Digest Inter: Lookman in bilico, Materazzi lotta, Dumfries resta
Riassunto
Lookman-Inter nel rush finale: Atalanta riflette su offerta 45M, ballano 5M per chiudere. Dramma Materazzi: fratello di Marco lotta contro SLA, famiglia Inzaghi dona 5000€ per cure sperimentali. Dumfries resta: clausola 25M scaduta senza offerte concrete Barcellona. Stramaccioni eroe in Puglia: salva due ragazze dall'annegamento. Bisseck dice no al Crystal Palace (32M), Inter ferma su 40M.
Lookman, l'ultima curva: l'Atalanta riflette sui 45 milioni
Capitolo Lookman, siamo davvero alle battute finali. L'Inter ha messo sul tavolo 45 milioni di euro (42 più 3 di bonus) e ora aspetta la risposta dell'Atalanta, che dovrebbe arrivare entro venerdì. Le parole di Luca Percassi hanno fatto capire tutto: "Lookman manifesta da tempo il desiderio di andare via, era un giocatore che quest'estate sarebbe dovuto partire". Traduzione? Il nigeriano ha le valigie pronte da un pezzo.
Il punto è questo: ballano solo 5 milioni tra domanda e offerta. L'Atalanta ne vorrebbe 50, l'Inter si è fermata a 45 e non rilancerà. Una distanza che, francamente, sembra colmabile considerando gli ottimi rapporti tra i due club. Marotta e Percassi non hanno bisogno di parlarsi via pec (anche se formalmente la risposta dovrebbe arrivare entro domani), si risolve tutto con una telefonata.
Credetemi, questa volta l'Inter fa sul serio: hanno già scartato l'opzione Nkunku del Chelsea, proposto dai suoi agenti. "O Lookman o Lookman", questo il mantra di Viale della Liberazione. Il giocatore ricambia: accordo da 4,5 milioni netti fino al 2030 già in tasca, ha rifiutato pure il Napoli. Vuole solo l'Inter e mantiene un atteggiamento professionale senza forzature (almeno per ora).
L'Atletico Madrid? Si è già defilato, giudicando troppo costoso il cartellino. Hanno virato su Raspadori del Napoli, segno che la strada per Milano è spianata. Resta solo da convincere i Percassi che 45 milioni sono una cifra più che dignitosa per un giocatore che, comunque, ha già manifestato la volontà di cambiare aria.
Matteo Materazzi e la battaglia più dura: la SLA non ferma la speranza
Ci sono notizie che ti colpiscono dritto al cuore, e questa è una di quelle. Matteo Materazzi, fratello del nostro Marco, sta combattendo la battaglia più difficile della sua vita: una forma rara e aggressiva di SLA diagnosticata nel settembre 2024. A 49 anni, padre di due ragazzi di 16 e 19 anni, Matteo è costretto in carrozzina e ha perso l'uso di gambe e braccia. "Muove solo un pochino le mani", racconta la moglie Maura con una dignità che commuove.
La malattia avanza velocemente e ha già compromesso la capacità respiratoria. Ma la famiglia non si arrende: hanno contattato la Columbia University di New York e il dottor Shneider, pioniere di una terapia sperimentale. Il problema? Servono un milione e mezzo di dollari per creare gli ASO (farmaci personalizzati) adatti alla sua mutazione specifica.
L'appello di Maura su GoFundMe ha già raccolto oltre 21.000 euro, con una risposta immediata del mondo del calcio. La famiglia Inzaghi ha dato l'esempio: Simone e la moglie Gaia hanno donato 5.000 euro e condiviso la raccolta sui social. Un gesto che onora l'uomo prima ancora dell'allenatore.
"Anche la più piccola cifra è importante perché goccia a goccia si fa il mare", dice Maura. E ha ragione: non si tratta solo di salvare Matteo, ma tutti quelli che condividono la sua stessa condizione. Il calcio sa essere una grande famiglia quando serve davvero, e questa è una di quelle occasioni in cui ogni contributo può fare la differenza tra la vita e la morte.
Dumfries resta: clausola scaduta, Barcellona mai arrivato
Tempo scaduto, nessun colpo di scena. La clausola da 25 milioni di euro per Denzel Dumfries è ufficialmente scaduta a mezzanotte del 31 luglio, e nessun club ha bussato alla porta dell'Inter per pagarla. Il tanto temuto Barcellona si è rivelato solo chiacchiericcio di mercato, nonostante Jorge Mendes si fosse mosso da aprile per sondare il terreno.
I blaugrana avevano fatto i loro calcoli: l'ingaggio dell'olandese rientrava nel tetto salariale e la clausola da 25 milioni era allettante. Ma i problemi del Fair Play Finanziario e le priorità sportive cambiate nel corso dell'estate hanno fatto il resto. Risultato? Dumfries rimane a Milano almeno un'altra stagione.
Per l'Inter è un sospiro di sollievo mascherato. Certo, 25 milioni cash avrebbero fatto comodo per l'operazione Lookman, ma perdere un titolare a quella cifra sarebbe stato un problema. Ora Dumfries ha un contratto fino al 2028 e sarà "uno dei perni centrali di Chivu per la prossima stagione", come sottolinea la Gazzetta.
La concorrenza dalle sue parti è aumentata con l'arrivo di Luis Henrique per 23 milioni, ma il passaggio al 3-4-2-1 potrebbe cambiare il ruolo degli esterni. E poi, diciamocelo: se più avanti dovessero arrivare offerte serie, l'Inter le ascolterebbe comunque. Ma scollinata la deadline dei 25 milioni, difficile che qualcuno si faccia avanti alle stesse cifre. Dumfries resta, e forse è meglio così.
Stramaccioni eroe per caso: il salvataggio che commuove l'Italia
"Non sono un eroe", dice Andrea Stramaccioni. Ma prova a spiegarlo alle due ragazze di Bolzano che ha salvato dall'annegamento. Il 28 luglio, nella Baia di Sfinale tra Peschici e Vieste, l'ex allenatore dell'Inter si è trasformato in un angelo custode. Era in vacanza con la famiglia quando ha sentito i fischi del bagnino e ha visto due ragazze di 17 e 19 anni che sbracciavano disperate tra le onde.
"Ho percepito subito il pericolo. Il bagnino da solo non ce l'avrebbe mai fatta", racconta Strama. Il mare era mosso, la zona pericolosa con scogli che amplificavano la violenza delle onde. Si sono divisi i compiti: lui verso la ragazza più grande, il bagnino verso l'altra. La prima l'ha tranquillizzata e portata in salvo, ma quando si è girato ha visto che il bagnino era in difficoltà con la seconda.
Qui la situazione è diventata drammatica. La ragazza più giovane "spariva, andava giù e poi risaliva, aveva già bevuto tanto". Era convinta di morire e trascinava Stramaccioni sott'acqua. L'unica via d'uscita era una piccola insenatura tra gli scogli: "L'ho afferrata e l'ho letteralmente lanciata lì, finendo sott'acqua". Lui stesso ha sbattuto contro le rocce, ferendosi braccia e gambe.
Il finale? Entrambe le ragazze salve, Stramaccioni premiato con la maglia rossa dei bagnini. "L'ho fatto per un senso di protezione, come se in acqua ci fosse stata mia moglie o uno dei miei figli". Ecco, forse l'eroismo è proprio questo: agire d'istinto quando la vita di qualcuno è in pericolo.
Bisseck dice no al Crystal Palace: l'Inter fa muro sui 40 milioni
Yann Bisseck ha le idee chiare: vuole restare all'Inter. Il Crystal Palace aveva messo sul piatto 32 milioni di euro per il difensore tedesco, ma la risposta è stata un secco no. Non solo dal giocatore, che "preferirebbe restare all'Inter" piuttosto che trasferirsi in Premier League, ma anche dalla società che ha fissato il prezzo a 40 milioni. Otto milioni di differenza che, al momento, sembrano incolmabili.
La strategia dell'Inter è chiara: nessun difensore arriverà se non ne uscirà almeno uno. Al momento ci sono Bastoni, De Vrij, Acerbi, Bisseck, Pavard e Carlos Augusto (più Darmian all'occorrenza). Troppi per le rotazioni di Chivu, che ha bisogno di sfoltire prima di pensare agli acquisti.
Il nome caldo per l'eventuale sostituzione resta Koni De Winter del Genoa. Il belga di 23 anni piace per la sua duttilità: può fare il centrale in una difesa a quattro, a tre, o il braccetto di destra. Costa almeno 25 milioni trattabili, ma ora su di lui è piombato anche il Bournemouth che sta per incassare 70 milioni dal PSG per Zabarnyi.
I piani alti stanno cercando di piazzare Palacios, "fuori dai piani di Chivu" dopo i sei mesi a Monza. Ma il mercato dei difensori è sempre complicato, e l'Inter non ha fretta. Se Bisseck dovesse davvero rifiutare ogni destinazione, tanto vale tenerlo: un problema in meno e un giocatore di qualità in più. Non sempre le cessioni sono obbligatorie.
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Il calcio italiano continua a crescere economicamente con ricavi record da 4,5 miliardi e impatto sul PIL di 12,4 miliardi, ma restano i problemi di debiti e stadi vecchi. Capitolo giovani: l'Inter U23 si rinforza con Richi Agbonifo che firma un quinquennale dopo 13 gol e 11 assist nel Verona. Stefano Vecchi promette sinergia totale con Chivu per il progetto Serie C. Mercato in movimento: Giovanni Leoni dice no alla Premier per mantenere la parola data all'Inter, mentre Nico Gonzalez valuta le opzioni nerazzurre dopo l'uscita dalla Juventus. Il centrocampo potrebbe cambiare volto con Asllani e Zielinski in uscita, Frendrup in calo e Keita che sale nelle preferenze. Sorprese: Cuadrado firma col Pisa per la terza maglia nerazzurra in carriera, mentre Aleksandar Stankovic riceve la prima convocazione col Bruges. Il sindaco Sala lancia l'ultimatum su San Siro: "O facciamo quel che dobbiamo o si va a casa".
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