Innovazione & AI
20 febbraio 2026

AI Summit India: Investimenti miliardari e la nuova corsa all'oro digitale

Riassunto

L'India emerge come terza superpotenza AI con $300 miliardi di investimenti, mentre la carenza di RAM causata dall'AI fa esplodere i prezzi di smartphone e laptop. OpenAI punta a una valutazione di $850 miliardi in una corsa speculativa senza precedenti, Google risponde con Gemini 3.1 Pro che riprende la leadership tecnica, ma New York blocca l'espansione dei robotaxi Waymo dimostrando che l'adozione dell'AI resta politicamente complessa.

India AI Summit: la nuova Silicon Valley vale $300 miliardi

Importanza: 9/10

L'India si sta trasformando nella terza superpotenza dell'AI, e i numeri parlano chiaro: oltre $300 miliardi di investimenti annunciati in 48 ore all'AI Impact Summit di New Delhi. Non è hype, è una strategia geopolitica.

OpenAI ha stretto una partnership con Tata Group per 100MW di capacità data center, scalabile fino a 1GW - una delle più grandi infrastrutture AI al mondo. Parallelamente, Reliance di Mukesh Ambani ha svelato un piano da $110 miliardi in sette anni per gigawatt-scale data center, mentre Microsoft promette $50 miliardi per il Global South entro il 2030.

Ma dietro questi numeri c'è una partita più grande: l'India con 1,4 miliardi di abitanti e oltre 100 milioni di utenti ChatGPT settimanali rappresenta il mercato più strategico per l'AI dopo USA e Cina. Modi lo sa bene: "Dobbiamo prevenire un monopolio AI" ha dichiarato, puntando su modelli open-source contro la chiusura americana.

La vera rivoluzione è nell'approccio: mentre l'Occidente si concentra sui frontier model, l'India punta sul deployment su larga scala. OpenAI integrerà ChatGPT Enterprise in centinaia di migliaia di dipendenti TCS, General Catalyst investirà $5 miliardi in cinque anni. Il messaggio è chiaro: l'AI del futuro si decide anche a Delhi, non solo a San Francisco.

RAMageddon: quando l'AI fa schizzare i prezzi di tutto

Importanza: 8/10

La carenza di RAM sta per colpire il vostro portafoglio molto più duramente di quanto pensiate. I prezzi della memoria sono triplicati, quadruplicati, persino sestuplicati, e questo non riguarda solo i nerd che assemblano PC. Riguarda ogni dispositivo che avete in tasca o sulla scrivania.

Il vostro prossimo smartphone costerà fino all'8% in più, con telefoni da $500 che potrebbero facilmente arrivare a $600. Apple potrebbe pagare fino al 100% in più per la memoria questo trimestre, e quei costi finiranno sui prezzi iPhone. Qualcomm avverte che i produttori costruiranno meno telefoni, punto.

Console e laptop non se la passano meglio: Nintendo Switch 2 avrà un aumento di prezzo, PlayStation 6 potrebbe slittare al 2029, e Valve ha già alzato il prezzo base dello Steam Deck da $399 a $549. Dell ha già aumentato i prezzi laptop fino a $765, mentre Lenovo ammette costi memoria saliti del 40-50%.

La causa? Samsung, SK Hynix e Micron controllano il 95% della produzione DRAM mondiale e stanno dando priorità assoluta alle aziende AI che pagano cifre folli. Intel CEO prevede "nessun sollievo fino al 2028". È la dimostrazione perfetta di come l'AI stia ridisegnando l'intera economia tech, e stavolta il conto lo paghiamo tutti noi.

OpenAI verso $850B: la bolla o il futuro?

Importanza: 8/10

OpenAI sta per chiudere un round da oltre $100 miliardi con valutazione superiore a $850 miliardi. Per mettere in prospettiva: vale più di Tesla, Meta e Netflix messe insieme. Amazon investirà fino a $50 miliardi, SoftBank $30 miliardi, Nvidia $20 miliardi.

Ma i numeri raccontano una storia complessa: l'azienda brucia cash a ritmo industriale mentre testa pubblicità su ChatGPT per raggiungere la redditività. È il classico dilemma delle tech company: crescita esplosiva ma sostenibilità ancora da dimostrare.

Il mercato delle startup AI è in ebollizione totale: Code Metal ha appena raccolto $125 milioni in Serie B raggiungendo $1,25 miliardi di valutazione, concentrandosi su traduzione di codice per il settore difesa. General Catalyst promette $5 miliardi all'India in cinque anni.

Quello che nessuno vi sta dicendo è che siamo in una fase speculativa estrema: le valutazioni si basano su potenziale futuro, non su ricavi attuali. Gli investitori scommettono che l'AI trasformerà ogni industria, ma la storia della tech è piena di bolle che sembravano inevitabili. La domanda non è se l'AI cambierà il mondo, ma se questi prezzi riflettono la realtà o l'euforia.

Google Gemini 3.1 Pro: la rivincita contro OpenAI

Importanza: 8/10

Google ha lanciato Gemini 3.1 Pro e, almeno sulla carta, ha ripreso la corona di modello AI più potente al mondo. Le valutazioni di terze parti confermano: è tornato in testa dopo essere stato superato da OpenAI e Anthropic nelle scorse settimane.

Il salto prestazionale è significativo: 77,1% su ARC-AGI-2, più del doppio rispetto al precedente Gemini 3 Pro. Ma la vera differenza è nell'approccio - Google punta su "reasoning-to-dollar ratio" mantenendo gli stessi prezzi ($2 per milione di token) pur raddoppiando le performance.

Le capacità pratiche impressionano: genera SVG animati direttamente da prompt testuali, configura dashboard aerospaziali in tempo reale, traduce atmosfere letterarie in design web funzionali. Non è solo potenza bruta, è intelligenza applicata.

Ma c'è una strategia più profonda: mentre OpenAI e Anthropic si concentrano sui modelli conversazionali, Google sta costruendo un ecosistema per sviluppatori enterprise. Databricks riporta "risultati best-in-class", JetBrains vede miglioramenti del 15% in qualità. È la dimostrazione che la guerra AI non si vince solo con i benchmark, ma con l'adozione reale nelle aziende.

New York blocca Waymo: il futuro dei robotaxi si complica

Importanza: 7/10

Il governatore di New York Kathy Hochul ha ritirato la proposta per legalizzare i robotaxi nello stato, un colpo durissimo per Waymo che aveva investito $1,8 milioni in lobbying dal 2019. "Il supporto non c'era per far avanzare questa proposta" ha dichiarato un portavoce.

La proposta era già limitativa: niente servizi commerciali in città con oltre un milione di abitanti, fee da $1 milione, garanzie finanziarie da $5 milioni. Anche così, i legislatori statali hanno detto no.

Waymo continua a testare a New York City fino al 31 marzo, ma senza prospettive di espansione commerciale. L'azienda serve già 400.000 corse pagate a settimana in sei città USA e punta a un milione entro fine anno, ma New York rappresentava il premio più ambito.

Il vero problema è politico, non tecnologico: mentre Arizona e Texas accolgono a braccia aperte i robotaxi, stati come New York mantengono regole che richiedono "una mano sul volante". È la classica frattura americana tra stati tech-friendly e quelli più cauti. Per Waymo significa che la strada verso l'adozione di massa sarà più lunga e frammentata di quanto sperato.

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