Inter
10 aprile 2026

Digest Nerazzurro - Como all'orizzonte, Calha decisivo e il futuro che bussa

Riassunto

L'Inter si avvicina al momento della verità: Como-Inter potrebbe essere decisiva per lo Scudetto, con Sabatini che la definisce "la più difficile delle sette finali". Calhanoglu protagonista con il 10° gol stagionale mentre si discute del rinnovo. Verso la sfida del Sinigaglia emergenza Como e protesta Curva Nord. In FIGC Malagò in pole per la presidenza, lunedì la Serie A decide. Roma nel caos dopo il crollo di San Siro: Gasperini critica il mercato e cerca la reazione.

Como-Inter: la partita della verità per lo Scudetto

Importanza: 9/10

Domenica sera al Sinigaglia si gioca molto più di una partita di calcio. Como-Inter non è solo la sfida tra due filosofie calcistiche diverse, ma potrebbe essere il momento decisivo per le sorti dello Scudetto nerazzurro. Con sette punti di vantaggio sul Napoli e sette giornate alla fine, l'aritmetica sorride a Chivu, ma la storia del calcio insegna che nulla è mai scontato.

Walter Sabatini non ha dubbi: "Como-Inter è la più difficile delle sette finali che restano". L'ex dirigente, grande estimatore di Chivu ("ha fatto una piccola/grande impresa col Parma"), riconosce nel Como di Fabregas una squadra che "gioca sfidando anche la sorte e le leggi della fisica". Il calcio provocatorio dei lariani contro la solidità nerazzurra: uno scontro di stili che promette spettacolo.

Aldo Serena è ancora più netto: "Scudetto all'Inter al 90%. Lascio un 10 al Napoli perché nel calcio tutto può succedere". Ma proprio quel 10% di incertezza rende questa sfida cruciale. Il ritorno di Lautaro ha cambiato tutto per l'Inter, che contro la Roma ha mostrato di aver ritrovato la sua anima migliore. "Lautaro è il profeta dei nerazzurri", come lo definisce Sabatini, e la sua presenza in campo trasforma completamente l'approccio della squadra.

Credetemi, domenica sera si capirà molto del destino di questo campionato. Il Como può mettere in difficoltà chiunque con la sua qualità di gioco unica, ma l'Inter ha dalla sua parte l'esperienza e la fame di chi sa che questa potrebbe essere l'occasione della vita. Sette punti di vantaggio non sono pochi, ma nel calcio le certezze durano lo spazio di novanta minuti.

Calhanoglu, il regista che vale oro: tra rinnovo e Galatasaray

Importanza: 8/10

Il gol alla Roma non è stato solo una perla balistica, ma il manifesto di un giocatore che l'Inter non può permettersi di perdere. Hakan Calhanoglu ha messo a segno la sua decima rete stagionale con una sassata che ha ricordato a tutti perché certi colpi da fuori area sono diventati così rari nel calcio moderno. "Ci vuole coraggio: il coraggio di sbagliare e di non sentire le critiche della gente", spiega Juan Sebastian Veron, che di tiri dalla distanza se ne intende.

Chivu lo considera perfetto per il suo gioco verticale e aggressivo, difficilissimo da sostituire. Pochi play al mondo abbinano visione, determinazione, freddezza e tiro dalla distanza come il turco. Dal suo arrivo all'Inter nel 2021, nessun giocatore ha segnato più gol da fuori area: 13, gli stessi di Kevin De Bruyne. Numeri che parlano chiaro e che spiegano perché la dirigenza nerazzurra stia riflettendo seriamente sul suo futuro.

Il contratto scade nel 2027 e dal Galatasaray non è mai arrivata un'offerta scritta, nonostante le voci insistenti. L'Inter vorrebbe evitare un'estate come quella passata e punta a risolvere la questione prima del Mondiale. Il rinnovo dovrebbe avvenire a cifre inferiori agli attuali 6,5 milioni netti, ma la qualità del giocatore giustificherebbe comunque l'investimento.

Il punto è questo: in un periodo di profonda ristrutturazione dell'organico, una figura come Calhanoglu potrebbe facilitare la transizione senza generare traumi. Quest'anno ha una media gol da record: una rete ogni 164 minuti, mai aveva fatto meglio in carriera. Il fattore infortuni? Non preoccupa più di tanto: ha saltato 16 partite su 45, ma nelle precedenti quattro stagioni non ha mai giocato meno di 40 partite.

Verso Como: emergenza Fabregas, tifosi Inter in protesta

Importanza: 8/10

Il Como arriva alla sfida più importante della sua storia moderna con l'infermeria piena e una situazione che complica i piani di Fabregas. Jesus Rodriguez e Jacobo Ramon sono out anche per la panchina, mentre Lahdo resta alle prese con problemi fisici. Un'emergenza che potrebbe spingere il tecnico spagnolo verso una difesa a tre e novità in attacco, con Douvikas possibile partente dalla panchina.

Dall'altra parte, l'Inter si presenta con quasi tutti gli effettivi a disposizione. Solo Bisseck manca all'appello, mentre torna Carlos Augusto dopo la squalifica. Sky Sport conferma che Chivu è orientato a confermare in blocco l'undici che ha demolito la Roma a Pasqua, una scelta che testimonia la fiducia nel gruppo e nella formula vincente.

Ma c'è un elemento che rende questa sfida ancora più particolare: la Curva Nord dell'Inter ha deciso di boicottare la trasferta. I quasi mille posti del settore ospiti resteranno deserti per protesta contro le politiche di vendita dei biglietti del Como, che prevedono l'obbligo di registrazione preventiva al portale ufficiale. Una procedura considerata dai vertici della Nord come "un ostacolo inaccettabile e un precedente pericoloso".

La storia tra Inter e Como in Serie A sorride nettamente ai nerazzurri: 20 vittorie contro 6 sconfitte in 29 precedenti. L'Inter ha vinto tutte le ultime 10 partite di campionato contro il Como con un parziale complessivo di 24-2. Tuttavia, cinque delle sei vittorie lariane sono arrivate proprio al Sinigaglia, dove domenica sera si scriverà un altro capitolo di questa rivalità che profuma di storia e di futuro.

Elezioni FIGC: Malagò in pole, lunedì la decisione della Serie A

Importanza: 8/10

Il calcio italiano si prepara a voltare pagina dopo le dimissioni di Gabriele Gravina. Lunedì mattina in via Rosellini, la Lega Serie A si riunirà in Assemblea per discutere del candidato da sostenere per la presidenza FIGC, con Giovanni Malagò che appare in netta pole position. L'ex presidente del CONI ha già ricevuto endorsement importanti, su tutti quello di Aurelio De Laurentiis: "È la persona perfetta".

Non sarà una conta di chi è pro o contro Malagò, ma una discussione più ampia sui possibili scenari per far uscire il calcio dalla crisi profonda. Il candidato della Serie A, pur avendo solo il 18% dei voti in Assemblea elettiva, ha comunque un peso politico decisamente importante. La giornata di lunedì sarà cruciale per capire se Malagò avrà una comoda maggioranza dei consensi tra i venti club.

Le alternative non mancano: Giancarlo Abete sta sondando il terreno per portare avanti nomi che facciano già parte del sistema federale, evitando novità alla Malagò. In molti vivono quest'attesa da spettatori interessati, dall'Assoallenatori di Ulivieri all'Assocalciatori di Calcagno, consapevoli che un'accelerazione come quella di lunedì sarebbe inaspettata quanto politicamente significativa.

Alessandro Altobelli ha le idee chiare su chi vorrebbe vedere al vertice: "Come presidente vorrei uno come Marotta o Galliani: sono personaggi che sanno cosa serve per fare bene a tutto il movimento". E sul ct della Nazionale: "Conte? Su di lui metterei la mano sul fuoco, sarebbe il top". Il futuro del calcio italiano si decide nelle prossime settimane, tra elezioni federali e scelte tecniche che potrebbero segnare un'epoca.

Roma nel caos: Gasperini e la rivoluzione necessaria

Importanza: 7/10

"Il secondo tempo di Milano non deve succedere, c'è stato un crollo di umore e questa è l'unica cosa che non deve mai capitare." Gian Piero Gasperini prova a voltare pagina dopo la batosta di San Siro, ma le sue parole tradiscono una preoccupazione profonda per una Roma che sembra aver smarrito la bussola nel momento cruciale della stagione.

La corsa Champions si fa sempre più complicata: Como quarto con 58 punti, Juventus quinta con 57, Roma sesta con 54. Quattro squadre in cinque punti per un posto che vale una stagione. Gasperini non ha margini di errore, a partire dalla sfida contro il Pisa, e lo sa bene: "Non abbiamo tanti margini di errore, sappiamo che vincendo domani ci avvicineremo a qualcuna".

Ma è sul mercato che Gasperini lancia il suo j'accuse più pesante: "Mi sembra che alla Roma negli ultimi due anni siano arrivati 30 giocatori. Di questi, forse 4-5 stanno giocando in questo momento". Una critica feroce a una strategia che ha portato investimenti per 249 milioni in due anni con risultati ben al di sotto delle aspettative. "L'ideale è il target Malen-Wesley, a quei costi, a quegli stipendi. Non è facile ma è possibile".

La situazione infortuni complica ulteriormente i piani: out Mancini, Wesley, Dybala, Konè, oltre ai lungodegenti Ferguson e Dovbyk. "Gli infortuni sono stati sicuramente penalizzanti da fine dicembre in poi", ammette Gasperini, che però non cerca alibi: "Questa squadra ha sempre reagito alle emergenze e lo faremo in queste ultime sette partite". Il futuro di Gasperini stesso resta in bilico, legato ai risultati di queste settimane decisive.

Da Leggere Più Tardi

Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati

Capitolo mercato: il Milan pianifica la rivoluzione dell'attacco con Nicolas Jackson in pole, mentre Goretzka fa gola a quattro italiane nonostante le richieste economiche elevate. Bastoni resta fedele: nonostante l'interesse del Barcellona, il difensore vuole continuare all'Inter dopo il sostegno ricevuto dalla società. Progetto Stankovic: l'Inter pianifica il ritorno di entrambi i fratelli, Aleksandar a centrocampo e Filip come vice-Vicario. Juventus ambiziosa: Spalletti rinnova fino al 2028 e punta su Alisson, Bernardo Silva e Lewandowski per la rivoluzione estiva. Thuram rinato: il francese ritrova se stesso dopo il colloquio con Chivu e allontana le voci di mercato. Crisi giovani: l'Italia è tra i campionati che garantiscono meno minutaggio agli Under 21, con Napoli e Lazio a quota zero. Lukaku caso disciplinare: l'attaccante del Napoli si allena in Belgio senza autorizzazione del club.

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