Inter
23 novembre 2025

Derby della Madonnina: ThuLa contro Pu-Le nella stracittadina che vale la vetta

Riassunto

Derby della Madonnina con ThuLa finalmente riunita: Thuram torna titolare dopo 40 giorni, Lautaro cerca il decimo gol contro il Milan. Chivu punta sulla spensieratezza senza ritiro, Allegri ammette che l'Inter è favorita ma ritrova Rabiot. Bologna vola in vetta con Pobega e Bernardeschi, Conte si riprende il Napoli battendo l'Atalanta 3-1. Fiorentina-Juve 1-1 macchiato da insulti razzisti a Vlahovic.

ThuLa è tornata: Thuram e Lautaro pronti per il derby della verità

Importanza: 10/10

Finalmente ThuLa. Dopo quaranta giorni di attesa, Marcus Thuram torna dal primo minuto e ricompone la coppia d'attacco che ha fatto sognare i tifosi nerazzurri. Il francese, integro e arruolabile, si ricongiunge con Lautaro Martinez proprio alla vigilia del derby più importante della stagione (e forse non solo). Una coincidenza che sa di destino.

Il capitano argentino ha potuto apprezzare ad Appiano il piacere della vecchia connessione con il Tikus, dopo settimane in cui ha dovuto fare i conti con alternative di lusso come Bonny ed Esposito junior. Ma giocare con Marcus non può che regalare sicurezze a tutti, a partire dal Toro che si ricongiunge alla sua metà della mela. Giusto prima di questo derby di altissima quota, non ci poteva essere partita migliore per il brindisi.

L'argentino arriva alla stracittadina con numeri da capogiro: vuole la stellina, il decimo centro personale nel derby. Nel caso trovasse il gol, diventerebbe il settimo giocatore di sempre in doppia cifra nella classica, proprio nel giorno della partita numero 350 nell'Inter. Il dieci di Chivu è medaglia di bronzo nella classifica dei nerazzurri con più reti segnate al Diavolo dopo Meazza (12) e Nyers (11), ed è il miglior marcatore della sfida attualmente in attività.

Al Milan, Allegri opporrà alla Thu-La la qualità dell'inedita Pu-Le, la coppia Pulisic-Leao per la prima volta insieme dall'inizio in campionato. Il portoghese, che domani scenderà in campo per la ventunesima volta contro l'Inter (l'avversaria più affrontata in carriera), non segna ai cugini dal settembre 2023. Ma i numeri della scorsa stagione sorridono: due assist tra Coppa Italia e Supercoppa, serviti per ottenere due successi e alzare un trofeo.

Chivu vs Allegri: filosofie a confronto nella vigilia più elettrica

Importanza: 9/10

"Il mondo ci guarda" - così Cristian Chivu ha presentato il suo primo derby da allenatore, con quella naturalezza che ormai caratterizza ogni sua uscita pubblica. Il tecnico romeno ha scelto la strada della spensieratezza: "Vogliamo dare ai tifosi un lunedì senza sfottò", ma senza ansie né maschere. Una filosofia che si riflette anche nella decisione di non andare in ritiro: "Non mi garantisce una vittoria, voglio dare più tempo ai giocatori con le famiglie".

Dall'altra parte, Massimiliano Allegri ha ammesso senza giri di parole: "L'Inter insieme al Napoli è la favorita per lo scudetto". Max ha confermato che Rabiot giocherà dopo un mese di stop, rivelando anche un retroscena del 2019: "C'è stato l'anno in cui sono tornato alla Juve che in una notte ho dovuto scegliere: Juve, Inter o Real". Con Marotta, ha aggiunto, "ci siamo tolti grandi soddisfazioni".

Le differenze tattiche sono evidenti. Chivu ha alzato la linea di pressing rispetto a Inzaghi e velocizzato la verticalizzazione, mentre Allegri ha ritrovato il suo centrocampo a tre ideale con Fofana-Modric-Rabiot. Il tecnico livornese non nasconde l'importanza del momento: "Domani inizia il periodo che ci porterà a marzo", con 20 partite sicure che potrebbero diventare 22 tra Coppa Italia e Supercoppa.

Sul fronte formazioni, Chivu deve fare a meno di Dumfries ("Purtroppo non ci sarà per il problema alla caviglia") mentre conferma che Thuram "sta bene e non ha più saltato un allenamento". Allegri invece ritrova Rabiot e schiererà per la prima volta insieme Leao e Pulisic dall'inizio in Serie A. "Quando giochi le grandi partite bisogna avere grande attenzione perché i dettagli fanno la differenza", la sua ricetta per il successo.

Bologna da sogno: Pobega e Bernardeschi lanciano Italiano in vetta

Importanza: 8/10

Il Bologna vola e sogna in grande. La squadra di Vincenzo Italiano espugna Udine con un netto 3-0 e si prende, almeno per qualche ora, la vetta della classifica insieme a Inter e Roma. Una prestazione che conferma il momento magico dei felsinei, capaci di reagire dopo un primo tempo complicato e di dilagare nella ripresa.

Protagonista assoluto della serata Tommaso Pobega, autore di una doppietta che ha indirizzato la gara. Il primo gol al 54' ha sbloccato una partita che sembrava stregata (Orsolini aveva fallito un rigore nel primo tempo), il secondo al 60' è arrivato grazie a un clamoroso errore di Okoye che ha regalato palla all'ex Milan. "Paradossalmente abbiamo migliorato la capacità di creare occasioni da gol", ha commentato Italiano, soddisfatto della crescita della squadra.

A chiudere i conti ci ha pensato Federico Bernardeschi con il suo primo gol stagionale in pieno recupero, sfruttando l'ennesimo errore della retroguardia friulana. L'ex Juventus e Fiorentina ha così coronato una prestazione convincente e dato il sigillo a una vittoria che porta il Bologna a quota 24 punti.

"Adesso non si possono fare calcoli", ha frenato gli entusiasmi Italiano in conferenza stampa. "Ci godiamo il momento, stiamo rispondendo presente". Una dedica speciale va "alla società e ai tifosi, oggi erano in circa 2000 a seguirci". Il tecnico toscano sa che è ancora presto per sognare in grande, ma questo Bologna ha dimostrato di poter dire la sua in un campionato sempre più equilibrato. Terza vittoria consecutiva e undicesimo risultato utile di fila: i numeri parlano di una squadra che ha trovato la sua dimensione.

Conte si riprende il Napoli: 3-1 all'Atalanta e balzo al primo posto

Importanza: 8/10

Antonio Conte è tornato e anche il Napoli. Dopo le polemiche e le tensioni delle ultime due settimane, gli azzurri cancellano tutto con una vittoria netta e convincente contro l'Atalanta. Al Maradona finisce 3-1, in una serata che certifica una verità fondamentale: la squadra è con Antonio Conte.

Il tecnico ha scelto il 3-4-3 per fronteggiare l'emergenza a centrocampo, e la mossa si è rivelata vincente. David Neres si è sbloccato dopo dieci mesi di digiuno in campionato, firmando una doppietta (17' e 38') che ha incanalato la gara. Prima dell'intervallo è arrivato anche il primo gol in Serie A di Noa Lang, che di testa ha firmato il 3-0 liberandosi in un'esultanza rabbiosa.

Nella ripresa l'Atalanta ha provato a riaprire tutto con Scamacca (1-3 al 53'), ma il Napoli ha saputo soffrire il giusto e difendere con ordine. "Non avevo bisogno di riprendermi la squadra", ha chiarito Conte nel post-partita, rispondendo indirettamente al post social di De Laurentiis. "Stavano con me, stanno con me e staranno sempre con me. Abbiamo un rapporto forte e intenso in cui ci diciamo la verità".

Per Raffaele Palladino, al debutto sulla panchina dell'Atalanta, è stata una serata difficile. "Noi ci aspettavamo un Napoli così, sono stati bravi", ha ammesso l'ex tecnico della Fiorentina. "Mi porto a casa il secondo tempo e la reazione della squadra, ma ci sono parecchie cose da migliorare". Il Napoli sale così a 25 punti e momentaneo primo posto, dimostrando che la crisi era solo apparente.

Fiorentina-Juve 1-1: Kostic risponde agli insulti, Mandragora salva i viola

Importanza: 7/10

Oltre il risultato, c'è lo scandalo. Al Franchi va in scena l'ennesimo spettacolo indegno degli insulti razzisti a Vlahovic e Kostic, con l'arbitro che minaccia sanzioni ma non ha il coraggio di imporle. "Andatelo a dire a Zhegrova, umiliato per tutto il riscaldamento", scrive giustamente Tuttosport, ricordando che il problema non riguarda solo gli ex.

Sul campo, un pareggio tutto sommato meritato per la Fiorentina, che ha prima ringraziato Guida per il rigore tolto a Vlahovic e poi ha saputo reagire al gol subito. Kostic, proprio il connazionale di Dusan più volte bersagliato dagli stessi insulti, ha "vendicato" il compagno con una gran botta da fuori che non ha lasciato scampo a De Gea nel finale del primo tempo.

Nella ripresa, Mandragora ha trovato il pareggio con un missile di sinistro che Di Gregorio non è riuscito a respingere, dimostrando ancora una volta i limiti del portiere bianconero. Paolo Vanoli ha rimesso Kean al centro (traversa nel primo tempo) e ha ricompattato un gruppo perso psicologicamente nel disastro di Pioli.

Luciano Spalletti invece fatica a trovare alternative: la Juventus gioca con automatismi ripetuti quanto ripetitivi, e i tanti errori tecnici dei bianconeri riaccendono i riflettori sul valore assoluto della rosa. Due vittorie nelle ultime tredici partite, due punti tra Torino e Fiorentina: il cielo su Torino continua a essere grigio e si incupisce. Ora si va col Bodo in Norvegia a giocarsi praticamente tutto in Champions.

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Il calcio che non si ferma mai. Mentre Milano si prepara alla stracittadina, la Roma di Gasperini affronta la Cremonese per consolidare il secondo posto: "Non si può parlare di impresa dopo 11 giornate". L'Inter ufficializza la partnership con Red Bull, diventando l'unico club di Serie A affiancato dal colosso austriaco. Sul fronte mercato, Zanetti del Verona nega distrazioni per Giovane nonostante l'interesse dell'Inter, mentre il Crystal Palace apre alla cessione di Guehi. Momento nero per il Liverpool di Slot, che crolla 3-0 contro il Nottingham Forest. Infine, un pensiero per Ornella Vanoni, che "ha raccontato Milano e le sue passioni come pochi altri" e aveva conquistato anche il cuore di Bonny.

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