Quando l'AI si spoglia: il giorno in cui Musk ha dovuto mangiare merda in diretta mondiale
Riassunto
La settimana che ha mostrato il lato più oscuro dell'AI: Musk umiliato dallo scandalo deepfake di Grok, Thinking Machines che implode con co-founder in fuga, Trump che impone tariffe incoerenti sui chip AI, Wikipedia che monetizza il sapere "libero", e Altman che trasforma OpenAI nella sua banca personale. Benvenuti nel Far West dell'intelligenza artificiale, dove i miliardari giocano con tecnologie pericolose mentre i governi corrono dietro ai danni.
Grok: quando l'AI diventa un predatore sessuale
Ecco la verità che nessuno vuole dirvi: Elon Musk ha appena subito una delle umiliazioni più clamorose della sua carriera, costretto a fare marcia indietro su Grok dopo che il suo chatbot AI è diventato una macchina per produrre deepfake sessuali di massa.
Dimentichiamo l'hype sui chatbot intelligenti. Grok ha trasformato X in un bordello digitale dove chiunque poteva "spogliare" donne e bambini con un semplice comando. 800 immagini pornografiche create in pochi giorni, incluse rappresentazioni di violenza sessuale e immagini di minori tra gli 11 e i 13 anni. Non stiamo parlando di un bug - stiamo parlando di una funzionalità che Musk ha deliberatamente implementato con la "spicy mode".
Ma il vero problema è quello che non vi stanno dicendo: 15 organizzazioni avevano avvertito xAI già ad agosto che questo sarebbe successo. Musk ha ignorato tutto, ha riso delle prime immagini "bikinificate" e quando il Regno Unito ha minacciato di bannare X, ha risposto postando deepfake di Keir Starmer a torso nudo.
Ora governi da Malaysia a Brasile stanno accelerando le indagini, 28 gruppi di advocacy chiedono ad Apple e Google di rimuovere X dagli store, e persino la madre di uno dei figli di Musk lo sta citando in giudizio. Yoshua Bengio, uno dei "padrini dell'AI", ha dichiarato che l'industria è "troppo svincolata" - un eufemismo elegante per dire che i miliardari della tech stanno giocando con il fuoco mentre il mondo brucia.
Thinking Machines implode: quando i co-founder scappano da Mira Murati
Nessuno vuole dirlo, ma la startup da 12 miliardi di dollari di Mira Murati sta crollando dall'interno. Due co-founder di Thinking Machines Lab sono appena tornati da OpenAI, portandosi dietro altri ricercatori in quello che sembra più un esodo di massa che una normale rotazione di talenti.
Dietro le quinte, la situazione è molto più tossica di quanto ammetta pubblicamente. Secondo fonti interne, Barret Zoph - il CTO che Murati ha licenziato mercoledì - era accusato di "grave cattiva condotta" che aveva "rotto la fiducia" con la CEO. L'azienda sospetta anche che abbia condiviso informazioni confidenziali con i competitor.
Ma OpenAI racconta una storia diversa: sostiene che le assunzioni erano "in programma da settimane" e che non condivide le preoccupazioni etiche su Zoph. Chi mente? Probabilmente entrambi stanno nascondendo qualcosa.
Il vero problema è che questo non è un caso isolato. L'industria AI è diventata un reality show tossico dove i co-founder si pugnalano alle spalle, i miliardi volano, e i ricercatori cambiano azienda come calzini. Almeno altri due dipendenti di Thinking Machines dovrebbero unirsi a OpenAI nelle prossime settimane. Con una valutazione di 12 miliardi e un seed round da 2 miliardi, Murati aveva tutto per vincere. Invece, sta guardando la sua azienda disintegrarsi in tempo reale.
Trump tassa i chip AI di Nvidia: il protezionismo che non protegge nessuno
Trump ha appena imposto una tariffa del 25% sui chip AI di Nvidia destinati alla Cina, in una mossa che dimostra quanto poco capisca dell'economia globale dei semiconduttori.
La proclamazione parla di "sicurezza nazionale" e della necessità di produrre più chip negli USA, dove attualmente si fabbrica solo il 10% di quelli necessari. Ma ecco il problema: i chip di Nvidia vengono prodotti a Taiwan da TSMC, non negli Stati Uniti. Quindi questa tariffa non incentiva la produzione americana - punisce semplicemente le aziende americane che vendono all'estero.
La vera ironia? Nvidia ha applaudito la decisione. Perché? Perché ora può vendere i suoi H200 alla Cina con l'approvazione ufficiale del governo, mentre i clienti cinesi pagheranno il 25% in più. È un win-win per Nvidia: prezzi più alti e benedizione politica.
Ma il vero problema è che questa politica è fondamentalmente incoerente. Trump vuole che l'America domini l'AI, ma sta rendendo più costoso per le aziende americane competere globalmente. Nel frattempo, la Cina sta sviluppando le proprie alternative ai chip americani, accelerando la de-americanizzazione della supply chain tecnologica.
Le esenzioni per datacenter, startup e applicazioni governative mostrano che anche l'amministrazione Trump sa che questa tariffa è più teatro politico che strategia economica seria.
Wikipedia monetizza l'AI: quando il sapere libero diventa business
Microsoft, Meta, Amazon e Perplexity stanno finalmente pagando per quello che hanno sempre rubato gratis: il contenuto di Wikipedia. La Wikimedia Foundation ha annunciato nuove partnership "enterprise" che danno alle big tech accesso premium all'API di Wikipedia.
La narrativa ufficiale è che si tratta di "sostenibilità" e "equilibrio". Ma la verità è più semplice: le aziende AI hanno bisogno disperatamente di contenuti umani di qualità per addestrare i loro modelli, e Wikipedia è una delle poche fonti rimaste che non è ancora stata corrotta dall'AI sintetica.
Il timing non è casuale. Wikipedia ha perso oltre un miliardo di visite mensili tra il 2022 e il 2025, mentre le persone consumano le sue informazioni attraverso chatbot AI invece di visitare direttamente il sito. Le registrazioni di nuovi utenti sono calate di un terzo dal 2016.
Lane Becker di Wikimedia è chiaro: "È nell'interesse di ogni azienda AI supportare la sostenibilità a lungo termine di Wikipedia, perché Wikipedia è così centrale per il loro business." Traduzione: pagate o il vostro training data sparisce.
Ma c'è un'ironia profonda qui. Wikipedia è stata costruita da volontari che credevano nella conoscenza libera. Ora quella stessa conoscenza viene venduta alle aziende che la usano per sostituire il lavoro umano. È il capitalismo che divora se stesso, un byte alla volta.
OpenAI investe nella startup brain-tech di Altman: il conflitto d'interessi definitivo
Sam Altman ha appena portato i conflitti d'interesse a un livello completamente nuovo: OpenAI ha investito 252 milioni di dollari in Merge Labs, la startup di interfacce cervello-computer che Altman ha co-fondato personalmente.
La giustificazione ufficiale è che le interfacce cervello-computer sono "una nuova frontiera importante" per l'AI. Ma ecco il vero gioco: se Merge Labs ha successo, potrebbe diventare un telecomando per il software di OpenAI. È un circolo perfetto - OpenAI investe in una startup che Altman possiede, usando risorse di un'azienda che Altman dirige, per creare tecnologia che potrebbe guidare più utenti verso OpenAI.
Merge Labs promette di raggiungere questi obiettivi "non invasivamente" usando ultrasuoni invece di elettrodi impiantati nel cervello, differenziandosi da Neuralink di Musk. Ma la competizione con Musk è solo una distrazione dal vero problema: la concentrazione di potere.
Altman ha investimenti in Helion Energy, Oklo, Rain AI, Harvey, e ora Merge Labs - tutte aziende che hanno accordi commerciali con OpenAI. È un ecosistema dove Altman vince sempre: se OpenAI cresce, le sue altre aziende beneficiano; se le sue altre aziende crescono, OpenAI ne trae vantaggio.
Il "Merge" di cui parla Altman dal 2017 non è solo la fusione tra umani e macchine - è la fusione tra i suoi interessi personali e quelli dell'azienda che dovrebbe servire gli azionisti.
Da Leggere Più Tardi
Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati
Altri sviluppi che meritano attenzione: I senatori USA stanno pressando le big tech per spiegare come gestiranno i deepfake sessuali sulle loro piattaforme, mentre Ashley St. Clair cita in giudizio xAI per immagini esplicite generate senza consenso. Nel frattempo, l'EPA ha stabilito che xAI opera illegalmente le sue turbine a gas in Tennessee. Sul fronte startup, Parloa ha triplicato la valutazione a 3 miliardi in 8 mesi, mentre Skild AI ha raccolto 1,4 miliardi per costruire un "cervello" universale per robot. Amazon sta comprando rame estratto da batteri per i suoi data center, e Anthropic ha lanciato Claude Cowork, un agente AI che finalmente funziona per la gestione file. La corsa all'AI continua a velocità folle, ma i costi umani e etici stanno diventando sempre più evidenti.
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