Digest Inter: Eliminazione Champions e rivoluzione in vista
Riassunto
L'Inter esce dalla Champions ma Oaktree deve investire per rilanciare il ciclo europeo. Rivoluzione in vista: addii certi per Sommer, Acerbi, De Vrij, Darmian e Mkhitaryan, in bilico Thuram e Calhanoglu. Preoccupa l'involuzione di Barella e Thuram. Buone notizie dall'infermeria: Calhanoglu verso il rientro, Dumfries disponibile. Comolli furioso per l'arbitraggio in Juve-Galatasaray.
Champions addio, Oaktree chiamata alle armi: servono investimenti veri
L'eliminazione dalla Champions brucia, ma non quanto dovrebbe bruciare nelle tasche di Oaktree. Perché il punto è questo: i famosi 65 milioni di differenza rispetto allo scorso anno non sono il vero problema. Come ha spiegato Marotta prima del fischio finale con il Bodo, "se dovessimo mancare questo appuntamento è evidente che l'aspetto bilancistico lo andremo a rimediare in corsa, ma non è un problema, assolutamente". E infatti non lo è, almeno non dal punto di vista contabile.
Ma c'è un problema più grande che aleggia ad Appiano Gentile. Per questa Inter si è esaurito un ciclo, almeno in Europa. Le cifre parlano chiaro: 5 sconfitte in 10 gare di Champions, tutte concentrate nelle ultime 6 uscite (prima ci erano volute 49 partite per accumulare lo stesso numero di ko). Il zoccolo duro che ha trascinato il gruppo per anni ha inevitabilmente esaurito le energie atletiche e mentali. Gli ultratrentenni sono sempre parecchi in rosa, e i rinforzi arrivati negli ultimi mesi - al di là di qualche eccezione come Akanji - devono ancora raggiungere un determinato livello.
Ora la palla passa a Oaktree, e qui si gioca il futuro dell'Inter. Grazie alla straordinaria campagna Champions dell'anno scorso è stato completato il risanamento dei conti, chiudendo per la prima volta un bilancio in positivo. Ma ora non si può spremere altro. Servono ricambi importanti e di spessore, che facciano la differenza subito, anche e soprattutto in Europa. Tradotto: occorrono investimenti di un certo tipo.
Chiaro che l'Inter non potrà mai entrare in concorrenza con Real, Liverpool, City o Arsenal. Alzare l'asticella, però, è possibile. Solo rinforzando la squadra si può pensare di tornare a fare più strada in Champions. E avanzando in Europa aumentano i ricavi. Serve abilità nelle scelte e capacità nell'individuare chi sacrificare, perché il player-trading resta fondamentale per ottenere risorse supplementari da investire. Solo attraverso questo schema può essere avviato un nuovo circolo virtuoso sia dal punto di vista sportivo sia da quello economico. Altrimenti, il rischio è quello di tornare a navigare a vista in Europa, con la semplice speranza di realizzare qualche exploit. Sarebbe un peccato disperdere quanto costruito faticosamente nelle ultime stagioni.
Rivoluzione Inter: cinque addii certi, Thuram e Calhanoglu in bilico
È più corretto immaginare una profonda ristrutturazione che servirà ad abbassare l'età media della rosa e a migliorare l'Inter negli anni. Marotta e Ausilio hanno già avviato negli ultimi mesi la politica del ringiovanimento acquistando soltanto giocatori Under 24. Luis Henrique, Sucic, Bonny, Diouf: tutti giovanissimi. L'unico innesto esperto è stato Akanji, però ingaggiato in prestito con diritto di riscatto.
I primi a salutare sono già decisi: Sommer, Acerbi, De Vrij e Darmian andranno via con certezza a fine stagione. Stesso discorso vale per Mkhitaryan, difficilmente confermato. Va risolta anche la questione portiere: dal sogno Svilar al più raggiungibile Vicario, ma bisognerà capire se Martinez sarà promosso o affiancato da un nuovo numero uno.
Ma i veri dilemmi riguardano i big. Calhanoglu rappresenta un'incognita, con le sirene da Istanbul (versante Galatasaray) che non hanno smesso di fare rumore. Il turco dovrebbe finalmente abbracciare il Galatasaray secondo le ultime indiscrezioni. In uscita pure Diouf e Frattesi. In bilico anche Barella, dopo una stagione non troppo brillante: davanti alla giusta offerta, verrebbe venduto.
E poi c'è il dilemma Thuram. Chivu ha promosso a pieni voti Pio Esposito, che sarà valorizzato dall'Inter. Bonny come quarta punta va benissimo. Lautaro è Lautaro e quindi non si tocca. Chi può partire è Marcus Thuram, scivolato nella pozza degli anonimi da qualche settimana nonostante i 12 gol stagionali. Arrivato a parametro zero nel 2023, Thuram sosterrebbe le pretese del bilancio garantendo una robusta plusvalenza (50-60 milioni). Gli altri indiziati per una cessione importante sono Bisseck (30-35 milioni) e Dumfries (25 di clausola). Sempre che non arrivino proposte indecenti per giocatori oggi ritenuti intoccabili come Bastoni, Dimarco e Pio Esposito.
Barella e Thuram nel tunnel: l'involuzione che preoccupa Chivu e Gattuso
Appiano Gentile, abbiamo un problema. Nicolò Barella che vola in area, accentuando un contatto che mai avrebbe potuto portare al calcio di rigore, è l'immagine dell'Inter che non riesce a tenere il passo del Bodo/Glimt. Trascinatore dell'Inter di Inzaghi negli anni dei sogni di gloria europei, martedì sera portava sul braccio la fascia da capitano per l'assenza di Lautaro. Ha pesato, ma non nel senso giusto: è uno di quelli che ha deluso di più.
I numeri raccontano di un'involuzione netta. I tempi del centrocampista in grado di sfiorare la doppia cifra (nove gol e dieci assist nella stagione 2022/2023) sono molto lontani. Barella ha salutato la Champions League senza reti né passaggi decisivi per i compagni, in campionato è fermo a una rete. L'anno scorso ha chiuso a tre complessive, l'anno prima a due. Non che il suo rendimento si possa giudicare soltanto dai numeri offensivi, ma la sensazione di appannamento era forte anche prima della brutta uscita con i norvegesi.
A seguire il tutto con una certa preoccupazione, anche il commissario tecnico Gattuso. A un mese dalla gara con l'Irlanda del Nord, primo spartiacque verso i Mondiali, il centrocampo azzurro è pieno di punti interrogativi. Barella ne è un perno, ma il ko con il Bodo ha riportato alla mente l'azzurro tenebra di inizio estate a Oslo. Non va meglio Frattesi, altrettanto deludente anche in Champions.
Stesso discorso per Thuram, che aveva una voglia sconfinata di lasciare il segno contro il Bodo. La prestazione del francese è stata ancora una volta negativa. Nel momento del bisogno, considerando l'assenza di Lautaro Martinez, le aspettative si erano alzate considerevolmente. Il francese invece ha steccato, confermandosi lontano parente di quell'attaccante poderoso dell'anno della seconda stella. Serve un'inversione importante di rotta, considerando che l'Inter dovrà fare a meno del suo capitano ancora per qualche settimana, inclusa quella fondamentale del derby col Milan. I gol stagionali sono stati 12, non uno scarso bottino, ma le prestazioni spesso sottotono raccontano anche altro.
Calhanoglu sorride, Dumfries c'è: l'infermeria si svuota per il Genoa
Finalmente una buona notizia da Appiano Gentile. Dopo Denzel Dumfries, che è tornato in campo per qualche minuto contro il Bodo tre mesi e mezzo dopo quel maledetto Inter-Lazio del 9 novembre, presto potrebbe toccare anche al regista. Il turco si è allenato regolarmente con i compagni avanzando la sua candidatura per Inter-Genoa.
Chivu può quindi ritrovare quasi tutta la rosa, ad eccezione di Lautaro Martinez che si è procurato in Norvegia una lesione a un polpaccio e ne avrà quindi ancora per diverse settimane. Calhanoglu ha sostenuto l'intera seduta insieme ai compagni per il secondo giorno consecutivo, un indizio sul fatto che il suo rientro è imminente. Con le sedute di oggi e domani, l'ex Milan è convinto di poter strappare almeno una convocazione per il match di sabato sera con il Genoa a San Siro.
Se lavorerà così anche nella rifinitura di domani, Chivu potrà contare sull'ex Milan almeno dalla panchina. Gara nella quale certamente ci sarà pure Dumfries, già in campo nei minuti finali contro il Bodo. Al momento nell'infermeria nerazzurra rimane soltanto Lautaro: l'argentino è alle prese con il problema al soleo della gamba sinistra.
Possibili molte novità di formazione sabato sera, anche in prospettiva della semifinale di Coppa Italia in programma martedì prossimo a Como. Il recupero di due pedine così importanti rappresenta un'iniezione di fiducia per un gruppo che ha bisogno di ritrovare certezze dopo la delusione europea. Calhanoglu, in particolare, potrebbe essere fondamentale per dare equilibrio a un centrocampo che ha mostrato qualche difficoltà nelle ultime uscite.
Comolli furioso per Kelly: "Arbitro con 10 gare in Champions, come è possibile?"
"Non mi sono ancora ripreso dalla partita e penso che mi ci vorranno anni per farlo". Damien Comolli non ha digerito l'eliminazione della Juventus per mano del Galatasaray, soprattutto per come è maturata. Dal palco del Financial Times Business of Football Summit di Londra, l'amministratore delegato bianconero ha sparato a zero sull'arbitraggio che ha condizionato la sfida dello Stadium.
"Cercherò di non farmi sospendere anche dall'Uefa, visto sono già squalificato dalla federazione italiana dopo quello che è successo contro l'Inter" ha detto ironicamente il dirigente francese, riferendosi alle polemiche del derby d'Italia. Ma stavolta la rabbia è tutta per l'espulsione di Kelly: "La decisione dell'arbitro è stata assolutamente frustrante. Quel direttore di gara aveva arbitrato solo 10 partite di Champions nella sua carriera: mi chiedo come sia possibile mandarlo a dirigere una partita con così tanto in gioco".
La differenza di approccio rispetto al caso Inter è evidente. Dalla dura protesta di San Siro al basso profilo di mercoledì sera, subito dopo l'eliminazione. Chiellini a caldo non ha attaccato il fischietto portoghese Pinheiro soprattutto per non far passare in secondo piano la super prestazione e la rimonta sfiorata dai bianconeri. La scelta è stata comunicativa: privilegiare l'orgoglio per la reazione mostrata sul campo dai giocatori.
"I nostri tifosi sono stati straordinari e voglio ringraziarli" ha aggiunto Comolli. "I giocatori sono stati fantastici. È la prima volta che sono in uno stadio che applaude quando prendiamo un gol. È quello che ci piace del calcio: emozione, frustrazione, il segnale che la squadra è viva e vuole combattere. Ma dopo un rosso incredibile siamo fuori dalla Champions". Una ferita che, nelle parole del dirigente, "farà male per molti anni".
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Dimarco continua la sua stagione da record con almeno un assist nelle ultime cinque partite di Serie A, puntando al primato di sei presenze consecutive dal 2004/05. Il laterale nerazzurro è candidato al premio MVP di febbraio e ha già eguagliato il miglior dato per un difensore con 13 assist stagionali. L'Inter domina le statistiche europee con 15 gol da corner, più di qualsiasi altra squadra nei cinque grandi campionati, e guida la Serie A per reti di testa (14). La squadra di Chivu ha inanellato sette vittorie consecutive in campionato e potrebbe toccare quota 67 punti dopo 27 gare per la terza volta nella storia nerazzurra. Thierry Henry boccia l'Inter di Chivu: "Prima in Serie A per default, il miglior calcio lo gioca il Como". L'ex Arsenal critica le scelte tattiche e i cambi tardivi contro il Bodo. Simone Inzaghi in crisi in Arabia: l'Al Hilal ha bruciato un vantaggio di 7 punti ed è scivolato al terzo posto, l'ex tecnico dell'Inter rischia l'esonero. Infine, Nicolò Zaniolo è diventato papà per la seconda volta: è nato Leonardo, fratellino di Tommaso.
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