Derby amaro e segnali di risveglio: l'Inter tra delusioni e prospettive
Riassunto
Derby amaro per l'Inter: prestazione dominante ma sconfitta per l'ennesimo errore di Sommer e i miracoli di Maignan. Continua il tabù big match dei nerazzurri, senza vittorie contro le grandi da oltre un anno. Dumfries out un mese, sorprende Diouf nel finale. Mercoledì il riscatto a Madrid contro l'Atletico in Champions.
Derby della beffa: quando il dominio non basta
Il derby più crudele della stagione si è consumato sotto gli occhi di un San Siro gelido, non solo per la temperatura. L'Inter ha dominato per novanta minuti, ha colpito due pali, si è vista parare un rigore da un Maignan in stato di grazia, ma alla fine ha dovuto ingoiare l'ennesima sconfitta contro il Milan. Il punto è questo: quando una squadra crea così tanto e raccoglie così poco, qualcosa nel destino si inceppa.
La prestazione nerazzurra è stata di quelle che lasciano l'amaro in bocca perché tecnicamente ineccepibile, tatticamente perfetta, ma rovinata da episodi che fanno la differenza. Il gol di Pulisic nasce da una respinta maldestra di Sommer (ancora lui) su un tiro tutt'altro che irresistibile di Saelemaekers. Poi c'è il rigore di Calhanoglu, parato con un gioco di prestigio da Maignan che aveva già studiato il turco: stesso angolo, stessa porta, stesso minuto dell'errore dello scorso anno contro il Napoli. Coincidenze che fanno venire i brividi.
Chivu ha preparato benissimo la partita, contrariamente a chi parla di Allegri che mette nel sacco il romeno. Il Milan si è difeso come sa fare, arroccato e pronto a ripartire, ma ha concesso troppo per parlare di prestazione solida. Semmai bisogna parlare di muro Maignan, autore di almeno tre miracoli che hanno tenuto a galla i rossoneri. L'arbitraggio di Sozza è stato opaco, con una gestione dei cartellini di difficile comprensione, ma almeno il VAR ha corretto l'errore sul rigore non visto in diretta.
Ora l'Inter deve voltare pagina rapidamente perché mercoledì c'è l'Atletico Madrid e la Champions League non perdona. La classifica resta corta, la stagione è lunga, ma questi episodi pesano sull'umore e sulla fiducia. In un campionato senza veri padroni, avere idee chiare e identità forte alla fine farà la differenza.
Il tabù dei big match: quando l'Inter si blocca
Da più di un anno l'Inter non vince contro le grandi rivali e questo dato inizia a diventare preoccupante. L'ultimo successo contro Milan, Juventus o Napoli risale al 22 aprile 2024, il derby della seconda stella. Da allora, solo sconfitte e qualche pareggio, come se esistesse una sorta di maledizione che colpisce i nerazzurri nei momenti che contano di più.
Quest'anno il bilancio è impietoso: tre sconfitte su tre contro le dirette concorrenti, con l'unica vittoria di prestigio arrivata contro la Roma all'Olimpico. Bastoni prova a spiegare: "A Napoli ci sono state disattenzioni importanti, con la Juve e col Milan c'è poco da dire. Come minimo siamo stati alla pari". Ma essere alla pari non basta quando si punta allo scudetto.
Adani offre una chiave di lettura interessante: "Il principale difetto dell'Inter è sé stessa. Anche se è in controllo, esce a tratti dalla partita e se lo fa diventa vulnerabile". È proprio questo il problema: la squadra di Chivu ha dimostrato di saper dominare contro chiunque, ma nei big match sembra mancare qualcosa a livello di cinismo e cattiveria.
Le quattro sconfitte in dodici partite sono troppe per una squadra che ambisce al titolo, soprattutto considerando che tre sono arrivate proprio negli scontri diretti. Chivu lo sa bene: "Dobbiamo migliorare la percezione del pericolo, ho visto una squadra attenta ma non bastava". Il tecnico romeno ha ereditato una squadra delusa e devastata, ma ora deve trovare la chiave per sbloccare questo tabù.
La buona notizia è che la mentalità c'è ancora. Come sottolinea Bastoni: "Finché ci sarà questo spirito e questa mentalità sono certo che le cose andranno per il meglio". L'Inter non è mai uscita dalle partite con la testa, ha sempre lottato fino alla fine. Ora serve solo trovare quel qualcosa in più per trasformare le prestazioni in vittorie.
Sommer, abbiamo un problema: il portiere nell'occhio del ciclone
La scritta è grande e prende tutto San Siro: SOS portiere. Yann Sommer è finito di nuovo nell'occhio del ciclone dopo l'ennesimo errore costoso, questa volta nel derby. La respinta maldestra sul tiro di Saelemaekers che ha regalato il gol a Pulisic è solo l'ultimo di una serie di episodi che stanno minando la fiducia nei confronti dello svizzero.
Trevisani è tranchant: "Il Milan ha un grande portiere, l'Inter non ha un portiere". Parole dure ma che fotografano una realtà sempre più evidente. Sommer ha chiuso un'altra partita con un gol sul groppone, dopo gli errori contro la Juventus e l'uscita a vuoto con la Roma che stava per costare un'altra vittoria.
Buffon prova a difenderlo: "Quel gol subito ti lascia l'amaro in bocca perché senti che avrebbe potuto fare meglio. Sono colpi difficili da gestire perché, non essendo molto potenti, non puoi deviarli molto lontano". Ma la sostanza non cambia: quando serve, Sommer non c'è.
Dietro di lui c'è Martinez, l'erede designato che però sta vivendo un momento delicatissimo dopo il tragico incidente del 28 ottobre. Lo spagnolo è seguito da uno psicologo del club e la sua situazione mentale resta un'incognita. Se Pepo dovesse essere pronto a tornare, forse è il caso di dargli una chance considerando il declino percettibile di Sommer.
Il futuro è già scritto: Sommer andrà via a giugno senza rinnovo e l'Inter sta già guardando al mercato. Caprile del Cagliari è il primo nome sulla lista, seguito da Suzuki del Parma e Atubolu del Friburgo. Difficile intervenire già a gennaio, ma la questione portiere è diventata una priorità assoluta per la prossima stagione.
Dumfries out, Diouf sorprende: le mosse di Chivu
I tempi di recupero di Dumfries si allungano e questo complica non poco i piani di Chivu. L'olandese salterà sicuramente le prossime quattro partite: Atletico Madrid, Pisa, Venezia in Coppa Italia e Como. L'obiettivo è riaverlo per il super match contro il Liverpool del 9 dicembre, ma la caviglia fa ancora male e serve pazienza.
Nel derby è emerso chiaramente quanto serva l'olandese: Carlos Augusto adattato a destra non ha funzionato, mentre Luis Henrique è rimasto inchiodato in panchina per novanta minuti. Una situazione che ha spinto Chivu a pescare dalla rosa soluzioni alternative, trovando in Andy Diouf una sorpresa inaspettata.
Dieci minuti sorprendenti quelli del francese, entrato nel finale come esterno destro offensivo nel 4-2-4 disperato di Chivu. Intraprendenza, personalità e tecnica: qualità che finora sembrava gli mancassero. "Per caratteristiche, per ciò che ha fatto vedere, lui predilige sempre entrare dentro il campo", ha spiegato il tecnico. "Avevamo bisogno di quel tipo di giocatore che salta l'uomo".
L'impatto di Diouf ha il sapore dell'ennesima bocciatura per Luis Henrique, che sulla carta sarebbe il naturale sostituto di Dumfries. Il brasiliano è stato scavalcato prima da Carlos Augusto fuori ruolo e poi dal giovane francese, superato nelle gerarchie anche da chi sembrava meno dentro al progetto.
Moretto conferma che Diouf non si muoverà a gennaio per ragioni di regolamento, avendo già militato in due club in questa stagione. Una notizia che fa piacere a Chivu, che potrebbe aver trovato una carta in più da giocare. Chissà che il francese non possa essere proposto proprio in quella posizione alternativa per esaltarne le qualità offensive.
Verso Madrid: l'Inter cerca il riscatto in Champions
Mercoledì sera al Metropolitano l'Inter cerca il riscatto dopo la delusione del derby. L'Atletico Madrid di Simeone aspetta i nerazzurri per la quinta giornata di Champions League, con Chivu che deve scrollarsi di dosso l'amarezza e preparare al meglio una sfida fondamentale per il cammino europeo.
A dirigere la partita sarà il francese François Letexier, considerato uno dei migliori arbitri in ambito europeo. Per lui sarà la seconda direzione con l'Inter dopo il 2-1 al Salisburgo dell'ottobre 2023. Squadra arbitrale quasi tutta transalpina, con l'unico non francese che è l'AVAR portoghese Tiago Martins.
L'Atletico arriva al match in grande forma: quinta vittoria consecutiva ieri contro il Getafe, con Simeone soddisfatto della prestazione. "La squadra sta giocando come vogliamo, lavorando molto bene", ha dichiarato il Cholo. I Colchoneros dovranno fare a meno dell'infortunato Oblak, sostituito da Musso che ha già dimostrato di essere affidabile.
Per l'Inter sarà un test importante per capire se la prestazione del derby può essere trasformata in risultato concreto. Il percorso in Champions è stato finora perfetto con quattro vittorie su quattro, e una quinta vittoria darebbe una spinta importante per la qualificazione diretta agli ottavi.
Le attività della vigilia sono già programmate: allenamento alle 11 ad Appiano Gentile prima della partenza per Madrid, poi alle 19 Chivu parlerà in conferenza stampa. Sarà l'occasione per capire se il tecnico romeno cambierà qualcosa dopo il derby o se confermerà la fiducia negli stessi uomini che hanno dominato contro il Milan senza raccogliere.
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Capitolo mercato portieri: con Sommer destinato all'addio, l'Inter ha già individuato i possibili sostituti. In pole Caprile del Cagliari, seguito da Suzuki e Atubolu. Sassuolo-Pisa show: pareggio pirotecnico 2-2 con Thorstvedt che salva i neroverdi al 94'. Il Pisa di Gilardino ospiterà l'Inter domenica prossima. Torino nel baratro: cinquina del Como che ricorda quella subita dall'Inter a inizio stagione. Baroni mastica amaro: "Era già successo". FIGC e giovani: approvata nuova norma per favorire gli Under 23, esclusi dal calcolo del costo del lavoro. Gravina: "Investire sui vivai sarà più conveniente".
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