Derby alle porte: l'Inter gestisce le forze mentre Bastoni resta nel mirino
Riassunto
L'Inter si prepara al derby decisivo con Chivu che ha già l'undici titolare, mentre Bonny è in dubbio e Lautaro out. Il pareggio 0-0 a Como testimonia un approccio pragmatico in vista della stracittadina. Bastoni continua a essere fischiato negli stadi dopo il caso Kalulu, ma Fabregas e Gattuso lo difendono. Sul mercato derby d'Italia con la Juve per i portieri Alisson, Vicario e Carnesecchi. La difesa nerazzurra è diventata una fortezza con 20 clean sheet stagionali.
Derby decisivo: Chivu ha già l'undici, Bonny in forse
Il momento della verità si avvicina. Domenica sera a San Siro andrà in scena il derby che può chiudere definitivamente i conti scudetto, con l'Inter che in caso di vittoria volerebbe a +13 sul Milan. Cristian Chivu ha già le idee chiare sulla formazione da schierare nella stracittadina, con il tecnico romeno pronto a rivoluzionare nuovamente l'undici dopo il turnover integrale visto a Como.
In difesa torneranno i titolarissimi: Sommer tra i pali, con Bisseck, Akanji e Bastoni a comporre il terzetto arretrato. Sulle fasce spazio a Luis Henrique e Dimarco, mentre in mezzo al campo Barella e Zielinski dovrebbero affiancare Calhanoglu, che ieri ha superato brillantemente la prova generale contro il Como.
Il vero ballottaggio riguarda l'attacco. Lautaro Martinez è definitivamente out (il suo rientro è previsto per la trasferta del 22 marzo a Firenze), mentre per Bonny c'è cauto ottimismo. Il francese, fermo per un semplice sovraccarico muscolare dopo la gara con il Genoa, dovrebbe tornare in gruppo tra oggi e domani. Lo staff medico sta monitorando attentamente le sue condizioni, ma l'obiettivo è averlo almeno in panchina per il derby.
Senza forzature eccessive, la coppia d'attacco dovrebbe essere composta da Thuram ed Esposito, con il giovane italiano chiamato a una prova di maturità nel palcoscenico più importante. Dall'altra parte, il Milan potrebbe recuperare Bartesaghi, che tra mercoledì e giovedì svolgerà i test decisivi per il rientro dopo l'infortunio muscolare.
Per l'arbitraggio, secondo Graziano Cesari c'è l'80% di possibilità che sia Doveri a dirigere la stracittadina, con Guida come alternativa. Una scelta che difficilmente ricadrà su un outsider, vista l'importanza della posta in palio. Il punto è questo: l'Inter ha tutto per chiudere il discorso scudetto già l'8 marzo, ma dovrà farlo senza il suo capitano e con un attacco rimaneggiato.
Como-Inter 0-0: quando il pragmatismo vince sulla bellezza
Niente fuochi d'artificio al Sinigaglia. L'Inter che in campionato segna quasi due gol e mezzo a partita, ieri sera a Como ha tirato in porta una sola volta. Una. Il miglior attacco della Serie A si è trasformato in una squadra "allegriana", come l'ha definita Tuttosport, portando a casa il risultato con il minimo sforzo e dieci cambi rispetto alla vittoria sul Genoa.
Arrigo Sacchi non ha nascosto la sua delusione: "Mi aspettavo di più, molto di più. Ho visto la partita di fianco a un mio amico ragioniere che alla fine mi ha detto: 'Avranno fatto i calcoli pensando al ritorno'. Ma il calcio è aggressione, fame, sacrificio". L'ex ct ha colto nel segno: l'Inter ha rinunciato alla sua natura dominante per gestire una serata che poteva nascondere insidie.
Chivu ha schierato una formazione completamente rivoluzionata, con Carlos Augusto unico superstite (ma in ruolo diverso) rispetto alla gara precedente. Il tecnico romeno ha optato per un 4-3-2-1 inedito, con due trequartisti dietro la punta, adattandosi alle contingenze del momento. "Non era semplice perché non abbiamo avuto tanto tempo per prepararla", ha spiegato l'allenatore.
Dall'altra parte, Fabregas ha proposto Nico Paz come falso nove, mantenendo il predominio territoriale ma senza mai impensierire seriamente Martinez. L'unica vera occasione dell'Inter è arrivata da Darmian a inizio ripresa: un tiro-cross dalla linea di fondo che ha colpito il palo, probabilmente più cross che conclusione.
Credetemi, questo 0-0 è stato il risultato di una partita a scacchi dove entrambe le squadre hanno aspettato l'errore dell'avversario. Un approccio che ha fatto storcere il naso ai puristi, ma che rientra perfettamente nella logica di una stagione dove l'Inter ha obiettivi più importanti della Coppa Italia. Il ritorno al Meazza, tra un mese e mezzo, dirà se questa strategia avrà pagato.
Bastoni nel mirino: quando i fischi diventano persecuzione
Il Sinigaglia come il Via del Mare. Anche a Como, Alessandro Bastoni è stato fischiato a ogni tocco di palla, esattamente come era successo a Lecce. A venti giorni dal caso Kalulu, nonostante le scuse pubbliche e sincere del difensore nerazzurro, la persecuzione continua negli stadi d'Italia.
Cesc Fabregas, da gentiluomo, ha preso le difese del centrale dell'Inter: "Gli succede perché gioca nella squadra più forte d'Italia. Lo dobbiamo proteggere, diventerà il capitano dell'Italia. Ha sbagliato ma sono cose che si fanno, anche io ho sbagliato a San Siro". Parole di buon senso che dovrebbero far riflettere.
Giuseppe Rossi è stato ancora più diretto: "Dire che Bastoni non deve giocare con la Nazionale è una stronzata. Tutti fanno qualcosa che va oltre i limiti per ottenere un vantaggio. In campo fai di tutto per vincere". L'ex attaccante ha individuato il vero colpevole: "Non do la colpa a Bastoni, ma al VAR. A cosa diavolo serve se non controlla queste situazioni?".
Ora, prestate attenzione: c'è una differenza sostanziale tra esprimere dissenso e perseguitare un giocatore. Il linciaggio acustico che sta subendo Bastoni ricorda quello riservato a Lukaku tre anni fa, ma almeno in quel caso c'era un rapporto diretto tra il belga e i tifosi dell'Inter. Qui invece assistiamo a un'emulazione che rischia di diventare contagiosa.
Gennaro Gattuso, ct della Nazionale, non ha mai pensato di rinunciare al difensore nerazzurro. Ha parlato con lui a quattrocchi nei giorni più caldi della polemica, offrendogli il supporto di un fratello maggiore. Anche Chivu continua a coccolarlo, ben sapendo che la tempesta non è ancora finita.
Capitolo derby: è naturale che i cugini alzino la voce contro un rivale, ma la speranza è che questa storia possa finalmente chiudersi. Bastoni ha sbagliato, ha pagato con un massacro social più doloroso di qualsiasi squalifica, si è scusato. Ora basta persecuzioni.
Derby d'Italia anche sul mercato: Inter e Juve puntano gli stessi portieri
Estate calda in vista per il mercato dei portieri. Inter e Juventus hanno messo nel mirino gli stessi obiettivi per rinforzare la porta, dando vita a quello che potrebbe essere un vero e proprio derby d'Italia anche in sede di calciomercato.
Il nome più caldo è quello di Alisson Becker: il portiere del Liverpool, 33 anni e contratto fino al 2027, potrebbe lasciare l'Inghilterra visto che i Reds hanno già in casa Mamardashvili come titolare del futuro. Il brasiliano rappresenterebbe un colpo di esperienza e qualità per entrambe le squadre.
Ma non è l'unico obiettivo comune. Vicario e Carnesecchi sono altri due nomi che stuzzicano sia l'Inter che la Juventus. Per quanto riguarda l'estremo difensore del Tottenham, secondo Matteo Moretto l'Inter resta il club più vicino: in questo mese ci saranno nuovi contatti per far avanzare la trattativa, con il portiere della Nazionale che ha già dato la sua apertura totale al progetto nerazzurro.
La Juventus, dal canto suo, sta valutando una rivoluzione totale del reparto portieri. Spalletti potrebbe portare con sé Bonaiuti, storico collaboratore che conosce bene Di Gregorio dai tempi dell'Inter. Il sogno bianconero resta Carnesecchi, ma servirebbe un investimento di circa 35 milioni per strapparlo all'Atalanta.
Tra le alternative spunta anche De Gea, che potrebbe lasciare la Fiorentina per una soluzione più stimolante. Lo spagnolo rappresenterebbe un'opzione di esperienza, mentre Perin potrebbe diventare una soluzione credibile per il club viola in caso di partenza dell'ex Manchester United.
Il punto è questo: entrambe le squadre hanno bisogno di certezze tra i pali e il mercato estivo si preannuncia ricco di movimenti. Chi la spunterà nel derby d'Italia dei portieri?
Da difesa colabrodo a fortezza: l'Inter ha trovato la quadra
C'era una volta la difesa che prendeva troppi gol. Sembra passata un'era geologica da quando, a inizio stagione, la fase difensiva rappresentava uno dei grandi problemi dell'Inter. Ora i numeri parlano chiaro e raccontano una storia completamente diversa.
Il pareggio di Como ha portato il ventesimo clean sheet stagionale per l'Inter: solo Arsenal (22), PSG e Manchester City (21) hanno fatto meglio tra le squadre delle top-5 leghe europee considerando tutte le competizioni. Un dato che certifica il lavoro straordinario fatto da Cristian Chivu nel sistemare i meccanismi difensivi.
La trasformazione è stata graduale ma costante. Dalle prime giornate di campionato, quando la squadra sembrava aver smarrito la solidità che l'aveva contraddistinta negli anni precedenti, fino all'attuale status di una delle difese più ermetiche d'Europa. Un percorso che ha richiesto tempo, pazienza e aggiustamenti tattici mirati.
Paradossalmente, proprio nella serata in cui l'Inter ha conquistato il ventesimo clean sheet, ha anche fatto registrare un record negativo: solo tre conclusioni totali contro il Como, dato che non si verificava dall'11 marzo 2018 contro il Napoli. Un'anomalia che testimonia quanto la squadra di Chivu abbia privilegiato la gestione rispetto al dominio offensivo.
La solidità difensiva è diventata uno dei marchi di fabbrica di questa Inter, capace di adattarsi alle diverse situazioni di gioco senza mai perdere l'equilibrio. Un aspetto fondamentale in vista del rush finale di stagione, dove ogni dettaglio può fare la differenza tra il successo e il rimpianto.
Da Leggere Più Tardi
Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati
Mentre l'attenzione è tutta sul derby, continuano i movimenti di mercato con Solet priorità assoluta dell'Inter per la difesa e Massolin corteggiato dall'Algeria per la Nazionale. La Primavera non riesce a vincere e pareggia 0-0 a Parma nonostante la superiorità numerica. Chivu si sfoga sui colleghi che saltano le conferenze stampa: "Siamo noi gli unici coglioni". Trevisani difende l'operato del tecnico romeno ricordando che aveva solo 13 panchine in Serie A a inizio stagione. Lutto nel calcio con la scomparsa di Sarìn Di Vincenzo, ex portiere nerazzurro degli anni '70. La Juventus pianifica la rivoluzione a centrocampo con Bernardo Silva e Goretzka nel mirino. Como-Inter ha vinto la serata tv con 3,7 milioni di spettatori e il 19,2% di share.
Naviga nel tema
Ricevi digest come questo direttamente su Telegram
Unisciti a migliaia di utenti che ricevono quotidianamente analisi curate su inter e calcio italiano. Informazione di qualità, zero spam.
Iscriviti al canale Inter e Calcio Italiano