiano: Vicario potrebbe invertire il trend e riportare un azzurro tra i pali nerazzurri.
Conte per la Nazionale: Giaccherini non ha dubbi
"È l'uomo giusto per la Nazionale, ci riporterà ai Mondiali". Emanuele Giaccherini non ha dubbi: Antonio Conte rappresenta la scelta migliore per rilanciare l'Italia dopo il terzo fallimento mondiale consecutivo. L'ex centrocampista, che con Conte ha condiviso l'avventura in bianconero e in azzurro, racconta un allenatore capace di trasformare i giocatori in "soldati pronti alla battaglia".
"Ha già dimostrato di saper fare bene in Nazionale. E lo dice la sua storia: ha rifondato con la Juventus, con l'Inter e con il Napoli. E lo farebbe anche con l'Italia, ora più che mai", spiega Giaccherini. Parole che pesano, considerando che arrivano da chi ha vissuto in prima persona il metodo Conte.
I ricordi dell'Europeo 2016 sono ancora vividi: "Sia a Torino che a Coverciano le sedute erano massacranti, ma in campo volavamo. Ci disse che fare bene era la nostra missione e che dovevamo essere soldati pronti alla battaglia". Un'Italia che arrivò fino ai quarti di finale, perdendo ai rigori contro una Germania più forte.
Anche Aurelio De Laurentiis ha dato il via libera per Conte in azzurro, riconoscendo al tecnico salentino tutte le caratteristiche giuste per rilanciare la Nazionale. Il presidente del Napoli sa bene che perdere Conte sarebbe un sacrificio doloroso, ma l'interesse dell'Italia viene prima di tutto.
Credetemi, la candidatura di Conte per la panchina azzurra ha una logica ferrea: esperienza internazionale, capacità di rifondare, mentalità vincente. Tutto quello che serve per riportare l'Italia dove merita di stare.
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