Azzurri in finale, Bastoni nel mirino del Barça: l'Inter tra sogni mondiali e rivoluzione
Riassunto
L'Italia batte 2-0 l'Irlanda del Nord e vola in finale playoff contro la Bosnia di Dzeko. Bastoni protagonista nonostante le voci di mercato, con il Barcellona pronto a offrire 70-80 milioni. Lautaro accelera per Inter-Roma del 5 aprile, mentre l'Inter pianifica la rivoluzione difensiva con tre addii certi e l'arrivo di giovani talenti come Vicario e Ordoñez.
L'Italia vola in finale: Bastoni recupera, Pio Esposito illumina
Missione compiuta. L'Italia di Gattuso ha superato il primo ostacolo verso il Mondiale 2026, battendo 2-0 l'Irlanda del Nord a Bergamo con i gol di Tonali e Kean. Una serata che ha visto protagonisti tre nerazzurri: Dimarco, Barella e soprattutto Alessandro Bastoni, che ha dato l'ennesima prova del suo valore nonostante le voci di mercato che lo circondano.
Il difensore dell'Inter, reduce da settimane difficili tra polemiche e fischi negli stadi italiani, ha risposto presente quando serviva. Gattuso non ha mai avuto dubbi: "Le possibilità di impiego sono in aumento, lo voglio recuperare". E così è stato. Bastoni ha completato il reparto con Mancini e Calafiori, dimostrando che la classe non si discute mai.
Ma la vera sorpresa della serata è stata Pio Esposito. Entrato al 63' al posto di un impalpabile Retegui, il giovane attaccante nerazzurro ha subito cambiato il volto della partita. "Pio Esposito mi piace tantissimo per come gioca, interpreta la partita, per come si muove in area di rigore", aveva detto Altobelli alla vigilia. E il ragazzo non ha tradito le aspettative, confermandosi il futuro dell'attacco azzurro.
Ora l'Italia aspetta di conoscere l'avversaria della finale del 31 marzo: sarà la Bosnia di Dzeko, che ha eliminato il Galles ai rigori. Un'altra sfida da dentro o fuori, ma con la consapevolezza che questa squadra ha ritrovato l'unità perduta. Come ha detto Tonali: "Abbiamo visto un po' di mostri in settimana, poi ci siamo liberati". Il Mondiale non è mai stato così vicino.
Bastoni-Barcellona: il caso che divide l'Inter
Il punto è questo: Alessandro Bastoni è diventato l'elefante nella stanza di viale della Liberazione. Il Barcellona fa sul serio e l'Inter si trova di fronte a un bivio che potrebbe cambiare il futuro della squadra. Non basterebbero 60 milioni, servono almeno 70-80 per sedersi al tavolo delle trattative.
La situazione è delicata quanto mai. Da un lato c'è un giocatore che fino a febbraio era considerato intoccabile, dall'altro le sirene catalane che suonano sempre più forte. Il difensore nerazzurro sa dell'interesse blaugrana ma per ora non ha dato segnali di apertura. "Soltanto di fronte a una seria apertura di Bastoni nei confronti del Barcellona la pista potrebbe prendere seriamente quota", filtra da ambienti vicini al club.
Ma c'è un problema che va oltre il mercato: l'episodio Kalulu contro la Juventus ha cambiato tutto. Come scrive L'Équipe, Bastoni è diventato "il giocatore più detestato d'Italia", fischiato in ogni stadio. Una situazione che pesa psicologicamente e che potrebbe spingere verso l'addio.
L'Inter, dal canto suo, non farà sconti. Marotta e Ausilio sanno che perdere Bastoni significherebbe rivoluzionare tutto il sistema di gioco (si parla già di cambio modulo) e per questo la valutazione è altissima. Con quei soldi si potrebbe finanziare l'intera campagna acquisti estiva, puntando su Koné, Vicario e un esterno d'attacco.
Credetemi, questa storia è tutt'altro che chiusa. Il tempo dirà se Bastoni percorrerà davvero la via catalana, ma una cosa è certa: mai come quest'anno il suo futuro appare in bilico.
Bosnia-Italia: Dzeko sfida il suo passato
Sarà la Bosnia l'avversaria dell'Italia nella finale playoff del 31 marzo. I balcanici hanno eliminato il Galles ai rigori dopo l'1-1 dei tempi regolamentari, con Edin Dzeko protagonista assoluto. L'ex attaccante dell'Inter, a 40 anni, ha pareggiato all'86' e poi ha trascinato i suoi nella lotteria dei penalty.
Un destino beffardo quello che porterà Dzeko a sfidare il paese che lo ha accolto per anni. Ha giocato nella Roma, nell'Inter e nella Fiorentina, i suoi quattro figli sono nati tra Roma e Milano, la famiglia vive ancora a Firenze. Eppure ora ha un solo sogno: "Regalare alla Bosnia il Mondiale prima di smettere".
Le dichiarazioni post-partita sono già da battaglia psicologica. Dzeko sposta subito la pressione sugli azzurri: "Ci aspetta la finale contro gli italiani, che verranno a Zenica da grandi favoriti. Noi però vogliamo dimostrare quanto possiamo fare". Dall'altra parte Gattuso non si nasconde: "Squadra di grande esperienza, vecchi marpioni che giocano con il 4-4-2, hanno esperienza e giocheremo in uno stadio molto molto caldo".
Lo stadio Bilino Polje di Zenica sarà un fortino. Ventimila tifosi bosniaci pronti a spingere la loro nazionale verso un sogno che dura da troppo tempo. L'Italia dovrà fare i conti con un ambiente di fuoco e con un Dzeko che conosce benissimo i segreti del calcio italiano.
Intanto è già partita la guerra dei nervi: le telecamere hanno pizzicato Dimarco e altri azzurri esultare durante i rigori che hanno eliminato il Galles. Immagini diventate virali che arriveranno sicuramente anche in Bosnia. Meglio andarci cauti, perché martedì sera non ci saranno sconti per nessuno.
Lautaro accelera: Inter-Roma nel mirino
Il Toro scalpa la terra e punta dritto a Inter-Roma del 5 aprile. Lautaro Martinez ha cerchiato in rosso quella data sul calendario e sta bruciando le tappe per tornare al 100%. Dopo un mese e mezzo di stop, il capitano nerazzurro vuole essere protagonista nella sfida più importante di questo finale di stagione.
I numeri parlano chiaro: senza Lautaro l'Inter viaggia a una media di un gol a partita, con lui sale oltre i due. "La media di tiri in porta a partita scende da circa 17 a 15" quando manca il capitano, e questo spiega perché la squadra abbia raccolto solo due pareggi nelle ultime tre di campionato.
Il piano di recupero è ben definito: questa settimana lavoro personalizzato, poi aggregazione al gruppo durante la prossima quando rientreranno tutti i nazionali. "Manca sempre meno", ha scritto sui social dopo l'allenamento di ieri, pubblicando foto che lo ritraggono sul campo con la palla tra i piedi.
L'Inter ha bisogno del suo bomber per blindare lo scudetto. Il vantaggio su Milan e Napoli si è ridotto a 6 e 7 punti, e ogni partita diventa decisiva. Chivu sa che il rientro di Lautaro può cambiare tutto: non solo per i gol, ma per la leadership e la personalità che porta in campo.
Ora, prestate attenzione: il 5 aprile potrebbe essere la data della svolta. Con Lautaro in campo, l'Inter ritroverebbe quella cattiveria sotto porta che è mancata nelle ultime uscite. La "rosca de Pascua" rimarrà sul tavolo fino a lunedì, ma la fame di vittorie è già tornata.
Rivoluzione difesa: via i veterani, dentro i giovani
Capitolo rivoluzione. L'Inter si prepara a un cambiamento profondo in difesa, con tre addii certi e uno probabile. Francesco Acerbi (38 anni), Matteo Darmian (37) e Stefan de Vrij (34) saluteranno a fine stagione, mentre anche Yann Sommer (37) potrebbe lasciare il posto da titolare.
L'età passa inesorabile e i vecchi muri crollano. La stagione in corso ha dimostrato come non ci sia più traccia dell'antica solidità difensiva nerazzurra, fiaccata da errori individuali e cali di forma. "Bisognerà togliere delle rughe al reparto, è inevitabile e necessario", ammettono in viale della Liberazione.
I nomi per il futuro sono già sul tavolo. Guglielmo Vicario è l'indiziato numero uno per la porta, mentre per la difesa si punta su giovani di prospettiva ma già pronti: Joel Ordoñez del Bruges (20-25 milioni), Oumar Solet dell'Udinese (oltre 15 milioni) e Tarik Muharemovic del Sassuolo, il cui piede mancino intriga particolarmente.
Ma tutto dipenderà dal futuro di Bastoni. Se il difensore dovesse partire per 70 milioni, quei soldi finanzierebbe l'intera campagna di rafforzamento. In quel caso diventerebbe fondamentale blindare Carlos Augusto, attualmente l'unico vero sostituto del numero 95.
La transizione sarà delicata: serve abbassare l'età media senza perdere la struttura complessiva del reparto. L'obiettivo è aggiungere talento giovane ma già pronto per San Siro. Perché una cosa è certa: l'Inter del futuro avrà un volto completamente diverso da quella attuale.
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Mercato in fermento con l'Inter che monitora Manu Koné della Roma per 40 milioni, mentre Salah potrebbe liberare Diaby dall'Al Ittihad. Situazione rinnovi delicata con Carlos Augusto che chiede garanzie e Mkhitaryan che valuta il ritiro. Nazionali nerazzurre con Calhanoglu che supera i controlli dopo la vittoria della Turchia sulla Romania, mentre Thuram entra solo nel finale di Francia-Brasile. Polemiche arbitrali con Viviano che attacca duramente le giustificazioni AIA sul rigore non concesso a Firenze. Estate nerazzurra già programmata con amichevoli di lusso in Australia contro Juventus e Milan più il Chelsea a Hong Kong.
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