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21 febbraio 2026

Digest Inter: Lautaro ko, Lecce crocevia e il riscatto che non può aspettare

Riassunto

L'Inter perde Lautaro per un mese (derby a rischio) mentre si prepara alla trasferta-trappola di Lecce. Il crollo delle italiane in Champions costa caro: 60 milioni di perdite potenziali per i nerazzurri. Pio Esposito si prende la scena con 4 gol nelle ultime 6 partite, Baggio lo indica come futuro del calcio italiano. Via del Mare banco di prova cruciale prima della rimonta impossibile contro il Bodo.

Lautaro Martinez: un mese di stop, derby a rischio

Importanza: 9/10

Il verdetto è arrivato come una mazzata: Lautaro Martinez rischia di restare fermo per circa un mese. Il risentimento muscolare al soleo della gamba sinistra accusato sul maledetto sintetico di Bodo potrebbe tenerlo fuori fino alla sosta di fine marzo, con il derby dell'8 marzo che diventa un miraggio sempre più lontano.

Le sensazioni filtrate da Appiano Gentile non sono incoraggianti. La squadra medica userà la massima cautela (e ci mancherebbe altro, dopo quello che è successo), ma i tempi di recupero per questo tipo di infortunio sono notoriamente lunghi. Il polpaccio è un muscolo capriccioso, che non perdona fretta o superficialità. Chivu lo sa bene e preferisce non correre rischi inutili.

Il capitano ha un appuntamento che non vuole saltare: la Finalissima tra Argentina e Spagna del 27 marzo in Qatar. Ma l'Inter spera che venga convocato solo in caso di completo recupero - l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è una ricaduta che comprometta definitivamente la stagione. Il timing non poteva essere peggiore: proprio ora che il campionato entra nella fase decisiva e la Champions chiede una rimonta impossibile.

Ora tocca a Pio Esposito prendersi la scena. Il ragazzo di Castellammare ha dimostrato di avere spalle larghe e piedi educati, con 4 gol nelle ultime 6 di campionato. È il momento di dimostrare che il futuro dell'Inter può iniziare anche prima del previsto. Thuram al suo fianco dovrà ritrovare quella vena realizzativa che sembra essersi smarrita (un solo gol nelle ultime dieci, troppo poco per uno del suo calibro).

Crollo italiane in Champions: il calcio nostrano sotto accusa

Importanza: 8/10

Dieci gol subiti e tre segnati nei playoff di Champions. I numeri del disastro italiano in Europa sono impietosi e raccontano di un movimento che ha smarrito la propria identità. Inter, Juventus e Atalanta hanno incassato una media di 3,33 gol a partita, rinnegando quel DNA difensivo che ha sempre contraddistinto il nostro calcio.

Fabio Capello non usa mezzi termini: "Tre chiavi per spiegare i ko: forza fisica, velocità nel giocare il pallone, continuità di gioco. Quando il livello si alza, le italiane soffrono". L'ex ct punta il dito anche sull'atteggiamento mentale: "L'Inter si lamentava mentre il Bodo correva. Qui c'è sempre la scusante del contatto, della spintina".

Il ranking UEFA ci punisce senza pietà. L'Italia è scivolata al quinto posto, con la Germania che si prende il secondo slot per il posto aggiuntivo in Champions. Il dominio inglese (sei club agli ottavi) è ormai una realtà consolidata, mentre noi rischiamo di perdere terreno prezioso per il futuro.

Fabio Caressa va dritto al punto: "È inammissibile che le italiane prendano tutti quei gol. Dobbiamo recuperare le nostre radici difensive senza inseguire un calcio che non è nostro". Paolo Di Canio è ancora più duro: "La nostra percezione è che siamo fenomenali, poi in Europa prendiamo 6 gol dal PSV". La realtà è che abbiamo perso umiltà e consapevolezza dei nostri limiti, pagando a caro prezzo l'illusione di essere più forti di quello che siamo realmente.

Lecce-Inter: la trappola del Via del Mare

Importanza: 8/10

Il Via del Mare può nascondere più insidie di quanto sembri. L'Inter arriva in Puglia con la testa ancora in Norvegia e il pensiero già rivolto al ritorno contro il Bodo. Una situazione pericolosa, quella classica partita-trappola che può rovinare una stagione.

I numeri parlano chiaro: l'Inter ha il miglior attacco del campionato (60 gol), il Lecce la peggior fase offensiva (17 reti). Ma i salentini si sono sbloccati nelle ultime due giornate, segnando 4 gol e conquistando altrettanti punti preziosi per la salvezza. Eusebio Di Francesco sa come preparare queste partite e il suo Lecce lotterà su ogni pallone.

L'assenza di Lautaro pesa come un macigno, ma Chivu può contare su una rosa profonda. Thuram e Pio Esposito guideranno l'attacco, con il francese chiamato a ritrovare quella cattiveria sotto porta che lo aveva reso devastante nella prima parte di stagione. A centrocampo recupera pezzi importanti: Zielinski e Frattesi sono tornati in gruppo e partiranno per la Puglia.

L'arbitro Manganiello dirigerà la sua decima partita con l'Inter (bilancio: 6 vittorie, 1 pareggio, 2 sconfitte). La statistica più interessante riguarda il rendimento esterno dei nerazzurri: 8 vittorie consecutive in trasferta, a un passo dal record di Mancini (11 di fila tra 2006 e 2007). Sarebbe il momento giusto per avvicinarsi a quel primato, ma servirà l'Inter migliore per evitare scivoloni pericolosi.

Champions: eliminazione da 60 milioni di perdita

Importanza: 6/10

I conti sono spietati: uscire ai playoff di Champions costerebbe all'Inter circa 60 milioni di euro rispetto alla scorsa stagione. Un ammanco che farebbe male al bilancio e costringerebbe Oaktree a rivedere i piani per il mercato estivo.

La scorsa stagione il percorso fino alla finale aveva fruttato 136,6 milioni di premi UEFA, più una cinquantina dal botteghino. Quest'anno il conteggio rischia di fermarsi a 71,27 milioni se dovesse arrivare l'eliminazione contro il Bodo. La qualificazione agli ottavi porterebbe altri 11 milioni, ma la strada è in salita dopo il 3-1 dell'andata.

La differenza con Juventus e Atalanta è evidente: se anche loro dovessero uscire nei playoff, nelle casse bianconere entrerebbero 64,05 milioni (contro i 61,3 della scorsa stagione), in quelle bergamasche 59,4 milioni (contro 67,8). Per l'Inter il gap sarebbe molto più pesante, considerando il traguardo straordinario della finale 2025.

Oaktree aveva programmato un'estate di investimenti importanti: serve un portiere, almeno un difensore, un esterno se partirà Dumfries, uno o due centrocampisti. La domanda è se una eventuale eliminazione precoce costringerà la proprietà a sacrificare qualche big per far quadrare i conti. Dopo anni senza cessioni dolorose, potrebbe tornare il momento delle scelte difficili. Ecco perché martedì a San Siro non si gioca solo per il prestigio, ma anche per il futuro economico del club.

Pio Esposito: il predestinato che non si ferma più

Importanza: 6/10

Francesco Pio Esposito è in stato di grazia. Il ventenne di Castellammare ha preso parte a 4 reti nelle ultime 6 gare di campionato (3 gol e 1 assist), dimostrando di essere pronto per il salto definitivo. Ora, con Lautaro ai box, è arrivato il momento della consacrazione.

I numeri certificano la crescita esponenziale del ragazzo: dopo essere stato coinvolto in sole 3 reti nelle prime 17 presenze stagionali, ha cambiato marcia proprio quando serviva di più. L'ultimo gol contro la Juventus, quella zampata di testa che ha riaperto il derby d'Italia, è la fotografia perfetta di un giocatore che sa farsi trovare pronto nei momenti decisivi.

Roberto Baggio, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, non ha dubbi: "Il giovane italiano su cui puntare? Può essere Pio Esposito". Un endorsement che vale oro, considerando la fonte. Il Divin Codino sa riconoscere il talento quando lo vede, e in Pio ha intravisto quella fame e quella determinazione che fanno la differenza.

Alto 191 centimetri, 83 chilogrammi ben distribuiti, Pio ha tutte le caratteristiche del centravanti moderno: sa proteggere il pallone, è devastante di testa, ha un ottimo senso della posizione. I margini di crescita sono enormi, soprattutto dal punto di vista tecnico. Chivu lo conosce dai tempi della Primavera e sa esattamente come farlo crescere. Il coro che la Curva Nord riservava a Bobo Vieri ora risuona per lui: "Pio gol, Pio gol". La storia si ripete, il futuro è già qui.

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