Beffa Atletico e segnali di crisi: l'Inter perde al 93' e deve riflettere
Riassunto
Notte amara a Madrid: l'Inter perde 2-1 con l'Atletico al 93' per il gol di Gimenez, seconda sconfitta consecutiva che fa riflettere. Simeone si autocandida per la panchina nerazzurra ma Marotta blinda Chivu. In Champions l'Arsenal vola solitario in vetta, Liverpool crolla 4-1 col PSV. Suggestione Maignan per l'Inter, Romano smentisce ma il dossier resta aperto. Il Milan di Allegri perfeziona la ricetta scudetto: difesa di ferro e contropiede letale.
Atletico Madrid-Inter 2-1: beffa al 93', Gimenez gela Chivu
Maledetto calcio d'angolo. L'Inter esce dal Metropolitano con l'amaro in bocca e una sconfitta che brucia come poche altre. Atletico Madrid-Inter 2-1, con il gol di Gimenez al 93' che spezza il cuore ai nerazzurri e regala tre punti pesantissimi ai Colchoneros. Una partita che sembrava indirizzata verso un pareggio tutto sommato giusto, trasformata in beffa da un calcio piazzato che i ragazzi di Chivu non sono riusciti a difendere nonostante avessero in campo "i più alti che potevamo avere", come ha spiegato amaramente l'allenatore romeno.
Il copione della serata si scrive già nei primi minuti: Alvarez porta avanti l'Atletico al 9' dopo un'azione rocambolesca (con tocco sospetto di Baena), ma l'Inter non si scompone. Anzi, nella ripresa trova il pareggio con un bellissimo diagonale di Zielinski, bravo a finalizzare l'assist di Bonny. "Stavolta la manovra dell'Inter è perfetta", recita la cronaca del gol polacco che sembrava aver rimesso tutto in equilibrio.
Ma il calcio, si sa, è fatto di episodi. E l'episodio che decide la partita arriva quando meno te lo aspetti: corner di Griezmann, colpo di testa implacabile di Gimenez e Sommer battuto. "Non dovevamo arrivare a quel corner perdendo palla", mastica amaro Chivu nel post-partita, consapevole che la sua squadra aveva la possibilità di ripartire ma ha gestito male l'ultimo passaggio.
La prestazione c'è, i risultati no. È questo il leitmotiv che accompagna l'Inter in questo periodo complicato. Dopo il derby perso contro il Milan, arriva un'altra sconfitta che fa male soprattutto per come è maturata. "Ho fumato tre sigarette una dopo l'altra", confessa Chivu con una sincerità disarmante, "c'è tanto rammarico per quello che abbiamo messo in campo. Non meritavamo di perdere".
I numeri parlano chiaro: due sconfitte consecutive per la prima volta in stagione, quattro ko in dodici giornate di campionato che sono "troppe" secondo lo stesso tecnico. Eppure la squadra ha tenuto botta al Metropolitano, ha saputo reagire allo svantaggio e ha creato occasioni per vincere. Ma nel calcio moderno, come ricorda spesso Mourinho, conta solo il risultato finale.
Milan, la ricetta di Allegri: difesa di ferro e contropiede letale
Sette gol in meno rispetto alla scorsa stagione. È questo il dato che fotografa meglio di ogni altro la trasformazione del Milan sotto la guida di Massimiliano Allegri. Il tecnico livornese ha fatto quello che sa fare meglio: sistemare la difesa e costruire una squadra pragmatica, capace di soffrire quando serve e di colpire al momento giusto.
"Pavlovic, Tomori e Gabbia giganti contro i giganti", titola la Gazzetta, e non è retorica. Il trio difensivo rossonero ha costruito un fortino che ha retto l'urto nei big match più importanti: solo un gol subito (su rigore) nelle sfide con Roma, Inter, Napoli, Bologna e Juventus. Otto partite senza subire reti tra Serie A e Coppa Italia. Numeri da scudetto, quelli che Allegri conosce bene e che sa come ottenere.
Il segreto è nell'organizzazione. Il Milan di Max ha un baricentro medio basso (49,2 metri) e preferisce aspettare l'avversario per poi colpire nei ribaltamenti di fronte. Non a caso è ultimo in Serie A nell'indice PPDA, che misura l'aggressività del pressing. "Più che un difetto, è una scelta precisa", spiegano gli analisti: i rossoneri invitano gli avversari a scoprirsi per poi punirli con contropiedi devastanti.
E qui entra in gioco l'altra faccia della medaglia Allegri: la capacità di trasformare le ripartenze in gol. Marcus Thuram, che di contropiedi se ne intende, ha certificato la qualità rossonera: "Il Milan è, con il Real Madrid, la squadra più forte d'Europa su contropiede". Non è un caso che le due vittorie più importanti della stagione - contro Roma e Inter - siano arrivate proprio così: 1-0 in entrambi i casi, gol in ripartenza che hanno fatto la differenza.
Il tempo gioca a favore di Max. Senza coppe europee, il Milan può permettersi un lusso che le rivali non hanno: allenare con calma e gestire le energie. Da qui al primo febbraio, Allegri avrà circa 26 giorni "puliti" per lavorare con la squadra, contro i 16 di Inter, Napoli e Bologna. Un vantaggio competitivo non da poco, che il tecnico toscano sta già sfruttando per perfezionare i suoi meccanismi. Come dice Gabbia: "Siamo allineati con il mister, vogliamo migliorare grazie a lui e al suo staff".
Champions League: Arsenal vola, Liverpool crolla, Inter seconda
L'Arsenal resta solo in vetta alla classifica di Champions League dopo una quinta giornata ricca di sorprese e ribaltoni. I Gunners battono 3-1 il Bayern Monaco all'Emirates e si portano a 15 punti, unici ancora a punteggio pieno in questa edizione della competizione. Dietro di loro, a 12 punti, si forma un quartetto di lusso: Inter, PSG, Bayern Monaco e Real Madrid.
Ma la notizia più clamorosa della serata arriva da Anfield: il Liverpool di Slot subisce una batosta casalinga contro il PSV Eindhoven, perdendo 4-1 in una serata da incubo. I Reds, che erano partiti bene con il pari di Szoboszlai dopo il rigore di Perisic, crollano nella ripresa sotto i colpi di Til e la doppietta di Driouech. Una sconfitta che conferma la crisi profonda della squadra inglese, prossima avversaria dell'Inter a San Siro.
Serata di gol e spettacolo anche al Parco dei Principi, dove il PSG batte 5-3 il Tottenham in una partita dalle mille emozioni. Gli inglesi vanno due volte avanti con Richarlison e Kolo Muani, ma i campioni d'Europa in carica ribaltano tutto grazie alla tripletta di Vitinha (due rigori e un gol su azione) e alle reti di Fabian Ruiz e Pacho.
Ad Atene brilla la stella di Kylian Mbappé, che cala un poker incredibile nel 6-3 del Real Madrid sull'Olympiacos. I greci erano anche passati in vantaggio con Ciquinho e avevano provato a rientrare in partita con Taremi ed El Kaabi, ma la classe del francese ha fatto la differenza in una notte magica per i Blancos.
L'Atalanta vola in Germania: 3-0 secco all'Eintracht Francoforte che vale il decimo posto in classifica per i bergamaschi di Palladino. Una vittoria importante che tiene vive le speranze di qualificazione diretta agli ottavi, mentre il Napoli (20° con 5 punti) e la Juventus (22° con 5 punti) dovranno sudare per strappare almeno un posto nei playoff.
Simeone si candida per l'Inter: "Nel mio percorso mi immagino una tappa nerazzurra"
"Nel mio percorso di allenatore mi immagino di vivere una tappa all'Inter, sì". Le parole di Diego Pablo Simeone alla vigilia della sfida con i nerazzurri hanno fatto il giro del mondo, riaccendendo i riflettori su un legame mai sopito tra il Cholo e Milano. Due stagioni all'Inter a fine anni '90, impreziosite da una Coppa UEFA vinta in finale proprio contro quella che sarebbe diventata la sua Lazio, e ora il sogno di tornare da allenatore.
Ma c'è un piccolo dettaglio che complica i piani: lo stipendio. Simeone guadagna 16,6 milioni netti più bonus all'Atletico Madrid, una cifra che lo rende uno degli allenatori più pagati al mondo. "Non può pensare di farlo con lo stipendio che prende all'Atletico", mette in evidenza il Corriere dello Sport, sottolineando l'evidente sproporzione economica tra le due realtà.
La risposta di Marotta non si è fatta attendere. Il presidente nerazzurro, interpellato prima del fischio d'inizio al Metropolitano, ha glissato con eleganza: "L'autocandidatura di Simeone? La leggo come l'ammirazione per una società che conosce bene e che è all'avanguardia in Europa". Poi la chiusura netta: "Noi abbiamo un allenatore giovane come Chivu, che risponde al profilo che cercavamo. Siamo contenti di lui e sono convinto che potrà stare sulla nostra panchina per tantissimi anni".
Un messaggio chiaro, quello del numero uno del Biscione: Chivu è il presente e il futuro dell'Inter. Il tecnico romeno, nonostante le due sconfitte consecutive, gode ancora della piena fiducia della società. "Risponde al profilo che cercavamo", ha ribadito Marotta, confermando la linea verde intrapresa dal club dopo l'addio di Conte.
Simeone, dal canto suo, ha precisato che "non dipenderà solo da me" un eventuale approdo all'Inter, ma ha confermato che "è normale che una squadra forte come l'Inter piacerebbe a tutti allenarla". Parole d'amore che fanno sognare i tifosi nerazzurri, ma che al momento restano solo suggestioni. Il Cholo ha ancora un contratto lungo con l'Atletico e l'Inter ha scelto la sua strada con Chivu.
Maignan-Inter, suggestione di mercato: Romano smentisce, ma l'Inter studia il dossier
Mike Maignan all'Inter? La suggestione di mercato che ha fatto impazzire i tifosi nerazzurri nelle ultime ore trova una prima smentita da Fabrizio Romano, ma il dossier del portiere francese resta aperto sui tavoli di Viale della Liberazione. "Non risultano discorsi in piedi o anche semplici pensieri tra l'Inter e il portiere transalpino", ha chiarito l'esperto di mercato, gettando acqua sul fuoco delle indiscrezioni.
Ma il Corriere della Sera racconta una storia diversa: "L'Inter ha studiato con attenzione il dossier Maignan". Il motivo è semplice: il portiere del Milan è in scadenza di contratto e i colloqui per il rinnovo sono sospesi da febbraio. Le parti avevano trovato un accordo a 5,5 milioni fino al 2028, ma poi il club rossonero ha rivisto la proposta al ribasso, creando una frattura che ancora non si è ricomposta.
L'arrivo di Allegri potrebbe cambiare tutto. Il tecnico toscano considera Maignan "un leader naturale" e nella sua squadra "ci sarà sempre spazio per atleti come lui". Il feeling tra i due è speciale, tanto che il capitano rossonero "si fida ciecamente del proprio allenatore" e quest'anno ha ritrovato uno stato di forma che mancava da tempo. Due rigori parati in poche giornate (Dybala e Calhanoglu) e prestazioni da protagonista assoluto contro Roma e Inter.
Per l'Inter, la situazione è intrigante ma complicata. Sommer vive un momento difficile e l'idea di sostituirlo con un portiere del calibro di Maignan stuzzica la fantasia. Ma ci sono diversi ostacoli: l'ingaggio richiesto dal francese (5 milioni di euro), la concorrenza della Premier League e soprattutto la volontà del Milan di non perdere il suo gioiello.
Elia Caprile resta nel mirino di Inter e Milan come alternativa più giovane ed economica. Il portiere del Cagliari, nonostante l'errore contro il Genoa, continua ad attirare l'interesse dei top club italiani. Ma secondo L'Unione Sarda, il suo futuro potrebbe chiamarsi Premier League, dove ha già militato con il Leeds United. Una suggestione che potrebbe diventare realtà se le big italiane non dovessero affondare il colpo.
Da Leggere Più Tardi
Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati
Settore giovanile in difficoltà: l'Inter Primavera subisce la prima sconfitta in Youth League, 4-1 contro l'Atletico Madrid dopo l'espulsione di Galliera al 5'. Carbone: "Ce la giocheremo contro il Liverpool in casa". L'Inter U23 esce dalla Coppa Italia Serie C perdendo 2-3 col Renate dopo una clamorosa rimonta nel recupero.
Mercato e prospettive: Chivu vuole Giovane del Verona, contatti avviati per gennaio con cifre tra 20-30 milioni. Miranda attacca Spalletti: "Il peggior allenatore avuto in Italia, viveva col terrore".
Statistiche e curiosità: Lautaro segna meno di Orsolini negli ultimi tre anni (0,525 vs 0,537 gol a presenza). Il derby Inter-Milan ha registrato record di ascolti su DAZN con 2.136.298 spettatori. Mourinho ricorda Sneijder: "Mi ha dato il Triplete, l'anno migliore della carriera".
Naviga nel tema
Ricevi digest come questo direttamente su Telegram
Unisciti a migliaia di utenti che ricevono quotidianamente analisi curate su inter e calcio italiano. Informazione di qualità, zero spam.
Iscriviti al canale Inter e Calcio Italiano