Inter
2 gennaio 2026

Cancelo torna a casa, Frattesi verso l'addio e il mercato nerazzurro che scalda

Riassunto

Cancelo verso il ritorno all'Inter con l'ostacolo ingaggio da 15 milioni, mentre Frattesi si avvicina alla Juventus che deve sborsare 30 milioni cash. Chivu prepara la rivincita contro il Bologna con Lautaro e Calhanoglu titolari per cancellare Riad. Akanji ha conquistato tutti e sarà riscattato anche senza scudetto, mentre l'Inter si conferma terza nel ranking UEFA come unica italiana nella top 10 europea.

Cancelo, il ritorno del figliol prodigo: l'Inter accelera ma l'ingaggio fa paura

Importanza: 9/10

Ore calde per il grande ritorno. João Cancelo potrebbe tornare a vestire il nerazzurro dopo sette anni, ma stavolta da protagonista assoluto. L'Inter ha scelto: il portoghese è l'obiettivo numero uno per gennaio, l'occasione troppo ghiotta per farsela scappare dopo la rottura con Simone Inzaghi all'Al-Hilal (che assist involontario dell'ex tecnico nerazzurro).

I contatti con Jorge Mendes sono continui e febbrili, anche durante le feste. L'asse Milano-Riad è operativo e la volontà è chiara: chiudere rapidamente per battere la concorrenza di Barcellona e Benfica. Il punto è questo: Chivu ha bisogno di un'alternativa di livello sulla fascia destra, dove Luis Henrique non garantisce ancora la continuità di Dumfries.

Ma c'è un ostacolo che fa tremare i polsi: l'ingaggio da 15 milioni di euro. Anche dividendo la cifra a metà per sei mesi, parliamo di 7,5 milioni fuori portata per l'Inter. Servirà un contributo decisivo dell'Al-Hilal per rendere sostenibile l'operazione (e qui la rottura con Inzaghi potrebbe giocare a favore dei nerazzurri).

Capitolo carattere: Cancelo non è esattamente un santo. Spalletti, Guardiola, Allegri e ora Inzaghi ne sanno qualcosa. La rottura in Arabia è arrivata alla prima di campionato per una sostituzione non gradita, culminata con calci e pugni alla panchina. Un altro addio al veleno per un giocatore dal temperamento... frizzantino.

Eppure l'occasione è irresistibile. Cancelo conosce l'ambiente, ha esperienza internazionale e quella duttilità che piace a Chivu. Con gennaio che sarà un mese di fuoco (8 partite in 24 giorni), un rinforzo immediato potrebbe fare la differenza. Credetemi: se l'Inter riuscisse a chiudere entro l'11 gennaio, per Inter-Napoli avrebbe un'arma in più per il primo snodo scudetto dell'anno.

Frattesi-Juventus, la trattativa che può cambiare tutto: 30 milioni o niente

Importanza: 8/10

Davide Frattesi è sempre più lontano dall'Inter. Il centrocampista romano, scontento per il poco spazio (nemmeno 500 minuti tra tutte le competizioni), guarda con interesse alla Juventus di Spalletti che lo ha valorizzato in Nazionale più di chiunque altro.

La situazione è cristallina: Frattesi non è il centrocampista che serve alla Juventus nel senso stretto del termine, ma piuttosto la mezzala che si inserisce e regala gol. Sette delle sue otto reti in azzurro sono arrivate proprio sotto la gestione Spalletti, che ora lo indica come rinforzo ideale per la sua mediana.

Ora, prestate attenzione alle condizioni dell'Inter: niente scambi fantasiosi o "cervellotiche traiettorie". Marotta e Ausilio vogliono cash, almeno 30 milioni di euro per sedersi al tavolo delle trattative. Una cifra che riflette la valutazione del giocatore e la necessità di fare plusvalenza.

Le quote dei bookmaker parlano chiaro: l'addio all'Inter è quotato a 2.50, una possibilità concreta che conferma il malumore del giocatore. Spalletti fiuta l'occasione e sa che Frattesi potrebbe essere la chiave per ridurre il gap dalle prime della classe (la Juve è a -4 dalla vetta in attesa dei recuperi).

Il paradosso è evidente: un giocatore che Chivu non riesce a valorizzare potrebbe diventare l'arma in più per la Juventus nella corsa Champions. E con Muharemovic che potrebbe essere la chiave per intavolare la trattativa (il bosniaco è stato ceduto dalla Juve con recompra), gennaio potrebbe davvero essere il mese dell'addio.

Per l'Inter, perdere Frattesi significherebbe incassare una cifra importante ma anche privarsi di un centrocampista che, sulla carta, doveva essere il futuro del centrocampo nerazzurro.

Inter-Bologna, la rivincita di Chivu: Lautaro e Calhanoglu per cancellare Riad

Importanza: 6/10

Sedici giorni dopo Riad, l'Inter si ritrova davanti il Bologna. Stavolta però Chivu ha studiato la lezione e prepara la rivincita con due mosse precise: il ritorno dal primo minuto di Lautaro Martinez e Hakan Calhanoglu.

Il Toro, lasciato in panchina in Supercoppa e subentrato solo al 71', riprenderà il suo posto nell'attacco nerazzurro. Con un gol andrebbe a segno per la quinta gara di fila in campionato e raggiungerebbe la doppia cifra per la settima stagione consecutiva in Serie A, superando Vieri e Boninsegna e avvicinandosi ai record di Meazza, Lorenzi e Altobelli.

Anche Calhanoglu, out in Arabia per l'infortunio agli adduttori, è pronto a riprendersi le chiavi del centrocampo. Contro l'Atalanta ha dimostrato di essere tornato: 90 minuti in campo, 75 palloni giocati, 52 passaggi positivi e 3 occasioni create. Il turco è tornato.

Ma la vera sfida sarà mentale. Il Bologna è una bestia nera per l'Inter: negli ultimi 10 precedenti solo 2 vittorie nerazzurre, con dispiaceri che vanno dal 2-1 con autogol di Radu alla rovesciata di Orsolini, fino al ko in Coppa Italia del 2023. Capitolo tabù: superarlo significherebbe inanellare la quinta vittoria di fila in Serie A, la prima volta in stagione.

Restano out Bonny e Acerbi, oltre ai lungodegenti Darmian, Dumfries e Di Gennaro. Mkhitaryan è in vantaggio su Zielinski per completare il centrocampo, mentre a destra confermato Luis Henrique. La formazione dovrebbe essere: Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; Luis Henrique, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Lautaro, Thuram.

Con le prime tre squadre racchiuse in tre punti, ogni passo falso può costare caro. L'Inter, a due partite dal giro di boa, non può permetterselo.

Akanji ha conquistato tutti: riscatto sicuro, anche senza scudetto

Importanza: 6/10

Manuel Akanji è diventato il coltellino svizzero di Chivu e l'Inter ha già deciso: sarà riscattato in estate, a prescindere dallo scudetto. Una certezza che premia sei mesi da protagonista assoluto.

I numeri parlano chiaro: 13 presenze su 13 da titolare in campionato, sempre per 90 minuti. Chivu non l'ha mai sostituito, segno di una fiducia totale. Media voto Gazzetta del 6 spaccato, quarto tra i difensori centrali per passaggi completati (61,6 a partita) e secondo nell'Inter per duelli vinti (50).

La formula prevede un prestito con diritto di riscatto a 15 milioni dal Manchester City, che diventa obbligo in caso di tricolore. Ma dalle parti di Viale della Liberazione hanno le idee chiare: Akanji merita la conferma indipendentemente dal risultato finale.

La duttilità dello svizzero è un valore aggiunto prezioso. Può giocare sia da braccetto che da centrale, caratteristica che Chivu ha sfruttato in più occasioni. Un jolly difensivo che va per i 31 anni ma che l'esperienza ce l'ha nel sangue: "Spero di restare qui, vediamo cosa succederà questa stagione", aveva detto un mese fa. "Ora sono molto felice a Milano".

E l'Inter è felice di lui. Dopo aver vinto trofei in Svizzera, Germania e Inghilterra, Akanji punta al poker tricolore. Per lui lo scudetto vale doppio: vincere significherebbe completare il Grand Slam europeo e garantirsi automaticamente la permanenza a Milano.

Un investimento che Marotta e Ausilio considerano già blindato. Quindici milioni per un difensore di questa affidabilità e versatilità sono un affare, soprattutto considerando l'adattamento immediato e l'impatto zero sui meccanismi di squadra.

Inter terza in Europa: il ranking UEFA certifica la crescita nerazzurra

Importanza: 5/10

L'Inter chiude il 2025 sul podio europeo. Terza nel ranking UEFA con 121.250 punti, dietro solo a Real Madrid (131.500) e Bayern Monaco (124.250), i nerazzurri si confermano unica italiana nella top 10 continentale.

Un risultato che certifica la crescita costante della squadra di Chivu e il lavoro di questi anni. Davanti a Manchester City (117.750), Liverpool (115.500) e PSG (109.500), l'Inter si è guadagnata un posto nell'élite del calcio mondiale grazie ai risultati degli ultimi cinque anni nelle competizioni europee.

La classifica completa vede due squadre spagnole (Real e Barcellona), tre tedesche (Bayern, Borussia Dortmund e Bayer Leverkusen), tre inglesi (City, Liverpool e Arsenal), una francese (PSG) e l'Inter come unica rappresentante italiana. Un dato che fa riflettere sullo stato di salute del nostro calcio.

Questo posizionamento non è solo una questione di prestigio. Il ranking UEFA influenza i sorteggi delle competizioni europee e garantisce vantaggi concreti nelle fasi a eliminazione diretta. Essere terzi significa partire sempre con un piede avanti negli accoppiamenti.

Per l'Inter è la conferma di un percorso iniziato anni fa e che ha portato la squadra a competere stabilmente ai massimi livelli. Dalla finale di Champions del 2023 alla crescita costante in campionato, i nerazzurri hanno saputo costruire una credibilità internazionale che oggi viene riconosciuta anche dai numeri.

Un traguardo che deve essere da stimolo per continuare a crescere e magari, un giorno, insidiare il primato di Real Madrid e Bayern Monaco.

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Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati

Mercato in fermento anche per le altre big: il Milan accelera per Füllkrug in extremis per Cagliari, mentre la Lazio saluta Castellanos direzione West Ham per 30 milioni. Capitolo giovani: Carboni dice sì al Racing per rilanciarsi dopo il flop Genoa, mentre Palacios insiste per restare nonostante l'Inter voglia cederlo. Statistiche da record: Dimarco comanda in Europa per occasioni create (16), mentre otto nerazzurri nella top 100 del Guardian certificano la forza collettiva interista. Movimenti vari: Dodò si allontana dall'Inter e resta alla Fiorentina, che invece accoglie Solomon dal Tottenham come primo colpo di Paratici.

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