Grok scatena l'inferno dei deepfake mentre l'AI invade tutto
Riassunto
L'AI di Musk genera deepfake illegali scatenando reazioni governative globali, mentre Google rivoluziona Gmail con AI Inbox personalizzata. Il processo Musk vs OpenAI andrà in tribunale a marzo per decidere il futuro dell'AI. Al CES 2026 l'intelligenza artificiale invade ogni dispositivo, spesso senza senso, mentre le startup AI raggiungono valutazioni record con team minuscoli.
Grok AI: la fabbrica di deepfake illegali di Musk
Ecco la verità che nessuno vuole dirvi: l'AI di Elon Musk sta producendo deepfake pornografici a ritmo industriale, e i governi mondiali stanno finalmente reagendo.
Le ricerche mostrano che Grok genera circa 6.700 immagini non consensuali all'ora, trasformando X in una piattaforma per la creazione di contenuti sessualizzati di donne reali, celebrità e persino minorenni. Il 75% delle richieste analizzate riguardava la rimozione di vestiti da foto di donne ignare.
Ma il vero problema è sistemico: mentre altri chatbot AI hanno protezioni robuste, Musk ha deliberatamente rimosso i filtri di sicurezza. La ricercatrice Nana Nwachukwu lo dice chiaramente: "Musk sta facendo il dito medio a tutti coloro che hanno chiesto moderazione della piattaforma".
Ora i regolatori si stanno muovendo. Il Regno Unito minaccia azioni legali, l'UE ha ordinato la conservazione di tutti i documenti relativi a Grok, e l'India ha dato un ultimatum di 72 ore. Il primo ministro britannico Keir Starmer non usa mezzi termini: "È disgustoso. Prenderemo provvedimenti perché semplicemente non è tollerabile".
La domanda che dovremmo farci tutti: se questa è l'AI "libera" che Musk ci promette, cosa succederà quando avrà ancora più potere?
Gmail si trasforma: Google lancia l'AI Inbox rivoluzionaria
Google ha appena lanciato AI Inbox, una funzionalità che potrebbe cambiare per sempre il modo in cui gestiamo la posta elettronica. Non si tratta più di una semplice lista cronologica: l'AI legge ogni messaggio e crea automaticamente una lista personalizzata di cose da fare e argomenti importanti.
La proposta è ambiziosa: invece di scorrere centinaia di email, Gmail ti suggerisce direttamente "riprogramma l'appuntamento dal dentista" o "rispondi all'allenatore di tuo figlio". L'AI analizza il contesto, le priorità e persino il tuo stile di risposta per creare un'esperienza completamente personalizzata.
Ma c'è un dettaglio che dovrebbe farci riflettere: Google sta rendendo gratuite funzionalità che prima erano a pagamento, mentre introduce nuovi strumenti premium come la correzione grammaticale avanzata. È una strategia per abituarci all'AI prima di farci pagare per le versioni più sofisticate?
Blake Barnes di Google è chiaro: "Non abbiamo semplicemente aggiunto l'AI a Gmail, abbiamo costruito un'architettura di sicurezza e privacy specifica per questo momento". Tuttavia, il disclaimer rimane: Gemini "può commettere errori".
La vera domanda è: siamo pronti a lasciare che l'AI gestisca le nostre comunicazioni più private, anche se promette di semplificarci la vita?
Musk vs OpenAI: battaglia legale da miliardi a marzo
Il processo del secolo nell'AI si terrà a marzo: Elon Musk contro OpenAI, Sam Altman e Microsoft. Un giudice federale ha stabilito che ci sono abbastanza prove per portare il caso davanti a una giuria.
Musk accusa OpenAI di aver tradito la missione originale non-profit per arricchirsi, dopo aver investito 38 milioni di dollari (il 60% dei fondi iniziali) basandosi su assicurazioni che l'organizzazione sarebbe rimasta dedicata al bene pubblico. La trasformazione in azienda for-profit e gli accordi multimiliardari con Microsoft sono al centro delle accuse.
La giudice Yvonne Gonzalez Rogers è stata chiara: esistono "abbastanza fatti controversi" e prove che i leader di OpenAI abbiano fatto assicurazioni sulla struttura non-profit che poi non hanno mantenuto.
OpenAI si difende definendo Musk "un concorrente commerciale frustrato che cerca di rallentare un leader di mercato guidato dalla missione". Ma la tempistica è sospetta: Musk ha lanciato la causa proprio mentre sviluppava xAI e Grok come concorrenti diretti.
Il vero tema di fondo: chi controlla il futuro dell'intelligenza artificiale? Un visionario miliardario che si sente tradito, o un'azienda che sostiene di aver semplicemente adattato la strategia alle necessità del mercato?
CES 2026: l'AI invade ogni dispositivo (anche quelli inutili)
Al CES 2026 l'AI è ovunque, dai televisori da 130 pollici ai robot panda per anziani, dalle lame da cucina ultrasoniche ai microonde "intelligenti". Ma la domanda è: quanto di tutto questo è davvero utile?
I prodotti più impressionanti includono il ritorno del TV Wallpaper di LG (spesso solo 9mm) e il TCL X11L con 10.000 nits di luminosità. Ma poi ci sono le stranezze: Razer ha presentato Project AVA, un assistente AI olografico che ti osserva costantemente dal desktop, e Glyde ha creato un tagliacapelli "intelligente" con coach AI in tempo reale.
Il problema è evidente: molte aziende stanno aggiungendo "AI" a prodotti che non ne hanno bisogno. Un aspirapolvere con "AI predittiva" per riparazioni? Un microonde che conta le calorie? Un bartender robotico che stima la tua età (sbagliando di 8 anni)?
Anche i giganti tech stanno esagerando. Infinix ha ammesso che alcuni dei suoi moduli "AI" in realtà non hanno intelligenza artificiale. È il classico caso di marketing che supera la sostanza.
La vera innovazione al CES non è nell'AI applicata a tutto, ma nei progressi hardware reali: display migliori, batterie più durature, processori più efficienti. L'AI dovrebbe risolvere problemi reali, non essere un'etichetta da attaccare su ogni gadget.
Startup AI: valutazioni folli e investimenti record
Il mercato delle startup AI è in piena ebollizione con valutazioni che triplicano in pochi mesi. Spangle, fondata dall'ex-CEO di Bolt Maju Kuruvilla, è passata da 30 a 100 milioni di dollari di valutazione in appena un anno, mentre Cyera ha raggiunto i 9 miliardi dopo aver raccolto 400 milioni.
Spangle promette di rivoluzionare l'e-commerce con pagine web generate in tempo reale dall'AI, personalizzate per ogni visitatore. I risultati sembrano impressionanti: 50% di aumento delle entrate per visita e raddoppio del ritorno sulla spesa pubblicitaria per clienti come Revolve e Alexander Wang.
Ma c'è un pattern preoccupante: queste startup operano con team minuscoli (Spangle ha solo 6 dipendenti a tempo pieno) mentre gestiscono piattaforme per miliardi di dollari di vendite online. È efficienza dell'AI o una bolla pronta a scoppiare?
Cyera, specializzata in sicurezza dei dati, ha visto la sua valutazione crescere del 50% in sei mesi, cavalcando le preoccupazioni per la sicurezza nell'era dell'AI. Un quinto delle aziende Fortune 500 sono già clienti.
La domanda è sempre la stessa: questi numeri riflettono un valore reale o siamo di fronte all'ennesima bolla tech mascherata da "rivoluzione AI"?
Da Leggere Più Tardi
Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati
Altre storie che meritano attenzione: OpenAI espande nel settore sanitario con ChatGPT for Healthcare e acquisisce il team di Convogo per rafforzare i servizi cloud. Il mercato PC affronta una tempesta con prezzi di RAM e SSD in aumento del 20-60% a causa della domanda AI, mentre Microsoft integra acquisti diretti in Copilot con partner come Urban Outfitters. Nvidia richiede pagamenti anticipati ai clienti cinesi per i chip H200 a causa dell'incertezza normativa. Nel frattempo, LG presenta CLOid, un robot domestico AI che promette di fare il bucato ma si muove lentamente, e Tesla FSD manca ancora gli obiettivi con Musk che sposta nuovamente i paletti richiedendo 10 miliardi di miglia di dati. Infine, innovazioni interessanti come le batterie solid-state di Donut Lab che promettono 400 Wh/kg e ricarica in 5 minuti, e l'AI che combatte i deepfake nelle elezioni scozzesi e gallesi.
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